06 aprile 2016

Riscoprire i valori eterni

di Paolo Inselvini

Oggi non serve più credere in qualcosa, avere fede ed ideali eterni, tradizioni e legami forti.
“Non ha senso”. Dicono. “La vita è una, bisogna viverla al massimo, senza limiti”.
Cosi la fede in Dio è stata sostituita dal culto dell’io, la fedeltà alla Terra ed alla comunità dalla sottomissione alle cose materiali e l’amore per la famiglia dalla ricerca del piacere. Al posto delle idee, degli ideali e dei dogmi trionfano le logiche di mercato, gli egoismi e gli orizzonti delle tecnoscienze. Questo è il progresso! L’uomo, liberato dalle catene che lo hanno sempre imbrigliato e limitato, può finalmente autodeterminarsi e plasmare la realtà ed il mondo come meglio crede. Tutto ciò, però, non corrisponde affatto ad una crescita dell’uomo! Come Chesterton diceva “ il vizio del moderno concetto di progresso è che è sempre qualcosa che ha a che fare con legami spezzati, confini cancellati e dogmi rifiutati”.

L’ uomo, infatti, si sta ribellando a quelli che rappresentano gli elementi più importanti e profondi della sua natura, abbandonandosi ad un passivo nichilismo che lo porterà inevitabilmente all’autodistruzione! Nel momento in cui si abbandonano le certezze, o quantomeno la ricerca di esse, nel momento in cui si rifiutano le leggi naturali e le proprie radici, nonostante il sistema cerchi di convincerci del contrario, l’uomo diventa solo ed alla ricerca di qualcosa che non troverà mai.

I due assassini romani, che qualche settimana fa hanno ucciso per vedere che effetto avrebbe fatto, sono l’emblema della dis-umanità che si sta plasmando. Rappresentano il perfetto frutto di una società che si fonda sulla fede nel nulla, sul culto dell’io e sulla ricerca spasmodica del piacere. La ricerca della morte, apparentemente insensata, è la conseguenza di una vita dominata dagli eccessi e dall’unica vera regola, quella di non avere regole. Ma i casi di cronaca non sono i soli a mostrarci dove si stia dirigendo la nostra società. Viviamo, infatti, in una società nella quale la Vita viene tranquillamente buttata nella spazzatura, una società nella quale la cultura dello sballo regna sovrana e nella quale le cose materiali vengono ritenute di maggior valore rispetto ai legami famigliari, comunitari e culturali.

L’ uomo che non crede in nulla, credendosi erroneamente libero, può dedicare la sua vita alla ricerca incondizionata della realizzazione dei propri desideri e dei propri piaceri. Mai, però, potrà trovare davvero sé stesso e quello che sta cercando. La sua vita rimarrà sempre incompleta. Non è nel successo, nella ricchezza, nella droga, negli eccessi sessuali e in tutto ciò che è effimero che si può trovare il senso della nostra esistenza! E’ solo dedicando la nostra vita a qualcosa di più alto che possiamo realizzare noi stessi. Solo sposando e difendendo valori eterni, solo ricercando il giusto ed il vero possiamo dare senso alla Vita.

E’ necessario ricominciare ad avere una visione verticale, a riappropriarci della convinzione che un filo ci colleghi a coloro che furono e a coloro che saranno. E’ indispensabile ricominciare ad occuparsi della cura del proprio spirito. E’ essenziale ricominciare a sentirsi parte di una comunità, disposti a sacrificarsi per essa e per coloro che ne fanno parte. Dobbiamo ricominciare a ricercare la Verità, partendo da quelle verità naturali che ci vengono date. Solo cosi possiamo ricominciare a riempire il nostro cuore, facendolo battere di nuovo. Solo ritornando a credere possiamo davvero essere uomini liberi. Lasciamo la cultura e la fede nel nulla e rifondiamo la nostra società e la nostra esistenza su quei pilastri che per millenni hanno sostenuto l’Europa e l’hanno resa faro di civiltà! Ricominciamo ad essere coloro che hanno visto eppure hanno creduto!  

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