10 maggio 2016

2016. Ancora in Marcia per la Vita


di Alessandro Elia

Bambini, anziani, famiglie, associazioni cattoliche da tutta Italia (e non solo), suore, sacerdoti e persino Cardinali erano presenti tra gli stimati trentamila partecipanti alla sesta edizione della Marcia per la Vita a Roma, domenica 8 maggio. Tutti riuniti in un’atmosfera festosa e determinata per ricordare la gravissima ingiustizia dell’aborto procurato, che purtroppo dal 1978 è stato legittimato in Italia con la legge 194.

La sera precedente, S.E.R. il Cardinale Raymond Burke aveva aperto l’adorazione Eucaristica in riparazione per il crimine dell’aborto nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, nel pieno centro di Roma. È iniziata alle ore 20 per poi terminare alle 6 del mattino e durante tutta la notte ci sono stati diversi fedeli che hanno fatto a turno per vegliare.

Domenica 8 maggio alle ore 9:00, dopo che la maggioranza dei partecipanti si era riunita a Piazza Bocca della Verità, sul palco ci sono state alcune testimonianze di spessore. Carlo, marito di Cristina Mocellin, ha raccontato la storia di sua moglie che ha avuto il coraggio di sacrificare con fiducia in Dio la propria vita per salvare il figlio nel grembo. Poi sul palco è salito anche il piccolo Salvatore in braccio a sua madre Titti, che con l’aiuto di don Francesco Cirino decise di non abortire nonostante fosse stata diagnosticata a Salvatore una grave malformazione ai reni mentre si trovava nel grembo. Infine, è stata toccante la testimonianza di Francesca e Paola, due donne che hanno descritto il loro pentimento per aver abortito; il dolore infinito che provano tuttora per aver soppresso il proprio figlio nel grembo è indelebile, però con il dono della conversione la Misericordia di Dio può trasformare le sofferenze in Speranza.

È stata preziosissima la partecipazione di mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, e mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan), i quali hanno percorso l’intero tragitto insieme a tutti i partecipanti della Marcia. Erano presenti anche diverse congregazioni religiose, come l’Istituto del Verbo Incarnato, che ha portato come ogni anno uno splendido crocifisso di dimensioni abbastanza grandi da essere visibile a tutti. Tra i marcianti vi erano pure gli Orionini, la Fraternità San Pietro, i Canonici dell’Istituto di Cristo Re, Familia Christi, la Fraternità San Pio X e l’Istituto del Buon Pastore.

Si sono fatti sentire con splendidi cori e bandiere i polacchi dell’associazione The Ordo Iuris Institute for Legal Culture, che sta ottenendo centinaia di migliaia di firme in favore dell’approvazione di una legge che elimini definitivamente l’aborto dalla Costituzione polacca. Vi erano inoltre rappresentanti di associazioni pro-life derivanti dalla Spagna, dalla Germania, dalla Francia, dall’Austria, dagli Stati Uniti, dal Belgio, dalla Svizzera, dalla Croazia, da Malta, dal Venezuela, dalla Gran Bretagna, dalla Nuova Zelanda e altri paesi. Particolarmente significativa è stata la presenza di John-Henry Westen, cofondatore del sito pro-life più letto nel nord dell’America LifeSiteNews (Canada).

Il meraviglioso percorso nelle strade del centro della Capitale è partito da Piazza Bocca della Verità, passando vicino a Piazza Venezia, largo di Torre Argentina, proseguendo per Corso Vittorio Emanuele e arrivando infine a Piazza San Pietro per l’Angelus di papa Francesco, che ha rivolto un saluto, fra gli altri, ai partecipanti della Marcia.

Resta una triste constatazione da fare che inquadra la Chiesa dei nostri tempi: le parrocchie romane non si sono viste. Può darsi che tale assenza sia dovuta anche al fatto che per molti è stata una giornata di prime comunioni e cresime; per questa ragione l’anno prossimo la Marcia si svolgerà non di domenica ma nel giorno di sabato 13 maggio.

 

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