01 maggio 2016

Cari lavoratori, il vostro santo è San Giuseppe Artigiano e non Marx!

di Alfredo Incollingo

San Giuseppe, ci dispiace ricordarlo, è il santo più bistrattato dai contemporanei. E' considerato un membro marginale della Sacra Famiglia, posto sempre alle spalle della Vergine Maria e di Gesù. E' una presenza muta sulla scena e nulla più. Non è il padre di Gesù e non pare avere la stessa visibilità di Maria. E' tutto vero? O sono i tipici discorsi un po' qualunquisti e un po' anticristiani (anticattolici)?

San Giuseppe è per noi moderni la soluzione a tutti i problemi. Di fronte alla latitanza del padre, con figli sbandati e famiglie sfasciate,  è il genitore presente nella vita di Gesù. Lo educa, l'accudisce e gli insegna il mestiere del falegname. E' un padre devoto, buono e laborioso e non ha mai mancato alla sua “speciale missione”. San Giuseppe, che poniamo nel Presepe, non è una comparsa, è “il santo più importante dopo la Vergine Maria”, affermava il Beato Pio IX che lo proclamerà non a caso patrono della Chiesa Cattolica nel 1870. Perché questo tributo papale?

Basta leggere i Vangeli per trovare la soluzione a tutte le nostre domande. Dio si Incarna nel seno della Vergine Maria per divenire uomo, il Figlio. Lo può fare tramite la materia e “secondo la natura umana”: il concepimento e il parto all'interno di una famiglia, formata, ricordiamolo, da un padre e una madre. Gesù entra nella storia dirompente, accudito e sostenuto da una famiglia, perché è, nei piani di Dio, il fondamento dell'umanità. San Giuseppe accoglie con fede e devotamente l'annuncio del concepimento e della nascita di Gesù e sempre con ossequio adempie al suo ruolo di padre. Cristo è così Vero Dio, “della stessa sostanza del Padre”, e Vero Uomo, concepito da Maria e allevato dalla Vergine e da San Giuseppe.

Pur essendo una figura “silenziosa” è comunque una personalità attiva e fondamentale perché sostenta la Sacra Famiglia ed è un santo educatore, un “padre modello”.
Nella società di padri “liquidi” è il Genitore. L'unico vero “papà” (umano). Le virtù mostrate nell'educare Cristo sono le stesse che San Pio XII identificava nell'esperienza del “lavoro”. Lavorare significa svolgere con devozione e al meglio il proprio mestiere per il sostentamento della propria famiglia. Come San Giuseppe fece il falegname crescendo il piccolo Gesù, così il lavoratore lavora per portare il “pane in tavola”. Sembra oggi una questione banale, ma rispecchia il messaggio di carità, di dono di sé, del Vangelo. Il 1° maggio si celebra Sa Giuseppe Artigiano,  patrono dei mestieri e delle professioni per “santificare” questa preziosa e virtuosa attività umana. Siamo abituati al classico “concertone”, ma è una ricorrenza laica ormai decontestualizzata. Di fronte alle nuove sfide socio – economiche non possiamo non affidarci a San Giuseppe, il padre di Gesù, che ha saputo con devozione dare seguito alla sua “missione”, anche nelle insidie. Con un santo così, non abbiamo più bisogno di Carlo Marx!  

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