03 maggio 2016

Le feste della Santa Croce e la figura di San Ciriaco di Gerusalemme

di Roberto de Albentiis
Oggi, 3 maggio, nel calendario liturgico si festeggia l’Invenzione della Santa Croce [1]; tale festa, commemorante il ritrovamento della Santa Croce a Gerusalemme da parte dell’Imperatrice Sant’Elena (feste, 19 e 21 maggio e 18 agosto) nell’anno 326, è stata espunta dal messale e dal calendario negli anni ’60, ma ha continuato ad essere celebrata localmente a livello diocesano, soprattutto nelle campagne, con Messe votive e processioni.

Cogliendo l’occasione di questo giorno, offro ai lettori di Campari & de Maistre una breve carrellata delle diverse feste liturgiche dedicate alla Santa Croce presenti nei calendari liturgici orientali e occidentali, a loro edificazione e a maggior gloria di Nostro Signore Gesù Cristo e della Santa Croce con cui Egli ha redento il mondo. Oggi è inoltre il giorno vigilare di San Ciriaco di Gerusalemme, Patrono di Ancona, che aiutò Sant’Elena proprio nel ritrovamento della Santa Croce e che, grazie ad essa, si convertì alla vera fede cristiana; su di lui torneremo a fine articolo.

-6 marzo (Invenzione della Santa Croce e dei Santi Veli da parte di Sant’Elena): in Oriente si festeggia in questo giorno il viaggio che fece Sant’Elena a Gerusalemme, accompagnata dal Vescovo della Città Santa San Macario (festa, 10 marzo) e dall’ebreo Giuda (quello che, dopo la sua conversione, divenne appunto San Ciriaco), in cui vennero distrutti tutti i templi pagani costruiti nei secoli precedenti e vennero infine ritrovate le Reliquie della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, in primis la Santa Croce. E’ il corrispettivo orientale della festa occidentale odierna.

-Domenica III di Quaresima (della Santa Croce): sempre in Oriente, come riportato anche da Dom Prosper Gueranger nella sua monumentale opera dedicata all’anno liturgico, questa Domenica di Quaresima (chiamata anche “Mesonestima”, cioè a metà del cammino e del digiuno quaresimale) è dedicata specialmente all’adorazione della Santa Croce, in vista della Settimana Santa e della grande adorazione del Venerdì Santo. -Grande e Santo Venerdì: al culmine della Grande e Santa Settimana, nel giorno in cui si commemora e si rivive la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa tutta adora solennemente la Santa Croce quale strumento della Passione e perciò simbolo della Cristianità; con il Poverello d’Assisi diciamo “Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui e in tutte le Tue chiese che sono nel mondo intero, e Ti benediciamo, perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo”, e dal Catechismo di San Pio X leggiamo ancora: “Nel Venerdì Santo si adora solennemente la Croce, perché essendovi Gesù Cristo stato inchiodato ed essendovi morto in quel giorno, la santificò col Suo Sangue…Si deve adorazione al solo Dio, e però quando si adora la Croce, la nostra adorazione si riferisce a Gesù Cristo morto su di essa.”

-3 maggio (Invenzione della Santa Croce): la festa di oggi, occidentale di derivazione prevalentemente gallicana e di cui si è già in parte parlato al 6 marzo, e per questo, per non ripetermi, citerò invece ampiamente dall’opera “L’anno liturgico” le parole che Dom Gueranger dedica a questo giorno: “L'Oriente e l'Occidente trasalirono alla notizia di questa scoperta, che, condotta dal cielo, veniva a mettere l'ultimo suggello al trionfo del cristianesimo. Cristo confermava la Sua vittoria sul mondo pagano, innalzando così il Suo trofeo, non più come figura ma nella realtà: era il legno miracoloso, una volta di scandalo agli Ebrei, follia agli occhi dei pagani, ma di fronte al quale, d'ora in avanti, ogni cristiano avrebbe piegato il ginocchio.”; “Nel VI secolo Santa Redegonda sollecitò ed ottenne dall'imperatore Giustino II il frammento di proporzioni considerevoli che possiede il tesoro imperiale di Costantinopoli. La Gallia non poteva entrare in maniera più nobile a partecipare al privilegio di avere una reliquia dell'istrumento della nostra salvezza, che per mezzo delle mani della sua virtuosa regina; e Venanzio Fortunato compose, per l'arrivo di detta augusta reliquia, quell'inno ammirabile che la Chiesa canterà sino alla fine dei secoli, ogni qual volta vorrà esaltare gli splendori della Santa Croce.”

-7 maggio (Apparizione della Santa Croce su Gerusalemme): presente ancora nei calendari orientali, questa festa ricorda la miracolosa apparizione nel cielo di Gerusalemme, nel giorno di Pentecoste dell’anno 351, della Santa Croce, “più luminosa del sole” (come leggiamo nell’inno del giorno); menzionato in una lettera di San Cirillo di Gerusalemme (feste, 18 e 20 marzo) e attestato da vari storici dell’epoca, questo particolare evento fu visto come il definitivo trionfo dell’ortodossia cattolica sull’eresia ariana, allora protetta dall’eretico Imperatore Costanzo II.

-1° agosto (Processione del Venerabile Legno della Vivificante Croce del Signore): altra festa orientale, ora minore, un tempo enormemente celebrata, celebrava la processione con le reliquie della Santa Croce che veniva fatta per le strade della città di Costantinopoli in preparazione alla solennità mariana del 15 agosto; festa di derivazione greca, in Russia assunse un carattere ulteriore e particolare, poiché in questo stesso giorno si celebrava anche il Battesimo della Rus, avvenuto nel 988.

-13 settembre (Invenzione e Vigilia della Santa Croce): in questo giorno, o nella Domenica più vicina, si commemora, da parte degli Assiri, lo stesso avvenimento celebrato dai Greci il 6 marzo e dai Latini il 3 maggio; giorno di vigilia della solenne festa del 14 settembre per il resto della Chiesa Cattolica, si commemora anche la prima Dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro, avvenuta nell’anno 335.

-14 settembre (Esaltazione della Santa Croce): questa solenne festa celebra due avvenimenti: la solenne benedizione di Gerusalemme da parte di San Macario della Città Santa e del mondo con la Santa Croce e la sua collocazione nella Basilica del Santo Sepolcro, e la ricollocazione della Santa Croce nella stessa Basilica da parte dell’Imperatore Eraclio nell’anno 628, dopo che questi aveva sconfitto i nemici Persiani e recuperato dalla loro capitale le reliquie che avevano precedentemente sottratto dalla Città. Nei primi mercoledì, venerdì e sabato dopo il 14 settembre si celebrano le Tempora d’Autunno; gli Armeni celebrano invece dal 10 al 14 settembre un digiuno speciale, mentre riservano al 15 la Vigilia e al 16 dello stesso mese la solennità dell’Esaltazione, mentre nella Domenica più vicina al 14 settembre celebrano una Divina Liturgia e una processione speciali dedicati alla Santa Croce. Celebrata solennemente dai Greci con una Domenica precedente di apertura e una Domenica successiva di chiusura, i Greci celebrano in questo stesso giorno anche un’apparizione della Santa Croce che sarebbe avvenuta nel cielo di Atene nell’anno 1925.

-27 settembre (Invenzione della Santa Croce): festa esclusivamente copta ed etiope; in questo giorno si commemora lo stesso avvenimento celebrato dai Greci il 6 marzo e dai Latini il 3 maggio. -Domenica più vicina al 28 settembre (Festa della Santa Croce di Varak): festa esclusivamente armena, collocata due settimane dopo l’Esaltazione della Santa Croce; in questo giorno viene celebrato l’interramento e il successivo ritrovamento miracoloso di un pezzo della Santa Croce nei pressi del Monte Varak.

-12 ottobre (Traslazione delle Reliquie della Santa Croce a Gatchina): festa esclusivamente russa e relativamente recente; in questo giorno viene celebrato l’arrivo delle Reliquie della Santa Croce e di San Giovanni Battista da Malta alla Russia nell’anno 1799, ai tempi della dominazione francese su Malta e della nomina dell’Imperatore di Tutte le Russie Paolo I a Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. -Domenica più vicina al 26 ottobre (Invenzione della Santa Croce): festa esclusivamente armena; in questo giorno si commemora lo stesso avvenimento celebrato dai Greci il 6 marzo e dai Latini il 3 maggio.

-11 dicembre (Miracolo a Cihost): non si tratta in realtà di una festa liturgica (almeno, non ancora istituita), ma del ricordo di un miracolo che sarebbe avvenuto nella Cecoslovacchia comunista: durante la Domenica III di Avvento dell’anno 1949 il crocifisso della piccola Chiesa dell’Assunta del villaggio di Cihost, mentre il parroco di Cihost (il Servo di Dio Padre Josef Tourfar) stava predicando, si mosse e si inclinò misteriosamente. Tale fatto attirò le attenzioni di numerosi fedeli (suscitando scalpore e interesse anche all’estero) e, anche, della polizia politica stalinista; la Chiesa Cattolica ancora non si è pronunciata su tale fatto, ma la notizia dell’avvenimento (e l’attenzione che aveva a suo tempo suscitato) rimangono, e la recente introduzione della causa di beatificazione di Padre Tourfar, martire del comunismo, inviterebbe a non scartare nessuna ipotesi e a prestare attenzione a questo segno.

La Chiesa Cattolica, nella sua pluralità e nella sua universalità, ci offre numerose volte, nel corso dell’anno liturgico (che, per citare il Venerabile Pio XII, “è Cristo Stesso presente nella Sua Chiesa”), la possibilità di festeggiare e adorare la Santa Croce, “preziosa, vivificante, guida dei ciechi e medicina degli infermi” (dalla liturgia bizantina): non facciamo come i giudei e i pagani greci e romani, che la trovavano scandalosa, o come gli eretici, che separano la Croce da Cristo, ma amiamo e celebriamo lo strumento tramite cui Cristo ci ha redenti, su cui “si è fatto obbediente fino alla morte”! Pensiamo alla Santa Croce durante la settimana, di mercoledì (giorno in cui si ricorda il tradimento di Giuda) e soprattutto di venerdì (giorno in cui si ricorda la Passione di Nostro Signore); recitiamo la Via Crucis o la Coroncina della Divina Misericordia durante l’Ora della Misericordia, alle tre del pomeriggio, l’ora in cui morì Gesù; recitiamo la Via Crucis e i misteri dolorosi del Rosario di venerdì; adorniamo di fiori e belle piante il Crocifisso della nostra chiesa e del nostro altare; partecipiamo alla Santa Messa pensando al Golgotha; portiamo un Crocifisso indosso, sopra o sotto i vestiti, e, soprattutto, portiamolo nel nostro cuore! Questa festa cade in tempo pasquale: mentre contempliamo la gloria e la vittoria del Cristo Risorto, non dimentichiamoci quanto dolore ha patito per noi, coronato di spine e crocifisso, e quanto ce ne ha lasciato nella Santa Sindone (che si festeggia il giorno successivo, al 4 maggio).

La Croce è l’ornamento dei Santi: degli Apostoli Filippo e Giacomo il Minore, che si festeggiano anch’essi in questo giorno e che proprio predicando Cristo e la Croce vennero uccisi dai pagani; di San Paolo della Croce e di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), che misero la Santa Croce nel loro nome religioso e che trascorsero la loro vita religiosa come una vera e propria immolazione, incruenta per San Paolo e cruenta per Santa Teresa Benedetta; del Servo di Dio Gino Lorenzi, giovane milite che fu ucciso in odium Fidei, crocifisso , dai partigiani comunisti proprio tra il 3 e il 4 maggio 1945, e le cui ultime parole furono “La Croce che Gesù Cristo ha portato non può far paura ad un cristiano”; infine, citato all’inizio di questo articolo e, ora, in chiusura, di San Ciriaco di Gerusalemme, Patrono di Ancona.

Giuda, questo era il suo nome da ebreo, era nato a Gerusalemme, dove vi era divenuto rabbino; quando Sant’Elena giunse a Gerusalemme alla ricerca del Golgotha e della Vera Croce, Giuda era l’unico abitante del posto che sapesse dove si trovavano le reliquie della Passione di Cristo, ma, ostile alla religione cristiana, si rifiutò di parlare, e per questo venne gettato in una cisterna, dove rimase per sei giorni senza né cibo né acqua. Decisosi a parlare, rivelò l’esatta ubicazione della Croce e, quando venne ritrovata, decise improvvisamente di convertirsi alla fede cristiana, e, nello stesso 3 maggio 326, ricevette il battesimo da San Macario, con Sant’Elena che assisteva: scelse come nome Ciriaco (“Dedicato al Signore”), e fu in seguito venerato come martire e “inventor Crucis” (“ritrovatore della Croce”).

Dedicò la sua vita alla diffusione della vera fede cristiana e allo studio dei Vangeli, e per questo motivo fu nominato dal Papa Vescovo di Gerusalemme e, al termine della sua lunghissima vita, venne fatto torturare e uccidere dall’empio Imperatore Giuliano l’Apostata assieme alla madre Anna, anch’essa venerata come santa assieme al figlio; dopo un lungo martirio, Ciriaco rese finalmente lo spirito a Dio. Secondo la tradizione San Ciriaco, per recarsi in Italia dal Papa, aveva fatto tappa ad Ancona, rimanendovi numerosi anni, e proprio in quella stessa città le sue spoglie vennero portate nell’anno 418, divenendone, da allora, il Patrono.

San Ciriaco, assieme a sua madre Sant’Anna, si festeggia il 4 maggio, il giorno successivo alla festa dell’Invenzione della Croce in cui ebbe un ruolo attivo, il 30 maggio, festa della Dedicazione del Duomo di Ancona a lui dedicato, e l’8 agosto, anniversario della Traslazione delle sue Reliquie ad Ancona; nei calendari greci è invece ricordato al 14 aprile e al 28 ottobre.
La bella storia di San Ciriaco ci mostra come non può esistere cristianesimo, non può esistere santità senza la Croce: come Cristo ha salvato il mondo attraverso la Croce, così anche noi (ricordiamoci che siamo chiamati ad essere santi, tutti, indistintamente!), unendoci spiritualmente alla Croce di Cristo, prima di tutto accettando le piccole e grandi sofferenza della vita, possiamo partecipare nel nostro piccolo all’opera della salvezza. Preghiamo San Ciriaco nella sua vigilia affinchè ci insegni ad amare la Santa Croce, a festeggiarla in questo bel giorno, e ad abbracciarla in tutti i giorni e occasioni della nostra vita!

[1] Invenzione:  Nel linguaggio giur., il ritrovamento di un tesoro nascosto o il rinvenimento di un oggetto smarrito, come modo di acquisto originario della proprietà. 

 

0 commenti :

Posta un commento