12 maggio 2016

Oggi siamo tutti un po' più gay


di Alfredo Incollingo

“Evviva, ha vinto il progresso. Gli omosessuali hanno finalmente i loro diritti e noi siamo tutti un po più gay”. La gioia dei progressisti nostrani da ieri intasa i media con i messaggi di solidarietà per un'altra follia umana. Diceva G.K. Chesterton che “pazzo è colui che ha perso il contatto con la realtà”. Come dargli torto oggi? Il progressismo combatte continuamente i suoi fantasmi e le eteree oppressioni, suoi nemici immaginari, incassando ogni tanto qualche vittoria non per le sua tenacia, ma per la codardia altrui. Le piace vincere facile!
Oggi, lo possiamo ben dire, siamo tutti gay, un po' di più rispetto a ieri. Ormai le campagne LGBT, con i loro slogan e le loro proposte, sono parte integrante del nostro essere. Cosa sarebbe l'uomo attuale senza la parola “gay”? Un uomo privo di una parte di sé. Nella svirilizzazione attuale la legittimità delle unioni gay è il corollario dell'innaturale e dell'egoismo sessuale: è la chiara dichiarazione dell'inutilità dell'altro sesso e della paura della differenza.
E' un dogma imprescindibile della società e della sua religiosità fatta di nudi, gay e piacere estremo. Adesso li vediamo scendere in piazza gridando la loro gioia e rinnovare le sacre promesse di combattere il Moloch di turno, che sia la Chiesa Cattolica o qualche intellettuale non conforme. Sul sacro altare del progressismo rinnovano il loro ardore nel sovvertire non solo la normale antropologia, ma anche la stessa Natura.
La Natura, immaginano, era a fianco di Hitler o del Duce durante le loro parate, progettando segretamente di impedire la riproduzione agli omosessuali e di fare quindi famiglia. Ecco quindi i loro strali contro la natura e la biologia stessa, lo strumento che gli uomini utilizzano per negare i loro “diritti naturali”.
Oggi la legge umana può sovvertire quelle di natura e divine. E' in grado di stabilire cosa è naturale e cosa non è. Oggi il Diritto Positivo è la Sacra Scrittura della nuova religione del progresso. L'evidenza è la sua nemica e la scienza è, ancora una volta, lo strumento che i retrogradi, al pari degli infedeli, usano per negare le verità legali.
Non fa niente poi se i progressisti si appellano ad essa con gli “studi americani” per provare le loro astrazioni. Vale nei nostri confronti il “doppiopesismo” che ricorda molto il sistema delle doppie verità averroiste: la nostra verità se collide con la loro è da dichiararsi a tutti gli effetti inferiore, se non falsa.
Oggi quindi siamo tutti un po' più gay perché ci hanno toccato nel nostro intimo, nella nostra natura portando a compimento un progetto che rivoluziona la nostra vita. La famiglia non nasce dall'unione sacrificale, riproduttiva e contrattuale tra uomo e donna, ma da un amore sentimentale a josa e un utero in affitto.
Chissà un domani vedremo réclame di donne che per pochi soldi si venderanno, peggio di una prostituta, per partorire e sopperire alle mancanze altrui.
Oggi, ripeto, siamo tutti un po' più gay perché l'antropologia è ormai relativismo: è normale e naturale a seconda dei casi e del giudizio personale. Questa macchia sarà purtroppo difficile da rimuovere e i nostri figli peneranno dei suoi dolori.
La civiltà intera è relegata ad una disintegrazione che qualsiasi essere forte e naturale potrà facilmente scuotere. Oggi siamo tutti un po' più gay, quindi a chi interessano queste preoccupazioni?  

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