07 maggio 2016

Rispettare il proprio corpo per trovare l'amore vero

OVVERO: PERCHÈ LA GENESI SPIEGA COME VA IL MONDO

di Francesco Filipazzi


Il '900 è stato il secolo della liberazione sessuale e, di conseguenza, della totale sovversione del concetto di amore fra uomo e donna. La maggior parte dei ragazzi nati dopo gli anni '70 non ha avuto la possibilità di sperimentare una concezione sana della sessualità, anche perché i punti di riferimento ecclesiastici si sono spesso adeguati allo spirito del tempo e coloro che dovevano essere un baluardo, in molti casi non lo sono stati. Inoltre gli agenti del Nemico si sono impegnati ogni secondo per distruggere il tempio del corpo, dissacrandolo come fanno con le chiese.

C'è stato però un faro nel buio, un sacerdote polacco che dopo aver aiutato a scrivere l'Humanae Vitae, divenne Papa sotto il nome di Giovanni Paolo II e formulò una Teologia del Corpo talmente potente da essere tutt'ora una delle più belle e poetiche spiegazioni di cosa sia la morale sessuale per la Chiesa (compresa la castità prematrimoniale tanto derisa, quanto necessaria nel mondo odierno), oltre ad essere dirimente per spiegare il metodo naturale, al riguardo del quale sembrava esserci una apertura nell'enciclica di Paolo VI.
I pensieri successivi, sparsi e forse poco organici, sono stati sviluppati dal sottoscritto dopo aver letto il quaderno del Timone riguardante la teologia del corpo e dopo aver letto alcuni scritti del Santo. Consiglio di leggere il racconto della Creazione (peraltro più attendibile di molte teorie scientifiche) per capire davvero di cosa si parla. 

Come trovare la persona giusta

Uno dei principali concetti espressi da Wojtyla riguarda il rapporto fra uomo e donna in base alla logica del dono.  Quando il peccato si frappone fra Adamo ed Eva, i due progenitori si coprono le vergogne, consapevoli di essere nudi. Ciò avviene perché entrambi capiscono di non essere più solo oggetto di amore per l'altro, ma anche di concupiscenza. Oggi sembra assodato che non esista la possibilità che un ragazzo e una ragazza si guardino senza secondi fini e, forse, in molti casi è vero.

Come accorgersi quindi di essere di fronte alla persona che potrebbe passare il resto della vita con noi? Una via potrebbe essere la ricerca dell'antico equilibrio primordiale fra i sessi. Siamo capaci di stare con la persona amata senza accoppiarci in modo sconclusionato ad ogni piè sospinto? Siamo capaci di rimanere uniti nella castità? Se si riesce a vivere un fidanzamento casto si è sulla buona strada per vivere anche un buon matrimonio.
Ciò vale anche per coloro che in precedenza hanno già avuto rapporti sessuali. Oggi purtroppo la verginità non è più un valore, ma accorgersi a un certo punto della propria vita che il sesso velleitario può e deve passare in secondo piano, per una concezione più alta del proprio corpo, libero dalla schiavitù dei sensi, non può che fare bene.

Il matrimonio cristiano è riflesso dell'ordine divino

Sin dall'inizio della Bibbia si può constatare che il progetto di Dio si fonda sull'Uomo e, in particolare, sull'unione fra un maschio e una femmina. Fa riflettere che la definizione della sessualità avvenga quando vengono separati l'uomo e la donna. L'uno si identifica nell'altra e l'una si identifica nell'altro.
Il matrimonio cristiano, che discende direttamente dall'unione della coppia primordiale, si basa su questa identificazione. Il marito e la moglie trovano la loro identità nel matrimonio e nel coniuge. Si pensi ai nostri nonni (e per chi è fortunato ai nostri genitori), sposati per decenni indissolubilmente, tanto da non poter nemmeno immaginare una vita diversa.

Nonostante spesso liti e incomprensioni dividano la coppia, anche in modo grave, gli sposi davvero cristiani non pensano di sciogliere il loro vincolo proprio perché ne andrebbe della loro identità di individui, profondamente cambiata dal matrimonio.
E' anche per questo modo di trovare se stessi in un'altra persona, che il matrimonio non può essere cancellato e, laddove ciò avvenga, non può essere ritentato. La propria identità è una e sposarsi con due persone non è possibile. Oggi viviamo in un'epoca in cui vengono negate le identità personali e forse è per questo che i nemici dell'umanità spingono così tanto sulla distruzione del matrimonio. Rimane però valido che "l'uomo non divida ciò che Dio ha unito", frase detta da Gesù. Non ci sarebbe neanche bisogno di spiegarlo, ma tant'è.

La prova che le categorie di maschio e femmina sono presenti nella mente di Dio è presente nella Genesi. "Si chiamerà donna PERCHÈ dall'uomo è stata tolta".

Il preservativo inquina (la mente e l'ambiente)

Vedere i paladini del moderno ambientalismo indignarsi se si mette in discussione il preservativo fa ridere. Il preservativo inquina l'ambiente e quindi riteniamo che Papa Francesco non possa in alcun modo aprire al suo utilizzo. Altrimenti si rischia che i pesci ne risentano e qualche organello monocellulare rimanga impigliato in una massa di lattice schifosamente abbandonata in spiaggia.
In effetti il ragionamento appena espresso, che offro volentieri alla Segreteria di Stato nel caso servisse, potrebbe essere una valida via d'uscita a certe presunte aperture odierne.
Il cattolico però sa qual è la vera problematica legata all'inquinamento indotto dal preservativo, cioè l'inquinamento mentale. Oggi viviamo in una società pornografica che ci bombarda di messaggi sessuali. Resistere è difficilissimo e richiede un dominio di sé fuori dal comune, che infatti molti non hanno. Laddove non riesca l'abbordaggio di un oggetto sessuale, esiste la prostituzione, altra piaga che non può essere accettata.

Non avere autocontrollo però ci riduce al rango di animali, schiavi dei propri sensi e dei propri istinti. Il preservativo e gli anti concezionali in genere, sono ciò che ci permettono di essere appunto totalmente guidati dai nostri desideri sessuali, senza però prendersi le responsabilità che ne derivano. Il sesso senza procreazione è chiaramente una forma di sovversione, prodromo all'ancora più aberrante procreazione senza sesso che ormai ci viene propinata come faro di civiltà.
Anche in questo caso la teologia del corpo spiega che lo spreco di sé derivante da atti sessuali non procreativi e non derivanti da affetto fra coniugi, inficiano la personalità dell'individuo, così come l'autoerotismo, la pornografia, il sesso a pagamento e via dicendo.

La fedeltà ancora prima di conoscersi

Tornando alla verginità (o in alternativa a una prolungata castità), è chiaro che essa sia una valore assoluto. Un uomo e una donna che si sposano vergini, oltre ad aver compiuto una grande impresa contro il Demonio, che gode nella distorsione della sessualità e nello spreco di essa e, dunque, spinge l'uomo di oggi a spendere il proprio corpo in modo inconsulto, potranno dire di essere stati fedeli l'uno all'altro da sempre, ancora prima di conoscersi, poiché in realtà loro erano già uniti nei piani divini ed erano destinati a ricomporre l'antica coppia. Arrivare vergini al matrimonio vuol dire essere nuovi Adamo ed Eva.

Non c'era bisogno dei drogati orientali

Come si vede, la sessualità vista in chiave cristiana richiede una conoscenza di sé stessi molto approfondita, auto riflessione, meditazione e capacità di resistere al mondo e ai suoi stimoli. Essere "altro" dal mondo, riuscire a giungere ad un livello superiore dell'esistenza, sono prerequisiti fondamentali per ogni cristiano che si rispetti. Non c'è dunque bisogno delle drogaticce sette orientali che propongono il Nirvana o di nutrirsi di mele, per riuscire ad elevarsi. "Basta" Gesù Cristo.

Postilla su Amoris Laetitia

Dopo i ragionamenti di cui sopra e alla luce degli stessi, urge contestualizzare la morale sessuale di Dio con quella che purtroppo viene oggi propagandata anche tramite documenti come Amoris Laetitia. Quest'ultima, se confrontata con gli scritti di Giovanni Paolo II appare di un livello decisamente inferiore, sia per linguaggio che per profondità di ragionamenti. Un documento ambiguo che ha anche l'aggravante di aprire a concetti contrari alla morale millenaria della Chiesa. Appare urgente quindi buttare nel cestino l'esortazione post sinodale e recuperare il vero insegnamento cattolico.

 

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