08 giugno 2016

Giugno, il mese del nostrismo: Sacro Cuore e politicamente scorretto!


di Roberto de Albentiis

Abbiamo da poco finito maggio, il mese mariano, e da altrettanto poco abbiamo iniziato giugno, il mese nostriano (o nostro)! E che è mai? E’ presto detto: da alcuni anni giugno (prima solo gli ultimi due giorni, poi, gradualmente, l’ultima settimana e, ora, l’intero mese) è diventato il mese dell’orgoglio gay, con eventi in tutto il mondo; una propaganda martellante e ossessiva si è diffusa dagli USA ed ha ora coinvolto l’intero Occidente, e l’Italia, se pur in ritardo, si è adeguata al nuovo standard. E quest’anno, con l’approvazione del ddl Cirinnà, la comunità LGTXYZ£$%&/(=?123 italiana (una minoranza aggressiva, prepotente e potente, che peraltro, con la maggioranza degli omosessuali normali e tranquilli, anche, tra essi, cattolici, nulla ha a che fare) ha del resto di che festeggiare.
Come, gradualmente, il mese di maggio diventò il mese mariano, così il mese di giugno diventò il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, al Sacratissimo, Divino, Regale, Misericordioso Cuore di Gesù, “Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla Si è risparmiato”, Cuore da Cui escono Sangue ed Acqua, Cuore ripieno della Divina Misericordia e del Preziosissimo Sangue (che si festeggia nel mese seguente, a luglio); tolta questa devozione tanto amata dai semplici fedeli, di più, negata questa fondamentale verità, tutto è andato a scatafascio: negata la Regalità di Cristo sulle nostre vite personali come sugli Stati e le realtà temporali, negata la signoria di Dio sul tempo stesso, ecco che si sono avute società sempre più mondane, mesi dedicati a devianze e turpitudini, vite degli stessi fedeli che non piacciono certamente a Dio (e se la Madonna di Fatima, tramite i tre Pastorelli, diceva che molte vite e molti matrimoni apparentemente cristiani dei primi anni del XX secolo non piacevano a Dio, che direbbe dell’oggi?).
Nel mondo e nella stessa Chiesa si è diffuso in questi decenni un velenoso pensiero debole e politicamente/ecclesiasticamente corretto, un pensiero che ha in odio qualsiasi ordine naturale, che vuole sostituito con il caos legalizzato; che detesta qualsiasi pensiero forte e virile, che vuole sostituito con una budinosa e checcosa leziosità; che trova orripilante qualsiasi idea di sacrificio, sia esso rivolto nei confronti dei propri vizi, peccati e debolezze (che non esistono più, se non il “clericofascismo” di ritorno “intollerante” e “chiuso di mente”, che è in pratica il normale cattolicesimo, o, anche, un più comune e naturale buon senso) o nei confronti della propria comunità nazionale (che non è più niente, se non quando deve accogliere immense quantità di immigrati cui regalare la cittadinanza).
Ed è qui che entra in gioco il nostrismo: se il mondo stravede per Obama (o per la prossima strega Clinton), ecco che un rimedio per distinguersi è supportare Putin e Orban; se il mondo porta ad esempio di “civiltà” gli USA arcobalen(g)ati, l’Olanda o i mitici Paesi scandinavi, ecco che bisogna rispondere dichiarando le proprie preferenze per Paesi come la Serbia o la Polonia; se il mondo, anche davanti a feroci terroristi islamici, non riesce a pensare altro che a palloncini e gessetti, ecco che bisogna opporre a ciò l’idea del soldato, eroe cristiano e civile, che lotta per la difesa della sua Patria; se il mondo propaganda la “cultura dello sballo” e la “cultura dello scarto”, ecco che bisogna rispondere con la cultura del sacrificio, resistendo ai tentativi di far passare come belli, in attesa di legalizzazione, i vizi e le turpitudini; se il mondo vuole fare a meno di Dio (a meno che non parli di “amore”, un “amore”, però, privo dell’immenso e vero atto di Amore che fece Dio con l’Incarnazione e la Passione di Gesù, che è basato sul mero sentimento e sulla mera attrazione fisica e che si esplica perfettamente nell’esultanza per la morte del nemico politico “fascio leghista”), ecco che tutto il nostro essere, pubblico e privato, deve basarsi su Dio.

Gesù mette in guardia dagli scandali, pronunciando contro di essi le più dure parole che Gli siano possibili nei Vangeli; oggi, però, lo scandalo diventa legge e costume sociale, fin dalla più tenera età. Ebbene, scandalizzare i mentalmente aperti, i liberal e i liberali, gli arcobalenati, non è uno scandalo, anzi, è opera meritevole, è opera benedetta da Dio (“Sia il vostro parlare Sì Sì, No No”); in un mondo impazzito essere “nostri”, come esemplificato sopra con alcuni esempi tra il serio e il faceto, è segno di sanità mentale e morale, e il modo migliore di essere “nostri”, più ancora di essere Suoi è la devozione al Sacro Cuore: devozione affatto debole e zuccherosa, ma forte e virile, perché impone di fare i conti con la nostra coscienza e la nostra vita, per eliminare in noi stessi, prima di poter criticare gli altri, anche le minime tracce di imperfezione per poter piacere a Lui, per poterGli far scrivere i nostri nomi nel Suo Cuore, da dove non saranno mai cancellati!
Pratichiamo i primi venerdì del mese, offriamo la giornata, la settimana, il mese, il tempo liturgico, l’anno al Sacro Cuore, santifichiamo il mese di giugno con buone letture e preghiere (ottimi sono i libricini di Padre Manelli, il fondatore dei Francescani dell’Immacolata), pratichiamo le devozioni collegate della Divina Misericordia, del Preziosissimo Sangue e del Cuore Immacolato, portiamo indosso uno scapolare o una medaglietta ed esponiamo in casa o in ufficio un’immagine del Sacro Cuore; facciamo regnare Gesù nei nostri cuori, in modo da poterlo far regnare meglio, con il nostro esempio e la nostra opera, nelle nostre famiglie e nelle nostre società. E allora saremo non più solo “nostri”, ma, soprattutto, Suoi!  

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