25 giugno 2016

Il Brexit si ferma al vallo di Adriano


L’INGHILTERRA PRIMA DELLA BREXIT, L’INGHILTERRA PRIMA DELL’INGHILTERRA

Et maiores et posteros vestros cogitate.
(Tacito, Agricola)

di Matteo Donadoni
“Matteo, ma cosa diavolo stai facendo?” – Mi disse sconvolta mia moglie, trovandomi commosso nel giardino dello straordinario museo archeologico di Vindolanda, sul Vallo di Adriano, dove avevamo passeggiato quella mattina, in un fresco ed insieme soleggiato agosto inglese. Pietrificato, come un busto romano con le lacrime agli occhi, in un infrangibile sentimento, ero immobile di fronte ad una vecchia lapide di marmo che recitava l’onore, il compianto ed il ringraziamento del Governo Britannico a tutti i quei legionari romani eroicamente caduti in difesa dell’Inghilterra. Surreale quanto vero.

Tacito nell’Agricola narra le gesta dei soldati romani impegnati a difendere i confini di quella che all’epoca si chiamava Britannia, un territorio impervio sottratto alle ostili tribù locali. I feroci Picti, scampati senza danni né migliorie alla fine del neolitico. Anni dopo, quando ormai il territorio era pacificato sotto il vessillo di Roma, iniziarono i lavori per la costruzione di un grande muro, terminato intorno al 128 d.C. dal governatore Aulo Platorio Nepote sotto l’imperatore Adriano. Un’opera immensa, detta Vallo di Adriano, lunga 120 km con pareti alte cinque metri che tagliava l’intera Isola da est a ovest, dividendola in due parti, allo scopo di arginare le incursioni dei barbari, che furono costretti a ripiegare in Caledonia (attuale Scozia). Noi non lo sappiamo, non ce lo ricordiamo più, ma gli Inglesi sì. E’, questo mio, un modo per approfondire come diversamente da noi ragionino oltremanica.

Se si guarda la carta geografica, pressoché la divisione fra chi ha votato Brexit o Remain. A rovescio.

Ma, dato che verranno versati fiumi d’inchiostro, prima che di denaro – speriamo non di sangue – mi limito ad un pezzo corto come il lancio di un pilum. Anche io a modo mio, a rovescio, voglio ringraziare oggi il coraggioso popolo britannico, per essersi conquistato senza colpo ferire, come ha detto Nigel Farage, ma con un semplice tratto di penna, il proprio Independence Day. Il 23 giugno 2016 potrebbe essere la data di inizio per ricominciare, almeno a pensare, che la libertà politica possa esistere ancora. Anche per i nipoti di quei tanti ragazzi che riposano. Lassù, al Vallo.  

3 commenti :

  1. Civiltà romana versus barbarie britanna: i nostri ragazzi s'impegnavano duramente a trasmettere i rudimenti della civiltà ai britanni e alle britanne inspiegabilmente riluttanti; "Rex Icenorum Prasutagus, longa opulentia clarus, Caesarem heredem duasque filias scripserat.......... iam primum uxor eius Boudicca verberibus adfecta et filiae stupro violatae sunt" = "Il re degli Iceni, Prasutago, celebre per la sua lunga prosperità, aveva lasciato erede Cesare e le due figlie, pensando, con tale gesto, di preservare il regno e la sua casa da ogni offesa. Accadde invece l'opposto: il regno fu depredato dai centurioni e la casa dai servi, quasi fossero preda di guerra. Per cominciare, sua moglie Boudicca venne fustigata e le figlie violentate" Tacito, Annali, XIV, 31

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  2. Gli scozzesi saranno cattivi ed europeisti e statalisti e presbiteriani ma i loro avi caledoni avevano una certa dignità: "Raptores orbis.......... Auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant." = "Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l'oriente né l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, dicono che è la pace." Tacito, Agricola, 30

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  3. Solo perchè noi sapevamo scrivere... Loro no.
    Md

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