24 giugno 2016

San Giovanni Battista, la “voce nel deserto” che annunciò la venuta dell'Agnello di Dio


di Alfredo Incollingo

Non si può parlare di Gesù senza menzionare Giovanni Battista. Sono personalità affini e complementari: fu il Battista a riconoscere per primo in Cristo il Messia atteso e profetizzato dall'Antico Testamento, così come fu sempre questi a predicare la venuta dell'Agnello di Dio che ci avrebbe liberati dal male e dal peccato.
San Giovanni Battista è quindi un santo "veterotestamentario" che ci aiuta a comprendere la personalità di Gesù: la sua predicazione ha annunciato l'imminente nascita del Figlio di Dio e la necessità di purificarsi per prepararci alla Salvezza. Ritiratosi nel deserto, vivendo da indigente (cibandosi di locuste e miele selvatico e vestendo peli di cammello, racconta il Vangelo secondo Matteo) e in preghiera, predicò alle genti e somministrò nelle acque del fiume Giordano il battesimo.

Era un rito conosciuto agli ebrei, specie se somministrato con l'abluzione rituale: la novità era nella sostanza del rito, un atto di conversione alla fede che il Battista andava annunciando. Coloro che si fecero battezzare si prepararono ad accogliere Cristo. “Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo” (Mc, 1, 6-8)“

San Giovanni segna uno spartiacque nella storia di Israele: avverte il popolo che il Messia è giunto e invita gli ebrei ad accoglierlo quando si paleserà. Gesù è pienamente conscio dell'importanza che il Battista ha per la sua vita, infatti si reca presso il Giordano per ricevere dalle sue mani il battesimo come gesto di riconoscimento: il santo lo battezza e annuncia ai suoi seguaci che Lui è il Messia atteso, l'Agnello che si sacrificherà per salvarci dal peccato.
Ma costoro non sembrano accettare le sue parole e vanno dal loro maestro a riferire che Gesù sta somministrando battesimi “illegittimamente”: “Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione. Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbi, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa che non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io diminuire. (Gv 3, 25-30) “

La personalità del Battista si riassume in questi due verbi, “crescere” e “diminuire”: a Giovanni è stato affidato da Dio il compito di preparare l'imminente arrivo del Messia, ha convertito i cuori e ha predicato. Gesù si è palesato alle folle ed è Lui che porta a compimento l'opera di conversione, “battezzando nello Spirito”.
Sappiamo dai Vangeli che il legame tra San Giovanni Battista e Gesù persistette anche dopo l'episodio del Giordano. Non è una figura che si è eclissata subito, ma lentamente. Nel Vangelo secondo Matteo alcuni discepoli del Battista vengono inviati per constatare la veridicità delle sue opere e delle sue parole. A sua volta Gesù manda i suoi Apostoli a riferire a Giovanni ciò che egli ha compiuto: miracoli, ovvero miracoli e resurrezioni. Sono prove della sua divinità e del fatto che Lui è il vero Messia.

I vangeli ci parlano del suo martirio: dopo aver criticato la cattiva condotta del re Erode Antipa che conviveva con la cognata Eriodade, rimasta vedova, fu imprigionato e, per volere della figlia Salomè (su istigazione di Eriodade), venne decapitato. La colpa fu di aver criticato l'unione incestuosa tra sua madre e lo zio Erode.
Perché lo si venera come “Santo”? Giovanni fu certamente un martire in odio della propria fede, che proclamò l'indissolubilità del matrimonio senza tante sfumature. Un'antica tradizione inoltre, attestata dai Vangeli (Matteo, in particolare), lo vuole assunto in Cielo durante l'Ascensione di Gesù quando i sepolcri di uomini santi furono aperti e le loro anime entrarono nella Città di Dio.
 

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