29 giugno 2016

San Pietro e San Paolo, le pietre d'angolo della Chiesa Cattolica

di Alfredo Incollingo

Due personalità differenti e speculari furono accomunate da una missione comune: testimoniare la vita e l'insegnamento di Cristo.  Il primo, San Pietro, fu scelto da Cristo per guidare gli apostoli e la nascente comunità cristiana. Divenne il Suo vicario e come tale fu il primo “Pontefice” della storia. Il secondo, San Paolo o Saulo di Tarso, non conobbe Gesù ma credette, ebbe fede e insegnò ai pagani e alle genti il suo messaggio. Era un persecutore di cristiani fino a quando non rimase folgorato dalla Sua maestà e si convertì. Fu chiamato l'Apostolo delle Genti per la sua instancabile predicazione nelle vaste regioni dell'impero romano.

Senza di loro probabilmente il cristianesimo sarebbe rimasto una religione minoritaria, confinata in Palestina. La storia andò diversamente, come sappiamo. Con San Paolo e San Pietro Gesù divenne noto in tutte le regioni dell'impero, fino a Roma. I viaggi apostolici si susseguirono per animare e fondare nuove comunità, per incitare la resistenza e per dibattere sull'ortodossia delle parole di Cristo. Le lettere di San Paolo sono oggi considerate trattatelli di teologia e di esegesi di grande rilievo. Esplicitò la neonata fede cristiana, un'esperienza religiosa all'epoca confinata a Gerusalemme e nelle vicinanze. Era una fede “in fasce”, incerta sul proprio status. Mentre San Pietro si dedicò per lo più alla predicazione, San Paolo scrisse e ragionò sugli insegnamenti del Maestro, dando modo a tutti di conoscere il messaggio cristiano. Questa vocazione ha dato adito a voci fuorvianti di “secondi fondatori” del cristianesimo. E Cristo? Non lo si considera? San Paolo parlò con le parole di Gesù, esplicitando il suo messaggio più profondo. Non conobbe Gesù e la fede gli fu trasmessa da quei cristiani che, loro si, avevano conosciuto il Figlio di Dio.

San Pietro invece lo aveva conosciuto e lo aveva seguito. Quanti “guai” gli fece passare l'apostolo! Tra i Dodici era quello più titubante, eppure per questo motivo Cristo lo ha amato più di tutti, tanto da affidargli la missione di guidare gli apostoli e i fedeli. Era un pescatore, a differenza del benestante Paolo, abitava a Cafarnao. Insieme al fratello Andrea incontrarono il Maestro e su suo invito si fecero “pescatori di uomini”, suoi testimoni, coloro che un giorno lo avrebbero annunciato al mondo intero. San Paolo era ricco invece, un ebreo ellenizzato. Viveva a Tarso e godeva della cittadinanza romana. Perseguitò i cristiani e si rese colpevole di violenze e condanne a morte. Cristo ebbe misericordia di lui e si manifestò sulla strada per Damasco in tutta la Sua gloria. Paolo ne rimase folgorato tanto da farsi battezzare e iniziare un'intensa attività apostolica.

Entrambi viaggiarono, fecero opere di carità e predicarono; costruirono passo dopo passo la Chiesa, dando fiducia e certezze ai fedeli. San Pietro era ancora legato alla mentalità formale ed etnica dell'ebraismo; San Paolo più cosmopolita riconobbe la rivoluzione del messaggio cristiano che aveva rinnovato la legge mosaica. Furono organizzati concili e furono scritte lettere per dipanare le controversie più disparate, sempre rimanendo fermi alle parole di Gesù.

Erano diversi, ma speculari, e subirono lo stesso destino. Entrambi finirono a Roma. Un caso? Dante Alighieri parlò di “Cristo romano”. Cosa intendeva dire? Roma era il mondo, era sinonimo di civiltà e delle terre conosciute. Per indicare l'enclave mediterranea si pronunciava “Roma” e questo nome racchiudeva in se tutto lo spazio abitato e conosciuto. L'Urbe aveva una valenza sacrale centrale, era l'Umbilicus, il centro del mondo. San Pietro andò in Italia per predicare nel “foro” e così di riflesso far conoscere a tutti chi era il suo Maestro. San Paolo invece si recò a Roma per chiedere il giudizio imperiale dopo l'ennesimo arresto a Gerusalemme perché cittadino romano.  Nonostante fosse sottoposto ai “domiciliari”, continuò la sua opera intellettuale e animò la comunità che si era costituita con l'arrivo di San Pietro e dei primi missionari. Entrambi furono martirizzati nello stesso arco di tempo, tra il 64 e il 67 d.c., durante le persecuzioni di Nerone.

Non bastano poche righe per ricordare la preminenza dei due Santi Apostoli per noi cattolici. San Pietro è stato il primo Papa della storia, mentre San Paolo con le “lettere paoline” ci ha definito la dottrina della Salvezza di Gesù. Sono i due Santi Patroni della Chiesa di Roma e si celebrano il 29 giugno. Roma, Cristo, Paolo e Pietro sono quattro parole in perenne relazione. Roma è la civiltà, la stessa che vide la nascita di Cristo e che lo ha alla fine accolto; Pietro e Paolo permisero la diffusione del cristianesimo e la nascita della Chiesa Cattolica.

 

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