15 giugno 2016

Un Campari(soda) con ... Rino Cammilleri


a cura della redazione

Rino Cammilleri è uno dei più famosi e caustici apologeti italiani. Di origini girgentine, si è laureato in Scienze Politiche a Pisa. Dopo essere stato assistente di Diritto Diplomatico e Consolare nella stessa facoltà ed aver insegnato materie giuridiche ed economiche nelle scuole secondarie, ha iniziato l'attività di scrittore, editorialista e conferenziere. Attualmente collabora con il sito La Nuova Bussola Quotidiana, la rivista Studi Cattolici, il quotidiano Il Giornale ed il mensile Il Timone. Cerchiamo di approfondire con lui alcune questioni di attualità.

Il suo lavoro intellettuale ha riguardato prevalentemente l'apologetica, che oggi è in crisi. Persino lo stesso termine "apologetica" è in disuso. Quali sono le cause secondo lei?

Una diversa sensibilità nei chierici, che lentamente ma inesorabilmente ha instaurato un primato dell’ortoprassi a scapito dell’ortodossia. Uno degli aspetti della fede (il soccorso del prossimo) ha eclissato tutti gli altri. Così, la «cultura» è morta. Tuttavia, l’attacco al cristianesimo è sempre stato, e continua ad essere, in primis culturale. E’ per via culturale che il mondo si è scristianizzato.

Leggendo i giornali si scopre che l'Europa si sta suicidando, mentre in Asia e Africa è in corso il martirio di molti cristiani. Che futuro ha il cristianesimo in questi continenti?
Il futuro è nelle mani di Allah, come dicono gli islamici. E io non ho la palla di vetro. Non credo, comunque, che il sangue dei martiri sia seme di cristiani. Per quanto mi riguarda, non potendo fare altro, sto alla finestra a vedere che cosa Cristo escogiterà per la prossima fase. Come diceva Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti. Almeno io.

In questo periodo molto confuso per la Chiesa, molti prelati sembrano aver smarrito il loro ruolo, mentre i laici si stanno organizzando. Come sta cambiando secondo lei il ruolo del laicato?

La trahison di (certi) clercs sta spaccando diverse realtà laicali, ed è ancora presto per chiedersi come andrà a finire. Il trend in atto, se continua così, è la divaricazione tra pastori e greggi varie. Un  esempio tra i tanti: se Medjugorje dovesse venire dichiarata ufficialmente falsa, qualche milionata di fans farebbero semplicemente spallucce.

Qualche tempo fa su "Antidoti" ha parlato di "aria di smobilitazione" della chiesa. Era una provocazione o percepisce davvero questo clima?

Non parlavo della Chiesa, ma di molti apologeti di lungo corso che, ormai anziani e vista l’aria che tira, si stanno progressivamente ritirando a vita privata.

Dopo Amoris Laetitia che sviluppi possiamo aspettarci?

Qui si rischia di fare come i climatologi catastrofisti: infilano nel computer i dati di oggi e li proiettano sul futuro, al grido  di «se continua così…». Ma chi l’ha detto che debba continuare così? I documenti vaticani sono fatti da persone, esseri umani che domattina potrebbero tranquillamente cambiare idea. Lo studio della (lunga) storia della Chiesa mostra che i periodi «confusi» non sono una novità; anzi, parrebbero proprio la regola. Per tornare al paragone meteorologico: se domani pioverà, apriremo l’ombrello. Ma spesso –troppo spesso- le previsioni non ci azzeccano. Dunque, inutile farne. Come diceva san Francesco a chi gli chiedeva che cosa avrebbe fatto se avesse saputo che l’indomani ci sarebbe stata la fine del mondo: continuerei a zappare (stava infatti zappando).  

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