07 luglio 2016

Autolesionismo progressista?


di Enrico Maria Romano

A volte, nel mare magnum delle notizie, ce ne sono alcune, di scarso significato in sé e per sé, ma di alta valenza simbolica, se lette coi giusti parametri. I giusti parametri poi sono opposti a quelli dominanti nel pensiero laico, progressista, democratico.

I danni collegati alla debordante presenza islamica in Europa sono evidenti a tutti i cittadini sani di mente, e questi danni vanno ben al di là dei massacri quotidiani compiuti dai terroristi che uccidono in nome di Allah e del Corano. Si pensi ad esempio all’islamica poligamia, al disprezzo della donna, ai matrimoni coatti (anche con minorenni), al proliferare delle moschee e alla cultura islamica come tale, perfino negli aspetti meno truci come il velo (più o meno integrale), l’alimentazione differenziata nelle scuole, e l’opposizione di molti islamici ai segni della cultura cristiana tradizionale (crocifisso, presepe, canti natalizi, folklore cristianamente ispirato, arte sacra nei luoghi pubblici, etc.).

Ma un danno più grave viene all’Europa da un male questa volta intrinseco alla sua storia, e che in nessun modo può vedersi come giunto qui dall’esterno. Esso, un tempo identificato col socialismo e poi col comunismo, oggi si chiama Sinistra (ed i vari Marx, Engels, Lenin e Gramsci erano europei, non arabi!). Questo male è più grave del primo per vari motivi che non abbiamo spazio per approfondire qui. Diciamo solo che i valori nichilisti, relativisti e progressisti della Sinistra mondiale, specie europea, sono un gradino più in basso dei disvalori collegati con la tradizione islamica, poiché ancora più distruttivi e irrazionali. La poligamia islamica (praticata e insegnata in primis dal profeta Maometto) è male, ma il divorzio, l’aborto e la teoria del gender, i fondamentali della sinistra post-comunista, sono peggio. Molto peggio.

Spesso poi questi due mali non si elidono a vicenda, ma si sommano ed ecco che in generale, specie nei paesi già invasi da arabi e turchi seguaci di Maometto, come Francia e Germania, i mussulmani, più o meno moderati, ed anche moderatissimi, votano in massa per i partiti di sinistra, e a volte anche di estrema sinistra.

Ma anche la sinistra, più o meno estrema, che è come dire più o meno atea (comunque ormai assolutamente a-cristiana e post-cristiana), è spesso portata a ricambiare il filo-progressismo islamico e fa di tutto per islamizzare quella società che per decenni ha voluto scristianizzare…

Tutto questo veniva in mente leggendo la notizia, non si sa se più tragica o tragicomica, della giovane militante di estrema sinistra la quale, stuprata da tre migranti di cultura araba, ha detto alla polizia di essere stata aggredita da tedeschi per… “non incoraggiare il razzismo”!!

Così Maurizio Stefanini su Libero del 6 luglio 2016 a pagina 10: “La bugia dell’attivista stuprata. Tedeschi, ma erano stranieri”: “Selin Goren, esponente di un movimento di sinistra, aveva denunciato molestie a gennaio. Ora l’ammissione: Non volevo alimentare razzismo”.

La Goren, 24 anni, è la “portavoce nazionale della Linksjugend”, il movimento giovanile del partito di estrema sinistra Die Linke, partito ben noto per la sua accoglienza verso stranieri di tutte le risme e per la violenta opposizione ai movimenti nazionalisti che vogliono difendere la Patria, la tradizione e il popolo tedesco (come Alternative für Deutschland o PEGIDA). Die Linke, movimento antinazionale e anti-cristiano, filo-immigrazione e filo-islam, secondo lo Stefanini,“attualmente ha 64 dei 631 deputati del Bundestag e nacque nel 2007 dalla fusione tra l’ex partito comunista della Germania Est e quell’ala dei socialdemocratici che (…) si era staccata dalla Spd”.

La ragazza fu stuprata in una notte del gennaio scorso. Secondo “quanto è stato ora ricostruito, è stata sottoposta a una vera e propria imboscata, e col favore della notte è stata trascinata su un campo da gioco, dove i tre [migranti che parlavano in arabo] hanno abusato di lei a turno”.

Ma allora perché alla polizia intervenuta prontamente, dichiarò che gli aggressori erano tedeschi sebbene ne avesse capito subito l’origine straniera? Sentite i ragionamenti dell’ideologia mortifera della sinistra: “Ma era ancora in corso la polemica per le violenze di massa compiute da richiedenti asilo e immigrati a Colonia durante la notte di Capodanno [in cui subirono violenze e umiliazioni centinaia di ragazze tedesche], e lei non se l’è sentita di confermare quello stereotipo sui mussulmani stupratori (…) in realtà confermato proprio dalla sua storia”.

Ma ora le menzogne della militante antifascista sono emerse in tutta la sua crudezza e perfino il filo-governativo Spiegel titola “Le bugie di Selin” per raccontarne la vicenda.

Questa gente è pronta non solo a lasciare a piede libero uno stupratore, se migrante o islamico o comunque di una categoria protetta dalla sinistra (gay, transessuali, drogati, delinquenti, etc.); ma perfino a rischiare di contribuire all’arresto di un innocente, se di categoria “inferiore” secondo l’ideologia della sinistra (nativo, bianco, nazionalista, cristiano, eterosessuale, prete, etc.).

“Non volevo mentire alla polizia [cosa che ha fatto ripetutamente però…], ma non volevo neanche che la mia storia fosse strumentalizzata dai razzisti”. Pazzesco, se non fosse criminale. L’ideologia progressista poi acceca perfino chi è stata stuprata a turno da tre migranti. Sul suo profilo Facebook infatti ora scrive: “Generalmente tu, migrante, sei una persona meravigliosa…”.

I militanti di sinistra però, generalmente, sono persone bugiarde.

 

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