10 luglio 2016

Immigrazione 2016. La nuova tratta degli schiavi

di Francesco Filipazzi
Voltaire era un commerciante di schiavi. Per questo odiava la Chiesa Cattolica che si batteva per abolire la tratta degli africani, unica voce fuori dal coro a quel tempo. Oggi come cattolici dobbiamo interrogarci riguardo il fenomeno migratorio che sta affliggendo l'Europa da qualche anno, per prendere atto che siamo di fronte ad una nuova tratta degli schiavi che nulla ha a che vedere con l'immigrazione vera e propria e dunque, prima di inneggiare all'accoglienza e alla bellezza dell'immigrazione, sarebbe meglio essere cauti.

Tempo fa una rivista tipicamente di sinistra "radicalchic", Internazionale, denunciava una situazione incresciosa. Molti ghanesi che nel loro paese coltivavano pomodori nei loro campi, dopo alcune operazioni che hanno distrutto il mercato dei pomodori in Ghana, sentendo le sirene del Bengodi, sono venuti in Italia. Ora coltivano pomodori nei campi italiani, sono pagati pochissimo e non hanno alcuna garanzia. C'è poi un esercito di schiavi, che finiscono nei giri della criminalità, dello spaccio, del caporalato e, per via della disonestà degli italiani, diventano mano d'opera a basso costo da contrapporre a quella nativa, che perde i diritti e le garanzie assegnate negli anni ai lavoratori.

I neri adulti diventano quindi schiavi delle multinazionali dei bianchi. E i minori? A gennaio 2016 erano spariti oltre 10 mila minori non accompagnati giunti in Europa con l'ondata migratoria. Molti erano bambini. Secondo l'Europol molti sono in mano ai trafficanti e non è difficile pensare che la sorte meschina li porti a finire nel giro senza ritorno della pedofilia. Il semplice fatto che si siano perse le tracce di migliaia di bambini grida vendetta e prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché.

Il fenomeno che stiamo vivendo non ha quindi i contorni rosei e meravigliosi che molti ci vogliono descrivere. In realtà ci troviamo di fronte ad un orrore senza fine. Basti pensare che recentemente è stata sgominata una banda di trafficanti che espiantavano gli organi agli immigrati che non potevano pagarsi il viaggio in barcone. Il centro del traffico era a Roma.

Sarebbe quindi il caso che qualcuno la finisse di "invitare" i "migranti" nel nostro paradiso in terra perché molto spesso l'Italia per queste persone è un inferno. La Chiesa ribadisca, come ha sempre fatto, che il primo diritto del migrante è quello di non emigrare e che, come hanno spiegato molto spesso i Vescovi africani, estirpare dalla loro terra i giovani, da qui a pochi anni farà morire definitivamente il continente nero, che non avrà più la possibilità di rialzarsi dalle sue macerie. Ma forse un'Africa debole non dispiace poi così tanto a chi ne sfrutta le risorse senza pagare dazio.  

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