28 luglio 2016

La ghigliottina è tornata, ma il boia è islamico



di Giorgio Enrico Cavallo

Padre Jacques Hamel è il primo sacerdote francese martirizzato in una chiesa dai tempi della Rivoluzione. Quelli – per rispolverare un po’ di storia – erano anni allegri, quando la Ragione trionfava e la ghigliottina metteva a tacere le voci dei dissidenti. Le chiese venivano date alle fiamme, quelli che si opponevano al bagno di sangue venivano massacrati nei modi più orrendi, come da insegnamento del generale Turreau, il macellaio della Vandea. Non c’è che dire, era l’apoteosi dei Lumi. Sarà per questo bel risultato che oggi ricordiamo la Rivoluzione francese come un positivo passaggio della storia, dimenticando i suoi mille aspetti oscuri ed inquietanti. Come la repressione religiosa.

Il massacro dei preti nella Rivoluzione Francese (rivoluzione squisitamente atea) è uno degli aspetti più taciuti dalla storiografia ufficiale. La stessa Chiesa, temendo di irritare i governi dei due Bonaparte al potere nell’Ottocento, non denunciò apertamente lo sterminio dei sacerdoti avvenuto nella Rivoluzione. Ad esempio, solo nel 1916 venne aperta la causa per la beatificazione delle 32 religiose martirizzate ad Orange, sterminate dal Comitato di Salute Pubblica nel luglio 1794 (sono iscritte nel novero dei beati dal 1925, con ricorrenza il 9 luglio). Nello stesso luglio 1794 vennero ghigliottinate anche le martiri di Compiègne, sedici religiose decapitate dai barbari giacobini dopo aver fatto voto di martirio ed essersi offerte a Dio per ottenere la fine degli orrori rivoluzionari.

La persecuzione religiosa nella Francia rivoluzionaria era iniziata prestissimo, già nelle stragi di settembre: Pio XI, a tal proposito, riconoscerà nel 1926 un gran numero di martiri di questi massacri, tutti beatificati. Novantacinque di essi erano sacerdoti. Ma gli orrori proseguirono, e ad essere colpiti erano soprattutto i preti che rifiutavano di prestare giuramento costituzionale. Padre Pierre Lauga de Lartigue, che si era rifiutato di giurare, venne ammazzato selvaggiamente a bastonate ai piedi dell’albero della libertà ad Agen, nel luglio 1792. È stato proclamato Servo di Dio.

Non hanno nemmeno il titolo di Servi di Dio i 4.800 preti refrattari fatti annegare nelle acque della Loira nel corso del genocidio vandeano. Gioverà ricordare che si è trattato del primo genocidio messo in atto in Europa contro una popolazione civile, rea di essersi sollevata contro i giacobini e sistematicamente sterminata dai generali Carrier e Turreau, di cui sopra. La cancellazione della memoria degli avvenimenti in Vandea è stata così sistematica che anche i documenti sono andati spesso perduti, e solo recentemente, anche grazie a storici coraggiosi come Reynald Secher, queste vittime hanno avuto giustizia. Talvolta, si conoscono i morti solo risalendo alle cronache stilate in fratta e furia dai pochi superstiti. Si sa così – ed è solo un tragico esempio – che il 17 febbraio 1794 a Grand-Luc vennero fucilate mentre recitavano il rosario in chiesa 563 persone. 110 erano bambini, tutti annoverati tra i Servi di Dio.

Vennero perseguitati anche i vescovi. Charles-François de Saint-Simon de Rouvroy de San-Dricourt, che aveva anche l’aggravante di provenire da una nobile famiglia, ed era diventato vescovo di Adge (diocesi antica, della quale fu l’ultimo pastore). Venne ghigliottinato insieme ad altri 36 compagni, tutti riconosciuti Servi di Dio nel 1927, ma sui quali grava ancora un certo silenzio e la causa di beatificazione risulta ancora ferma. Per inciso, l’assassinio dei 37 sacerdoti avvenne il giorno prima della caduta del folle regime di Robespierre.

Val bene ricordare, ancora, Maria Maddalena Fontaine, Maria Francesca Lanel, Teresa Maddalena Fantou e Giovanna Gerard, ghigliottinate nel settembre 1794 per non aver prestato giuramento. Suor Maddalena ebbe a dire: “Ascoltate cristiani! Saremo le ultime vittime, la persecuzione sta per finire, i patiboli saranno distrutti e gli altari di Gesù saranno ricostruiti in tutta la loro gloria”.

Ed ebbe ragione. La Restaurazione, pur con tutte le sue contraddizioni, ripristinò l’antico ordine, ancora per un poco. Ma nell’Ottocento e soprattutto nel Novecento l’odio verso i sacerdoti continuò a manifestarsi in Europa, e tanti altri religiosi vennero martirizzati nel corso delle persecuzioni comuniste e naziste.

Le parole di suor Maddalena devono riecheggiare ancora oggi. Perché la storia che credevamo scritta nei sussidiari scolastici sta tornando, tambur battente. Lo vediamo ogni giorno, e padre Jacques Hamel testimonia, con la sua morte, che gli anni del Terrore sono tornati. Solo che ad azionare la ghigliottina non sono più i fanatici seguaci dell’illuminismo ateo: sono i barbuti boia islamici. Ciò detto, non c’è differenza tra i tagliagole giacobini ed i tagliagole maomettani: entrambi erano e sono mossi da un odio feroce contro il cristianesimo. La differenza, semmai, è negli stessi cristiani: allora, seppero resistere alla persecuzione aggrappandosi alla croce. Erano anni nei quali la fede si respirava in ogni istante della giornata, ed era sincera ed autentica. Oggi possiamo dire la stessa cosa dei popoli europei? Dunque, i pochi che ancora credono si mobilitino anche per gli altri. Preghino. Preghino per padre Hamel. Preghino per l’Europa e per i suoi sordi abitanti, sicuri di superare anche questa persecuzione. Infatti noi cristiani, a differenza dei tagliagole militanti, sappiamo già il finale della Storia: ce lo ha rivelato Cristo; ce lo ha ricordato Maria, quando a Fatima, preannunciando le sciagure del Novecento, affermò: “Ma alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. 

 

1 commento :

  1. je voudrais que le dernier des rois fût étranglé avec les boyaux du dernier prêtre. » Ruggero Romani

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