30 luglio 2016

Politica o cultura? Pastorale o dottrina?


di Amicizia San Benedetto Brixia

Per la seconda puntata della rubrica crossover continuiamo a riferirci all'inchiesta di Stonor Saunders Gli intellettuali e la CIA, in cui si indaga senza filtri attorno alla massiccia attività di controllo degli intellettuali svolta dalla CIA nel periodo della Guerra Fredda.

Tra le categorie laiche più utili a comprendere i disagi della Catholica nell'ultimo cinquantennio reputo che quelle di globalizzazione e di Guerra Fredda occupino un posto di primo piano. L'annuncio di salvezza della Chiesa avviene tra il cardo e il decumano di questi due termini, occasione e tentazione per tutti noi.

Il cuore del problema, tornando al libro di Saunders, è raccolto da Richard Rovere, direttore associato del New Yorker: "il problema principale, qui, è che la politica sta cominciando a decidere della cultura (p. 179)".

Sarebbe ingenuo misconoscere che anche in ambito teologico e liturgico molti sono i casi in cui interessi politici, partitici, ideologici ed extra-teologici hanno veicolato scelte e programmi in seno alla Chiesa.

Ogni volta in cui riusciremo a marginalizzare l'apprensione politica - finanche di politica ecumenica - a vantaggio dello zelo propriamente religioso, compiremo un atto di risanamento importantissimo.

Con ciò mi pare possibile indicare come nemico e massima insidia l'ottusità ideologica. Dove alberga ottusità ideologica sarà impossibile mettere in discussione il primato politico consolidatosi negli ultimi decenni. Dove al contrario l'ottusità ideologica fa spazio al coraggio teologico si aprono varchi di restaurazione e rilancio ecclesiale.

Credo di poter asserire che la nostra Amicizia ha salutato con entusiasmo il Summorum Pontificum proprio in quanto varco coraggioso e profetico, scandalo per le ideologie, riaffermazione della spiritualità contro le mode 'guerrafreddaie'.

 

0 commenti :

Posta un commento