11 luglio 2016

San Benedetto da Norcia, il Santo Padre dell'Europa


di Alfredo Incollingo

Non è sbagliato affermare che San Benedetto da Norcia è il padre spirituale e materiale dell'Europa. Non sono stati Kalergi e Spinelli a fondare l'unione continentale, ma Benedetto e i suoi monaci, la sua Regola e il suo spirito evangelizzatore.
C'era un tempo in cui l'Europa era sconvolta dalla disgregazione della civiltà romana: un crogiolo di nuovi e vecchi popoli, divisi e in perenne contrasto. Goti, franchi, latini e longobardi erano lontani per origini e culture, ma potevano ben dirsi fratelli nella fede. Le differenze non erano nulla di fronte alla fede in Gesù perché, come dice San Paolo, “Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.”
Le guerre e i conflitti continuarono, così come i saccheggi e gli assedi, ma i popoli europei erano pronti a inchinarsi e a riconoscersi solidali e figli di uno stesso Signore. Prima di essere una realtà materiale (politica) l'Europa fu un'entità spirituale e culturale. Le singole identità e tradizioni erano parte integrante della Chiesa e della tradizione cristiana. Si era goti e latini, ma si era concordi nell'essere europei. Questa consapevolezza era probabilmente più forte all'epoca di oggi, dopo i travagli nazionalisti e il laicismo.
San Benedetto da Norcia e i monaci benedettini sono stati i protagonisti di questa nascita e rinascita della civiltà dopo la decadenza che seguì la caduta dell'impero romano. Arrivarono dovunque e lì fondarono monasteri, che non erano solo luoghi di contemplazione, ma officine culturali e materiali. La Regola benedettina seppe equilibrare il bisogno contemplativo con la vita attiva, riconoscendo in essa le virtù che avrebbero sostenuto un'esistenza di preghiera. Dovunque andarono fecero conoscere alle genti Cristo e quindi civiltà e dignità, contribuirono a fondare regni, città, cattedrali e a forgiare uomini di lettere e re.
Oggi l'Europa ha, guarda caso, perso la memoria e fa “fatica” a riconoscere il proprio passato, specie se in contrasto con le aspirazioni laiciste imperanti. Benedetto XVI (il cui spirito europeo è profetico quanto quello del santo patrono) il 24 marzo 2007 così parlava al Parlamento Europeo per i cinquantanni dalla nascita dell'EU: “Si tratta infatti di un’identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un’identità costituita da un insieme di valori universali, che il cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell’Europa.” Furono dichiarazioni controcorrente per gli eurocrati, specie nel denunciare lo stato di lassismo morale, di decadenza etica e di relativismo in cui versava l'intero continente.
“Non piegatevi alla logica del potere fine a se stesso! Vi sia di costante stimolo e sostegno l’ammonimento di Cristo: se il sale perde il suo sapore a null’altro serve che ad essere buttato via e calpestato (cfr Matteo 5,13).” Il cristianesimo è il “sale” che dà sapore, è la sostanza spirituale dell'Europa, che saggiamente vivifica i particolarismi e rivela di essere parte di una realtà universale.
Anche Francesco ha espresso preoccupazioni per lo stato di decadenza europea così come gli osservatori ecclesiastici e laici più lucidi e meno ideologizzati. Questa riscoperta del senso perduto è possibile solo se si riscopre chi nel concreto ha creato questa ecumene spirituale. Celebrare San Benedetto da Norcia l'11 luglio non è solo il momento per ricordare un grande personaggio storico, ma è l'occasione per rivivere la grande esperienza evangelizzatrice e cristiana del Santo Patrono d'Europa. Preghiamo affinché possa intercedere per la nostra salvezza e per il bene del continente di fronte alle sfide del terrorismo e della decadente civiltà occidentale. Camillo Langone, dopo i risultati del Brexit, ha scritto “Dio dei popoli, Dio degli antenati, Dio del sangue anziché dell'oro”: non possiamo non ripetere queste parole ricordando che Dio è il nostro pilastro, come San Benedetto da Norcia ci ha insegnato.
 

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