17 luglio 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: le Sette Chiese (Parte I)


di Alfredo Incollingo

A Roma ci si deve accostare con devozione e con sacro rispetto. Non è una città qualunque, anonima come le grandi metropoli moderne. A Roma ci vai per pregare e salmodiare, per respirare cultura e per conoscere i valori più alti della civiltà. Se sei il classico turista irrispettoso e chiassoso, allora vai altrove! Roma richiede silenzio e contemplazione.
E' la città sacra per eccellenza: ogni luogo e ogni pietra traspira la spiritualità che per secoli ha permeato l'Urbe e l'Occidente. La fede cristiana vive nelle numerose chiese e nei ricordi di epoche passate che l'hanno resa il centro del mondo. Dio ha scelto l'Urbe per diffondere il suo Verbo e per tale motivo non possiamo non accostarci ad essa con devozione.
A Roma ci si viene con religiosità e ci si inginocchia ai sacri altari meditando sulle vite e sulle gesta dei grandi santi che qui vissero. La bellezza delle chiese romane, tanto osteggiata dai moderni bacchettoni del pauperismo, è la celebrazione di Dio tramite l'arte. Il bello non è un valore assoluto, perché è lo strumento per glorificare la perfezione divina. Bernini e Michelangelo, Borromini e Raffaello, per citare i più noti, contemplarono Dio con le loro arti, così come un corista con il canto e un monaco con le preghiere: ognuno loda con le sue qualità migliori. Il sentimento è quindi spontaneo e nasce dalla meraviglia e dalla gioia nel testare una fede tangibile.

Il cattolicesimo a Roma si racconta con le sue chiese, che nel tempo hanno preservato la sacralità dei luoghi dove sono sorte o gli alti concetti che le loro decorazioni racchiudono.

Sette chiese testimoniano con la loro mole le fondamenta cristologiche ed ecclesiologiche della Chiesa Cattolica. Il Giro delle Sette Chiese si organizza durante la settimana santa che precede la Pasqua e durante i Giubilei. Si chiede la remissione dei peccati, la misericordia divina e si rivive meditando la Passione di Cristo.
Sette è un numero chiave per i cattolici. Sette sono i peccati capitali, le virtù, i salmi penitenziali, le opere di misericordia, i Sacramenti, i doni dello Spirito Santo, le tappe fondamentali della Passione, le parole pronunciate da Gesù in croce e le Sue effusioni di sangue. Sette sono anche le chiese d'Asia citate nell'Apocalisse di San Giovanni per ricordare l'universalità del cattolicesimo e il ruolo centrale del Papa.

Si parte da San Pietro in Vaticano, che custodisce la tomba dell'Apostolo, prima guida della comunità dei fedeli per mandato divino. La sua imponenza e maestosità celebra il Primato della Cattedra Pietrina. San Paolo fuori le Mura, la seconda tappa, conserva al suo interno la tomba dell'Apostolo delle Genti, San Paolo di Tarso, e le catene della prigionia, simboli di martirio (avvenuto nei presi dell'Abbazia delle Tre Fontane). San Paolo non conobbe Cristo direttamente, ma ebbe fede, talmente immensa da evangelizzare i gentili viaggiando per l'impero romano. Fu uno dei grandi animatori delle prime comunità cristiane e le sue lettere, raffinati trattatelli di teologia, furono le prediche fondanti della nascente Chiesa Cattolica.
San Sebastiano e San Lorenzo fuori le Mura sono le basiliche costantiniane sorte in ricordo dei primi martiri della cristianità: l'imperatore Costantino le volle dopo la sua divina vittoria per commemorare le vittime delle persecuzioni imperiale e, forse, per un possibile presagio... (ancora oggi i cristiani sono perseguitati!)
Costantiniane sono anche le basiliche di Santa Croce in Gerusalemme e San Giovanni in Laterano. La prima ha in sé le prove materiali della Passione di Nostro Signore, il titulus crucis e i frammenti della croce, portati da Sant'Elena a Roma. La seconda è la “Madre di tutte le Chiese”, la prima chiesa della storia della cristianità. E' la cattedrale di Roma ed è dedicata a San Giovanni Evangelista e ad un'altra figura emblematica, San Giovanni Battista, colui che predicò l'imminente venuta di Cristo. Costantino e Papa Silvestro vollero dedicare la basilica a due grandi omonimi testimoni di Cristo: il Battista annunciandolo e l'Evangelista tramandando il Suo insegnamento.
L'ultima tappa del giro è la basilica di Santa Maria Maggiore. Venne edificata per celebrare il dogma della divinità materna di Maria, riconosciuto qualche tempo prima dal Concilio di Efeso. Maria è Madre di Dio, colei che ha concepito Gesù e intercede costantemente per noi. A lei la Chiesa si è rivolta nei momenti difficili e all'interno della basilica vi è la cappella della Madonna salus populi romani, invocata per salvezza del popolo cristiano.
Le Sette Chiese le potremmo definire le sette “chiavi” di accesso alla Chiesa Cattolica: San Pietro, San Paolo, i testimoni della fede, la Passione di Cristo, San Giovanni Battista (e l'Evangelista) e la Vergine Maria.
Non potremmo mai conoscere e capire il cattolicesimo senza conoscere queste personalità e queste verità. Avremmo modo di immergersi nella tradizione cristiana più autentica senza troppi discorsi teologici: basta un buon passo nel camminare e la fede.
Il viaggio non finisce qui.

 

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