24 luglio 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: l'Urbe della Compagnia di Gesù (Parte II)

di Alfredo Incollingo

Si può andare a Roma per scoprire i lasciti dei Templari, dei Cavalieri di Rodi o dei maggiori ordini religiosi. Lo possiamo fare senza difficoltà, girovagando per i Rioni del centro storico, non lontano dalle principali vie. Riprendiamo quindi il nostro racconto della Roma Cristiana, scoprendo i luoghi della Compagnia di Gesù. Se alloggiamo in centro, non avremo molte difficoltà di spostamento.

E' scontato e inutile fare una sintesi o una storia dettagliata della Compagnia, perché basta la fama dell'ordine di Sant'Ignazio di Loyola per comprendere la sua rilevanza nella storia del cattolicesimo e dell'Europa moderna.

A Roma i gesuiti vi stabilirono il Collegio Romano (oggi il Liceo classico “E.Q. Visconti”), nei pressi di Via del Corso (dietro Palazzo Doria Pamphilj che affaccia sulla nota strada), costruito tra il 1582 e il 1584 per volere di Papa Gregorio XIII, la prima istituzione scolastica gratuita e innovativa nell'Europa moderna. Il Collegio formò generazione di laici e di missionari inviati in tutto il mondo per diffondere il Vangelo. Garantiva una formazione intellettuale e un'educazione all'avanguardia per l'epoca e offriva la possibilità di condurre senza difficoltà studi scientifici in diversi campi dello scibili umano. Il Collegio era anche e soprattutto un importante centro scientifico. I gesuiti condussero studi di astronomia a Roma, ma anche di zoologia e di geologia, studiando i reperti e gli animali (imbalsamati) che i confratelli negli altri continenti inviavano loro. I missionari  dovevano possedere le conoscenze fondamentali per fare opera evangelica in terre straniere: oltre all'amore per la scienza, vi erano necessità pratiche all'origine del grande interesse scientifico della Compagnia. Fu proprio a Roma che Angelo Secchi compì le sue indagini astronomiche; Athanasius Kircher, il noto erudito e collezionista seicentesco, realizzò importanti studi in diversi campi scientifici, dalla medicina alla geologia, costituendo una delle maggiori collezioni di reperti al mondo. Sono due celebri personalità della scienza moderna che hanno contribuito molto al suo sviluppo. Inoltre, aspetto non meno importante, per decenni il Collegio ospitò uno dei primi osservatori astronomici romani ed italiani. Non si trascuravano naturalmente gli studi teologici per formare un clero capace di difendere il cattolicesimo e la Controriforma, anche in terra luterana e nelle terre appena scoperte. 

Alle spalle del Collegio, nel 1626 venne edificata su una precedente cappella la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio, voluta dall'ordine dopo la canonizzazione del fondatore nel 1622. Era in origine di esclusiva proprietà della Compagnia ed era la cappella riservata gli studenti del Collegio. Vi lavorarono grandi artisti, da Carlo Maderno ad Andrea Pozzo, che realizzarono le raffinate e sublimi decorazioni e il ciclo di affreschi dedicati al trionfo di Sant'Ignazio di Loyola. All'interno della chiesa sono custodite le spoglie di San Luigi Gonzaga, gesuita milanese, ed è possibile ammirare la prospettiva della falsa cupola realizzata dal Pozzo nel punto di intersezione del transetto con la navata.

Probabilmente la meta più importante del nostro viaggio romano alla ricerca dei luoghi della Compagnia del Gesù è la Chiesa del Gesù, la chiesa madre dell'ordine, lungo Via del Plebiscito. Venne costruita rispettando i dettami del Concilio di Trento, ovvero con una sola navata coperta da volte a botte. L'architettura, come comprenderanno bene i gesuiti, può concretizzare e divulgare i fondamenti del magistero cattolico, come avvenne per la basilica di Santa Maria Maggiore. La chiesa fu non a caso dedicato al Santissimo Nome di Gesù e al Suo Trionfo, il cui mistero Sant'Ignazio volle comprendere nei suoi Esercizi Spirituali. 
Entriamo al suo interno non solo per ammirare questo capolavoro dell'arte barocca, ma soprattutto per pregare sulla tomba di Sant'Ignazio che qui fu tumulato nel 1637. La chiesa celebra ed esalta Gesù e custodisce nei suoi affreschi la gloria del Signore che lo stesso santo spagnolo ha per tutta la sua vita cercato di contemplare.

Il nostro viaggio devozionale ci ha condotto nei luoghi della Compagnia di Gesù per carpirne l'importanza e per pregare sulla tomba di un santo cattolicissimo, rivolgendogli una preghiera di ringraziamento o di intercessione. Abbiamo anche avuto modo di ammirare e provare un piacere immenso per la grande arte che a Roma è di casa. Ancora una volta constatiamo che l'Arte senza Dio è un arte priva di senso ed auto-riflessiva.
Il nostro viaggio continua.  

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