08 agosto 2016

A Pomposa risuona ancora la musica del Medioevo

di Paolo Maria Filipazzi

Fra i tesori artistici poco conosciuti della nostra penisola, non può non avere una menzione l’Abbazia di Pomposa, situata nell’attuale comune di Codigoro, in provincia di Ferrara.
Costruita fra il 751 e l’874, fu elevata da Ottone III ad abbazia reale, ed il suo abate, col titolo di Principe del Sacro Romano Impero, esercitò da quel momento il potere civile sul territorio circostante.
L’abate più importante fu sicuramente San Guido, morto nel 1046. Fu sotto la sua gestione che visse ed operò nell’abbazia il monaco Guido d’Arezzo. Quest’ultimo, insegnante di musica, notando le difficoltà dei monaci ad intonare i canti, ideò, come strumento di aiuto, il sistema di notazione musicale ancora oggi in uso, fissando i nomi delle note ed inventando il tetragramma, antenato del moderno pentagramma. Fu, insomma, fra le mura di quest’antica abbazia nella campagna ferrarese che nacque la musica come noi la conosciamo.
Pregevoli gli affreschi, fra cui un enorme Cristo trionfante nell’abside ed un affresco del Giudizio Universale sopra al portone d’ingresso, in modo che i fedeli, uscendo, potessero osservarlo a titolo di monito, secondo un criterio in uso in moltissimi edifici di culto medievali.
Fra le altre cose da segnalare va sicuramente citato il presbiterio sopraelevato, cui il sacerdote accede da una scalinata, alla “vecchia maniera”: dopo la riforma liturgica negli anni ’70 del secolo passato sono stati per la gran parte abbattuti, e quelli sopravvissuti sono vere e proprie vestigia del passato da conservare.
Per arrivare all’abbazia si deve attraversare un ponte in perfetto stile tardo romano: in realtà è del 1925, ma all’epoca della costruzione si optò per uno stile che rispettasse le caratteristiche generali del luogo. Anche questo è da segnalare in un’epoca in cui gli architetti deturpano la bellezza di luoghi da fiaba con l’innesto di strutture “moderne” ed “innovative”, in realtà vere e proprie forme di violenza contro l’identità dei siti.  

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