29 agosto 2016

La rinascita spirituale della Russia, benedetta dalla Vergine di Kazan’


di Giorgio Enrico Cavallo

Non c’è immagine più sacra, per i popoli slavi, della Madonna di Kazan’. La Madre di Dio, nella celebre icona “scritta” nel pieno Medio Evo, è effettivamente il più bell’esempio di devozione popolare della Russia, quando essa si fregiava dell’appellativo di “Santa”. La Madonna è intimamente parte della spiritualità ortodossa, legata a doppio filo con la patria russa e con la sua storia: non a caso, come ultimo atto politico, Nicola II consacrò il suo paese alla Vergine di Kazan’.
Il motivo di questo breve articolo non è però narrare la storia dell’icona, facilmente rintracciabile su internet; è invece tratteggiare, con una semplice e veloce pennellata, quella che è la devozione sempre più viva attorno a questa immagine. Racconterò dunque ciò che ho visto in un mio recente viaggio a San Pietroburgo. A due passi dal mio albergo si trovava lo splendido santuario della Madonna di Kazan’, eretto per celebrare la vittoria della Russia su Napoleone. All’interno di esso, non a caso, si trova la tomba del generale Kutuzov, che tanto credé nella protezione della Vergine: a lei era ricorso per benedire la campagna militare contro i francesi, portando sul campo di battaglia di Borodino l’icona di Smolensk e pregando spesso davanti alla Madonna di Kazan’.
Ebbene, sappiamo tutti come andò la storia in Russia: la rivoluzione cancellò i luoghi sacri, che nella migliore delle ipotesi vennero convertiti in granai (rinfreschiamoci la memoria con un buon film, “il compagno don Camillo”) musei o palestre. Contro l’icona di Kazan’, però, il regime ateo si accanì con una veemenza rabbiosa: quasi tutti i santuari della Vergine furono distrutti. Andò meglio a San Pietroburgo, dove lo splendido tempio che sorge tra il canale Griboedov e la Prospettiva Nevskij diventò, in supremo sberleffo, un museo dell’ateismo.
Gor’kij ebbe a dire che la Vergine era il supremo nemico contro il quale lottava il comunismo russo, ed effettivamente dobbiamo riscontrare che aveva ragione: la storia insegna che a crollare fu l’Unione Sovietica, ma non la devozione del popolo nei confronti di Maria. Nemmeno 70 e rotti anni di indottrinamento e di propaganda messa in atto da gruppi come la capillare Lega degli Atei Militanti poterono sradicare dal cuore dei russi la devozione mariana. Ne è prova che oggi per venerare l’icona di Maria si fa la fila.
Sì, la fila. Noi occidentali siamo abituati a fare la coda per prendere i biglietti dell’ultimo kolossal cinematografico, in Russia si mettono in fila, pazienti, per salutare la Madre di Dio. Mi sono messo in coda anch’io, in silenzio, come tutti. Per raggiungere la Vergine ho atteso oltre mezz’ora. Davanti a me c’erano più o meno cento persone: almeno il venti, trenta per cento erano giovani; molti inoltre erano bambini accompagnati per mano dalle babushke. Non c’era una particolare ricorrenza, non era un fine settimana. Era semplicemente la normalità: rientrando nel santuario, in altre occasioni, ho potuto vedere di nuovo la coda di fedeli, a volte anche più lunga. E dire che l’icona di San Pietroburgo non è nemmeno l’originale: è una copia di inizio Settecento, fatta portare in città da Pietro il Grande; l’originale, dopo essere stato donato a Giovanni Paolo II, è tornato in Russia nel 2004 ed è stato consegnato al patriarca Alessio II.
Di converso, nella mia città, Torino, c’è un’immagine della Vergine Consolata, trovata in modo miracoloso esattamente come la Vergine di Kazan’: non ho mai visto la fila di persone per entrare nel santuario. Se si parla con i torinesi, probabilmente non sanno nemmeno la storia del ritrovamento miracoloso ad opera di un pellegrino cieco. Insomma, la differenza è abissale. Noialtri occidentali facciamo la fila solo nelle ultime ridotte della spiritualità cattolica: i santuari mariani. Code simili per venerare un’icona, in una chiesa qualsiasi, ce le scordiamo.
Orbene, se scrivo queste righe è per testimoniare come vanno le cose nel mondo. L’icona di San Pietroburgo è l’esempio che la rinascita spirituale è possibile – anzi, è certa – se non si dimentica il legame che abbiamo con Maria, madre dei popoli. È possibile se la politica è capace di una seria autocritica, riconoscendo gli errori del passato e facendo di tutto per rimediare, promuovendo il culto e la devozione. Putin, nel bene e nel male, lo ha fatto: i risultati sono quelli che ho descritto. In Italia siamo impegnati a togliere le statue della Madonna al Meeting di Cl e a promuovere leggi contrarie alla vita e al sentimento religioso. Il tutto senza che dal Vaticano ci sia alcuna reazione. Facciamo un po’ due conti…
La Vergine ci perdoni e ci illumini: forse oggi abbiamo più bisogno noi cattolici di una sincera conversione di quanto ne abbia bisogno il popolo russo.

PS. Chiudo con un breve “spot”. La Vergine di Kazan’ è considerata, nel mondo russo, la protettrice della famiglia. In epoche buie come la nostra, mi permetto di sponsorizzarne la devozione. Fine dello spot.
 

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