21 agosto 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la Vergine Maria e la neve ad Agosto (Parte VI)


di Alfredo Incollingo

“Ad agosto quando neve cadrà”, cantano Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo, senza sapere che a Roma in estate ci fu una nevicata miracolosa! Siamo nell'Urbe dei primi secoli cristiani, quando il cristianesimo era appena stato "legalizzato" dall'imperatore Costantino il Grande nel 313 (con l'Editto di Milano). Giovanni era un ricco patrizio romano che viveva nella sua lussuosa villa, tra agi e ricchezze: la notte del 4 agosto del 352 la Vergine Maria gli apparve in sogno e chiese di costruirLe una chiesa, il cui luogo di edificazione sarebbe stato indicato con uno strato di neve fresca, limitando il perimetro della fondazione. Fu così che il mattino seguente il patrizio corse dal Papa Liberio per il rivelargli la visione mariana; il Pontefice meravigliato confessò di aver vissuto la stessa miracolosa esperienza ed entrambi si recarono sul colle Esquilino... imbiancato di neve!
Onde esaudire il desiderio della Vergine, Giovanni a sue spese fece edificare la chiesa seguendo lo schema che il Papa aveva tracciato direttamente sulla neve fresca e venne intitolata Santa Maria delle Nevi.
Questa storia, che fa parte della tradizione sacra di Roma, è alle origini della basilica papale che verrà edificata da Papa Sisto III. Nel 431 si era svolto il Concilio di Efeso che aveva riconosciuto Maria Theotokos, “Madre di Dio”, ponendo fine alla decennale disputa teologica. In onore della Theotokos il Pontefice fece erigere, sul luogo dove sorgeva la chiesa di Liberio, l'attuale basilica papale di Santa Maggiore Maria. Nessuna chiesa, raccontano le fonti, era più preziosa e santa della chiesa sistina. La leggenda ci tramanda tre eventi della storia cattolica: la nascita del culto della Madonna delle Nevi (che si celebre ogni anno il 5 agosto), la proclamazione del dogma della maternità divina di Maria e la fondazione di Santa Maria Maggiore, una delle quattro chiese papali di Roma. Ogni anno, in onore della Madonna delle Nevi, nei pressi della basilica viene ricordato il miracolo con una spolverata di neve artificiale sui fedeli lì riuniti.
La chiesa tuttavia è stata anche la protagonista indiscussa della Controriforma nel XVI secolo. I luterani negavano la divinità materna di Maria, gli attacchi erano pressanti e incessanti e il Concilio di Trento aveva risposto a riguardo riconoscendo la veridicità del dogma: per darvi concretezza Papa Sisto V nel 1585 fece realizzare al suo interno la Cappella del Presepe, la cui dedica ci dà numerosi indizi per comprendere di cosa stiamo parlando. Il sacello custodiva un antico presepe e il ciclo pittorico, di gran valore artistico (il cantiere contava numerosi e celebri artisti), era un inno alla Natività. Cristo, Vero Uomo e Vero Dio, era così ricollocato nella sua posizione centrale nella Chiesa e allo stesso modo Maria Theotokos poté ben sperare di essere riconfermata così nel suo ruolo di Madre di Dio, senza temere le virulente parole dei luterani (sacrileghi!). La Chiesa La difese e volle esaltarLa (con la Natività e il Figlio) nella splendida cappella sistina tuttora visitabile in Santa Maria Maggiore.
Il viaggio continua.

 

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