04 settembre 2016

Charlie il simbolo dell'Occidente senza Dio

Marco Muscillo

L’altro ieri erano tutti Charlie, oggi invece si sono svegliati tutti indignati. Ma Charlie Hebdo faceva letteralmente schifo prima dell’attentato, come fa schifo ora. C’est la laicitè: non importa che la vignetta sia offensiva, blasfema, o che non faccia ridere per niente. Charlie ha tutto il diritto di dire la sua, perché la libertà d’espressione è un “valore” fondante della “nostra” illuminata società Occidentale.

Molti hanno cercato perfino di difendere l’ultima trovata del giornale “satirico” e hanno provato a spiegarci il senso della vignetta incriminata. “Non ce l’hanno con i morti, ma accusano la criminalità organizzata per aver speculato nella costruzione delle abitazioni a discapito della sicurezza dei cittadini” – hanno detto. Bene, a maggior ragione il “messaggio” di Charlie Hebdo non ha senso e si dimostra tutta l’ignoranza di questi paladini della libertà: a parte che nei luoghi colpiti dal recente terremoto la Mafia non c’entra assolutamente niente, ma accusare gli architetti e gli ingegneri che tre o quattro secoli fa hanno costruito i borghi di Amatrice, di Accumoli e di Pescara del Tronto di aver speculato sulla costruzione delle abitazioni e di non aver rispettato le normative antisismiche, è davvero assurdo!

Tutta l’assurdità del “messaggio” di Charlie si può riassumere nel commento di un amico che mi ha fatto particolarmente sorridere: “La Basilica d'Assisi è crollata perché Gregorio IX l'aveva appaltata ad un noto mafioso umbro.” Insomma, basta poco per strappare un’innocente risata, cosa che Charlie Hebdo non riesce a fare. La vignetta del noto giornale francese, invece, semplicemente offende tutto il popolo italiano, deriso con la solita retorica del “pasta, pizza, mafia e mandolino”, una retorica che essendo riferita a tutto un popolo, offende anche la memoria dei morti, i quali sono macchiati della stessa colpa dei vivi. E’ un qualcosa di una superficialità e di una banalità impressionanti, che manifesta tutta l’ignoranza di chi ha disegnato quelle cose. Ma grazie alla sacrosanta libertà d’espressione, anche Charlie ha il diritto di disegnare vignette e diffondere messaggi che non vogliono significare nulla, che non fanno ridere e che provocano soltanto disgusto.

D’altronde, come possono piacerci le arti e la satira di questo libero e laico mondo contemporaneo? Una società che non ha un passato né un futuro, che non ha un inizio e non ha una fine, che non ha l’Alfa né l’Omega, non può avere dentro di sé il senso del buono e del bello. Viviamo in un mondo banale e degenerato e Charlie Hebdo ne è l’esempio perfetto.

Un tempo si diceva “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”. Ma questo mondo non ha più santi, quindi non è più tenuto a rispettarli. Se Charlie Hebdo ci ha già abituati con le sue vignette blasfeme sul Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, perché dovrebbe rispettare l’anima dei morti? Loro all’anima non credono nemmeno! Per loro i morti sono soltanto dei cadaveri, materia inerte e polvere, come la Santissima Trinità è soltanto un concetto inventato dalla superstizione medievale!

Quali (dis)valori rispetta questo mondo? Libertè, fraterintè, egalitè. Questi sono i principi assoluti che vanno rispettati anche dopo la morte. Guai allora se qualcuno prega e invita a pregare per la salvezza delle anime dei morti. Si lede la loro libertà! E se non erano credenti? Con quale diritto pregate per loro?

Poi, tanto si sa, pregare non serve a nulla. Bisogna fare qualcosa di concreto per aiutare le persone. Non serve a nulla che, dopo essersi svegliati sentendo il terremoto, presi dalla paura che possa capitare nuovamente la tragedia di vent’anni fa, corri ad accendere la televisione per vedere dove è stato l’epicentro del sisma, ad ascoltare le notizie che arrivano confuse una dopo l’altra e che istintivamente ti metti a pregare, per i morti e per i vivi.

Peggio ancora se la preghiera dura tutta la giornata seguente e si fa sempre più intensa quando a mano a mano le notizie si fanno più certe e definite. E ancora dopo, quando senti che c’è bisogno di donazioni di sangue, ma al momento non puoi andare ad offrire il tuo, così chiedi a Gesù di mandare il suo…Necessiti davvero di uno psicologo, tu che segui ancora queste inutili credenze medievali. Sono meglio i cani che i cristiani!

No, noi non siamo mai stati e non saremo mai Charlie. Al diavolo la libertà d’espressione, al diavolo la laicità! Noi crediamo in qualcos’altro, o meglio in Qualcun altro. Abbiamo altri valori. Nous sommes Catholiques!  

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