08 settembre 2016

Contro il sincretismo serve il recupero della Dominus Iesus



di Francesco Filipazzi

Nelle discussioni sull'ecumenismo tipicamente ricorre la critica a Giovanni Paolo II rivolta ad un presunto spirito ecumenico, avvalorato in effetti dalla assurda Giornata di Assisi e dal conseguente Spirito di Assisi. Sono inoltre estrapolate abbastanza spesso delle frasi prese dai discorsi, nelle quali sembrerebbe che il pontefice polacco si sia venduto armi e bagagli all'ecumenismo d'accatto.

Va però ricordato che la Dichiarazione Dominus Iesus, vero e proprio documento magisteriale sul tema, pubblicato durante il lungo pontificato di Wojtyla, di ecumenico nel senso corrente del termine, ha ben poco. Leggendola si può trovare con una certa chiarezza, la spiegazione di alcune frasi scritte nei documenti del Vaticano II e, probabilmente, la volontà di chiarire che la Chiesa, ancora nell'anno 2000, non aveva nessuna intenzione di aprire ad alcuna commistione con le altre religioni e confessioni. Il documento è firmato da Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ma essendo emesso sotto il pontificato di Giovanni Paolo II è magistero di quest'ultimo ed è forse stato scritto proprio per chiarire alcune problematiche che dopo il Concilio sono sorte, permanendo tutt'ora, nei rapporti con le altre religioni.

A partire dal titolo si capisce di essere di fronte a un testo che vuole ribadire la verità: "Dominus Iesus, circa l'unicità e l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa". Senza troppi giri di parole nel documento si legge: "Sarebbe contrario alla fede cattolica considerare la Chiesa come una via di salvezza accanto a quelle costituite dalle altre religioni, le quali sarebbero complementari, anzi sostanzialmente equivalenti ad Essa, pur se convergenti con questa verso il Regno di Dio escatologico". Delle altre religioni si spiega che esse possono indirettamente riflettere una luce, ma esse sono sempre incomplete e in larga parte erronee. L'unica Verità piena e totale è Cristo. Parola di Ratzinger e Giovanni Paolo II. Parola della Chiesa di sempre, Corpo di Cristo.

D'altronde come sappiamo noi che amiamo René Guenon, nelle nebbie della paganitas qualche raggio di chiarezza c'è stato, prima di Cristo, il quale ha dissolto poi ogni nebbia. Allo stesso modo l'evangelizzazione degli altri popoli nel terzo millennio deve essere la dissoluzione delle loro nebbie. 

Storicamente, nonostante quanto dica la propaganda illuminista, la conversione al cristianesimo per i popoli raggiunti da missionari e dai cristiani è avvenuta automaticamente, anche in Europa. Spesso si parla di conversioni forzate e battesimi imposti, ma si tratta di casi estremamente rari e isolati.
Oggi purtroppo sta sorgendo internamente alla Chiesa un vero e proprio sincretismo religioso, rinominato ecumenismo per indorare la pillola, ma sempre di sincretismo inaccettabile si tratta. La Dichiarazione, manco a dirlo, tutt'ora è vista come fumo negli occhi da chi ha posto come intento della propria vita la svendita del cristianesimo e ancora di recente i vari Melloni e compagnia cantante hanno maldestramente attaccato il documento, facendo una figura decisamente grama.

Questo approccio va contro il magistero millenario della Chiesa, anche recentissimo. Soprattutto verso l'Islam, nota Corrispondenza Romana, ci sono cedimenti inaccettabili. Recuperare la Dominus Iesus appare imprescindibile. Proporre il Vangelo così com'è, senza attaccarci porcherie sincretiche e mediazioni partorite dall'ignoranza esistenziale degli zelanti "ecumenici" è l'unico modo per annunciare la Verità.

Per approfondire: Quando Wojtyla picchiò i pugni sul tavolo.

 

3 commenti :

  1. Uno dei 2 gioielli del pontificato giovanpaolino, l'altro è Fides et ratio, entrambi di Ratzinger, mai troppo rimpianto, e come prefetto della Cdf e come papa, dubito però che coi tempi nuovi si dia risalto a queste cose, siamo tutti nelle periferie a seguire il vento mondano, basta vedere l'ultimo video ecocompatibile.......

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  2. Spiacente, non sono d'accordo. La Dominus Iesus non smentisce affatto l'eretica affermazione conciliare della Chiesa di Cristo che semplicemente "sussiste" nella Chiesa Cattolica (in precedenza si diceva che la Chiesa di Cristo era la Chiesa Cattolica, in senso esclusivo ed escludente). La Dominus Iesus conferma la lettura "ecumenica" secondo cui, anche in altre Chiese e confessioni, possono trovarsi elementi della Chiesa di Cristo. Il che può essere corretto nei confronti delle Chiese Ortodosse, che hanno mantenuto la successione apostolica, ma totalmente falso nelle chiese protestanti. No la Dominus Iesus non solo non nega, ma addirittura conferma l'eresia conciliare: nonostante il dogma del "extra ecclesia nulla salus", si conferma l'eresia secondo cui si certifica "l'esistenza di numerosi elementi di santificazione e di verità al di fuori della sua compagine". Il che è semplicemente falso, inaccettabile ed eretico per ogni cattolico.

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    1. Mi sembra una lettura decisamente parziale. Ci sono paragrafi interi che spiegano il primato della Chiesa Cattolica sulle altre.

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