07 settembre 2016

Nazarà 2016 non mi è piaciuta


di Amicizia San Benedetto Brixia

La Veglia di preghiera per la pace "Nazarà 2016" organizzata dall'Ufficio per l'Impegno sociale della Diocesi di Brescia non mi è piaciuta. Con tutta la stima e il rispetto per la chiesa locale in cui ho la grazia di vivere giorno dopo giorno da cristiano, mi permetto di indicare i tre motivi principali di disappunto.

Che fine hanno fatto i cristiani perseguitati?

La Veglia ha lasciato in totale penombra la dimensione della persecuzione anti-cristiana, dedicando ai fratelli perseguitati in Siria tre righe in diciotto pagine di verbosità.
Da questo mi dissocio e rimando invece alla campagna di ACS, #DefiniamoloGenocidio.
 
Che fine ha fatto la Liturgia?

La Veglia ha seguito uno schema obiettivamente liturgico - sacerdote, paramenti, candele, etc. -, ma elaborato secondo una sequenza confusa:

Introduzione giornalistica composta in versi litanici;
canto e segno di croce;
dialogo sacerdote-assemblea;
canto iniziale;
prima lettura (nel frattempo un secondo sacerdote parato gira per la navata distribuendo libretti);
salmo responsoriale, che però non è un salmo ma un concento di brani franceschiani;
Kyrie eleyson (rigorosamente da seduti);
Vangelo (la gente si alza mentre il prete ha già iniziato a leggere);
nessuna omelia, ma l'annuncio che passeranno a raccogliere le offerte;
preghiera responsoriale (di cui al punto successivo);
canto;
dialogo lettori-assemblea su testi di mons. Bello (una Chiesa che guarda in avanti, a quanto pare);
preghiera universale;
Litanie mariane rivisitate: "Madre delle pecore fuori dall'ovile", "Madre delle anime senza vita",  "Madre di chi non è stato chiamato" (di cui al punto successivo).

Non credo servano commenti, semplicemente si stenta a capire quale la logica soggiacente a un simile schema. Peraltro le indicazioni del libretto prevedevano una adorazione eucaristica, un'esposizione del Santissimo che doveva prolungarsi per tutta la durata delle preghiere vigilari e che invece non è stata effettuata. E' stata effettuata la raccolta fondi, quella sì, immancabile.

Che fine ha fatto la teologia?

La debolezza di impianto confessionale e liturgico si è riflessa sui contenuti teologici al limite del sopportabile. Il cuore del magistero - sorvolando sulle litanie mariane obbrobriose di cui sopra - è stata la rilettura delle beatitudini: beati gli imperfetti, i falliti, coloro che sono senza dimora nella chiesa, coloro che dicono di no al loro irrigidimento. Ora, le beatitudini evangeliche rasentano lo scandalo, ma trovano forza nella promessa di Gesù; le beatitudini qui proposte sono invece autentici insulti, promesse impossibili di speranze romanzate (le loro piaghe si tramuteranno in perle - falso!; faranno esperienza di cambiamento - sai che promessa!), quando non semplici idiozie (chi sarebbe il "senza dimora nella chiesa"? chi sarebbe il "non chiamato"? Giovanni Calvino è tra noi?). L'apice però si raggiunge subito dopo, con una superficialità agghiacciante i curiali si permettono di stilare una lista di maledizioni: "Guai a voi!" risuona nel Tempio di Dio. A pronunciarlo sono dei peccatori, non il Messia: sembra di essere tornati al perfidis judaeis, inteso nella sua accezione più politica e bieca. E qui chi sarebbero gli imputati? Siete voi che "mettete la legge al di sopra dell'amore (gli eslege invece sono beati); sottovalutate le persone (attenzione, l'inferno si riempie di addetti al personale mediocri); la vostra paura appesta l'aria (pastorale dell'effetto serra...); trasformate un moscerino in elefante (Darwin dove sei?); la vostra meschinità viene eretta a comandamento dell'amore (cercasi esempi reali)". Un elenco privo di scienza e di sapienza, in cui scompare ogni ombra di carità e misericordia. Il tutto chiosato dalla più imbarazzante delle sentenze: "Tranquilli! Ad ogni cosa sarà fatta giustizia". Proprio così, è un'evocazione dell'ira divina: anziché pregare per tutti, anche per tali categorie (strampalate) di maledetti, si invoca subito il giudizio. Robe da matti, robe che nemmeno prima dell’erezione dei seminari (l’oscuro Medioevo) si sentivano tanto grosse.

E qui, concluso il mio santo Rosario, lucrata l'Indulgenza plenaria in favore di un'anima purgante a Dio solo nota, fatta la mia bella genuflessione, me ne sono tornato a casa pieno di perplessità, quasi invidiando l’italiano medio, agnostico, schiavo del televisore serale. E' questo nulla che devo aspettarmi dalla Catholica?  

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