03 settembre 2016

San Gregorio Magno, un santo all'alba del medioevo


di Alfredo Incollingo

Papa Gregorio I, detto Magno, fu la guida morale e politica dell'Europa post-romana, ormai in procinto di entrare nella rinascenza dell'evo medio. Barbari, epidemie e calamità naturali avevano indebolito e atterrito le popolazioni e non parevano più in grado di resistere alla decadenza. Si riteneva la fine del mondo vicina e i segni erano inequivocabili: dove prima c'era la civiltà adesso regnava una natura selvaggia e i ruderi; il male vinceva sul bene sempre e comunque e continue sofferenze percuotevano i sopravvissuti.
Eppure, nonostante il tono pessimistico dei suoi Dialoghi, papa Gregorio Magno mai cedette al terrore e sempre confidò nella Provvidenza. La sua fede tenace gli dava speranza per un futuro più roseo e in tal senso agiva per curare le ferite che il Signore delle Tenebre affliggeva ai cristiani. Fu così che il Papa divenne la guida morale, politica e religiosa dell'occidente e Gregorio fu la personalità carismatica che traghettò Roma, l'Italia e l'Europa dalla tarda antichità al medioevo.
Romano e di nobile famiglia, sua madre era Santa Silvia, pia donna, devota ai poveri e a Dio. Non è un caso quindi se uno spirito così caritativo sia germogliato in Gregorio, lui che ha certamente ereditato la fede materna e la sua dedizione ai miseri e agli infermi.
Il padre, il senatore Giordano, lo avviò alla carriera politica, ma ben presto lasciò i suoi averi ed entrò nell'ordine benedettino (fu sempre devoto a San Benedetto da Norcia). Si ritirò dal mondo sul colle Celio (nei pressi del Colosseo) in piena contemplazione, senza mai smettere di fare opere di carità e fondare nuovi monasteri a Roma e in Sicilia.
Dopo una riluttante elezione a pontefice nel 590 (il precedente Papa era morto di peste lo stesso anno) per volontà popolare, continuò più incessantemente che mai la sua opera di carità. Roma era stata flagellata dalla peste e da continue alluvioni e con grande profusione di risorse personali ed ecclesiastiche riuscì ad alleviare le sofferenze dei popolani.
Riformò la Curia romana, allontanando i chierici infedeli e corrotti, e stimolò lo spirito apostolico cattolico per portare la parola di Gesù dove era ancora sconosciuta. Numerosi missionari vennero inviati in Germania, Inghilterra, Francia e Spagna, senza dimenticare l'Est, per convertire i germani e  gli slavi alla fede cristiana o per combattere gli ultimi focolari dell'eresia ariana presso i Visigoti di Spagna. I monaci fondarono monasteri e successivamente numerose città sorsero nelle vicinanze: la civiltà progressivamente ritornò dove era stata scacciata o conquistava nuove terre. I missionari gregoriani rimodellarono l'ambiente e lo sottomisero per soddisfare i bisogni della propria comunità e delle popolazioni appena cristianizzate; nuove invenzioni e nuove scoperte scientifiche monastiche contribuirono a sviluppare il sapere ereditato dai romani. Gregorio animò una rinascenza che darà i suoi frutti molti secoli dopo, ma senza il suo energico impegno la storia avrebbe intrapreso un altro, incerto, percorso.
Pacificò i longobardi della regina Teodolinda e li convertì, riportando la pace che i bellicosi germani avevano turbato. Si confrontò alla pari con gli imperatori bizantini, senza temere ripercussioni personali e politiche. Non accettò il declassamento imposto dal bizantino Maurizio né i tentativi del patriarca orientale di proclamarsi superiore al vescovo romano. Cosciente che ormai Roma era la periferia dell'impero e del mondo cristiano, ribadì di essere il successore di San Pietro e quindi il vicario di Gesù e non ritenne valide le imposizioni dell'usurpatore Foca.
Prese quindi le redini del Patrimonio di San Pietro, ovvero le terre amministrate da Roma, e le riorganizzò. Confidando su collaboratori fidati e sui monaci benedettini si occupò della popolazione, con servizi pubblici ripristinati e continuando la sua mai paga opera di soccorso; stimolò la colonizzazione delle terre incolte, eliminando di fatto la servitù della gleba e favorendo l'insediamento di liberi coloni; si preoccupò di difendere militarmente le città sulle quali gravava la minaccia di saccheggi e rapine.
I critici lo definiscono un potere tirannico, nato per denaro e per chissà quale complotto, ma in realtà il Papato  dovette necessariamente ergersi per far fronte al caos e alla mancanza di protezione. Con Gregorio Magno nasce il Papato e rinasce la civiltà, europea questa volta.
Rinvigorì la cultura e la liturgia (introdusse il canto gregoriano in latino) e la Chiesa si assicurò così secoli di prestigio. San Gregorio Magno è Dottore della Chiesa Cattolica.
 

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