17 settembre 2016

Tutti gli errori di Ciampi

di Marco Mancini

È morto ieri, all'età di quasi 96 anni, Carlo Azeglio Ciampi. Mentre è già partito il coro della santificazione postuma, occorre ricordare alcuni episodi della sua vita pubblica ai fini di un giudizio storico e politico più ponderato.

Azionista in gioventù, Ciampi percorse - da laureato in Lettere e poi in Giurisprudenza - tutto il cursus honorum della Banca d'Italia, fino a diventarne Governatore nel 1979, a seguito del dimissionamento di Paolo Baffi.

Da Via Nazionale fu uno degli artefici, insieme all'allora ministro Andreatta, del nefasto "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia, primo vero colpo di piccone alla sovranità monetaria italiana, che portò con sé l'innalzamento dei tassi di interesse sui titoli del debito pubblico e contribuì, quindi, all'esplosione di quest'ultimo proprio a partire dagli anni '80.

Successivamente, nel 1992, Ciampi passò alla storia per una difesa ostinata e folle della quotazione della lira all'interno del Sistema Monetario Europeo: nel tentativo di far fronte agli attacchi speculativi e salvare così l'accordo di cambio, antesignano della moneta unica europea, il Governatore livornese gettò inutilmente nella fornace circa 60mila miliardi di lire di riserve in valuta estera della Banca Centrale.

In virtù di queste benemerenze, nell'aprile 1993 - a seguito dell'esplosione dello scandalo di Tangentopoli, mentre si preparava il passaggio alla Seconda Repubblica - ottenne l'incarico di Presidente del Consiglio in qualità di "tecnico". Il suo Governo si distinse in particolare per l'accordo con Confindustria e sindacati del luglio 1993, che indebolì la contrattazione nazionale a favore di quella decentrata provocando negli anni successivi un'ulteriore flessione della dinamica salariale, e per il concreto avvio della stagione delle privatizzazioni, che coinvolsero in primo luogo il sistema bancario ma anche la SME (holding alimentare di proprietà dell'IRI) e altre grandi aziende pubbliche.

Tutti questi passaggi erano propedeutici all'adesione dell'Italia al progetto della moneta unica: in sostanza il fallimento dell'accordo di cambio dello SME, anziché indurre tutti a più miti consigli, spinse invece a rilanciare in maniera ancora più drastica sul fronte dell'unione monetaria. "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum", verrebbe da dire, ma si potrebbe anche ricorrere alla nota citazione di Einstein, per il quale la definizione di follia era proprio "fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi".

Fatto sta che Ciampi gestì da protagonista l'ingresso dell'Italia nell'euro come superministro del Tesoro, proseguendo la svendita del patrimonio pubblico attraverso le privatizzazioni.
Come premio per la sua fedeltà al dispositivo di potere euro-atlantico giunse infine, nel 1999, l'elezione bipartisan a Presidente della Repubblica. In tale veste, Ciampi riuscì oggettivamente a risvegliare una certa passione per i simboli dell'identità nazionale italiana (inno, bandiera tricolore), che nella sua ottica, tuttavia, richiamavano anzitutto a un patriottismo "costituzionale" e "repubblicano", una sorta di religione civile di natura massonico-giacobina coerente con la sua cultura politica di stampo azionista.

La popolarità che egli riuscì a conquistare come inquilino del Quirinale, dunque, non deve farci dimenticare che Carlo Azeglio Ciampi è stato uno dei principali esponenti di quell'ideologia del vincolo esterno, fatta di paternalismo e culto della tecnocrazia, che ha arrecato un vulnus quasi irreparabile non solo alla sovranità, ma da ultimo anche al benessere del nostro Paese. La storia, pertanto, si incaricherà di darne un giudizio più realistico - e quindi più severo - rispetto alle stucchevoli lodi di cui oggi viene ricoperto da parte della comunicazione di regime.  

2 commenti :

  1. Il successore è stato anche peggio.......e la nave affonda nello spread, nelle menzogne, nell'indifferenza e nell'ignoranza crassa del popolino vitello da immolare, neanche più bue....

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordo con l'anonimo.
    Ricordiamoci del golpe del 2011.
    Termino, invitandovi a leggere questo mio articolo: http://thecandelabraofitaly.blogspot.it/2016/09/ciampi-il-partito-democratico-denuncia.html

    RispondiElimina