05 settembre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Augusto, la Vergine Maria e l'Ara del Cielo (Parte VIII)


di Alfredo Incollingo

Dio non rivelò la Sua potenza solo a Costantino, o almeno non solo a lui. Qualche secolo prima, alle origini del principato romano, l'imperatore Ottaviano Augusto fu ammonito che un re, più grande di lui e divino, avrebbe governato per millenni su Cielo e Terra fino alla fine del mondo. Fu la Sibilla Tiburtina a profetizzare all'imperatore la nascita e la predicazione di Gesù Cristo. Probabilmente scettico e invidioso, come qualsiasi monarca, per un re più potente di lui (guardiamo anche ad Erode), si ritirò nella sua camera privata, nel palazzo imperiale. Nel sonno ebbe la visione di una donna con in braccio un bambino, seduta su un blocco marmoreo. La figura femminile gli annunciò che la sua seduta sarebbe stata l'altare che lui avrebbe dovuto dedicare al Signore del Cielo. Di fronte a tale maestà Augusto cadde carponi in adorazione e, destatosi, qualche giorno dopo diede inizio ai lavori per edificare l'ara.
Nella tarda antichità una sublime chiesa venne costruita al di sopra dell'altare, Santa Maria in Ara Coeli, che ricorda nella sua intitolazione la visione miracolosa. Sarebbe troppo prolisso discutere qui sulla veridicità del fatto, per cui lasciamo da parte le tante mirabilia romane e parliamo di questa nota e popolana chiesa di Roma. I più la conoscono per il matrimonio che qui celebrarono Totti e Ilary Blasi nel 2008, ma il gossip ha poco a che fare con l'Ara Coeli.
E' posta sull'Arx, una delle vette più alte del Campidoglio, il colle sacro e civile di Roma. Si può ben dire che la chiesa occupa una posizione preminente nella città, anche per la sua posizione da mediano. I romani da sempre vi accedono per chiedere l'intercessione alla Vergine Maria, alla Madre di Dio, la nostra mamma celeste. Saliamo la ripida scalinata ed entriamo nella penombra della chiesa per inginocchiarci e immergersi nella preghiera, sentendoci più vicini a Dio. Lontani dalla Città degli Uomini, viziosa e peccaminosa, siamo così isolati dai miasmi della modernità e di una città che pare sacra solo per la toponomastica cittadina.
Santa Maria in Ara Coeli ci offre l'occasione di ammirare una commistione di elementi architettonici e di opere d'arte incommensurabili. E' un grande puzzle di marmi e statue che i romani prelevarono dovunque per edificarla.
Da secoli il colle è sacro e difeso. Già nella Roma pagana e imperiale il Capidoglio era la piazza religiosa e civile principali dell'Urbe e i cristiani hanno conservato questa preminenza. Mentre in passato il colle ospitava i templi maggiori, quali quello di Giove Capitolino, oggi ospita la chiesa che più di tutte ci avvicina a Dio.
I romani le hanno sempre dimostrato affetto: una colletta popolare, per esempio, nel XIV secolo contribuì alla costruzione della scalinata, come ex voto per ringraziare il Signore; la città non era stata toccata dalla peste che aveva flagellato l'Europa.
Santa Maria in Ara Coeli è la chiesa del popolo, meta della devozione mariana e delle autorità sia laiche che civili. Non è un caso infatti se da secoli si raccontano aneddoti stravaganti o verosimili che la videro protagonista: all'interno della chiesa era conservata una statuetta miracolosa di Gesù Bambino, poi trafugata; salendo le scale a carponi addirittura può propiziare la vincita al gioco del Lotto. I grandi volti della Roma civile, da Brancaleone degli Andalò a Cola di Rienzo, la scelsero quale scenografia sublime per le loro adunate popolari.
Non si può visitare Roma e pregare nelle sue tante chiese senza essere passati dal Campidoglio. Qui sarete più vicini al Cielo, innalzandovi al di sopra delle cose umane. Maria vi assisterà e vi darà l'amore di cui avete bisogno.
Il viaggio continua.
 

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