18 settembre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Sant'Ivo, la Sapienza e Borromini (Parte X)


di Alfredo Incollingo

E' vero che la Chiesa Cattolica ha sempre combattuto la scienza e la filosofia? Il medioevo è sinonimo di oscurantismo e di tirannia clericale o sono solo falsità? La risposta è scontata, ma per i più è una novità imbarazzante. Non tutti riescono a condividere e ad accettare l'idea che il medioevo sia stato un periodo di rinascita e che la Chiesa fu il volano del progresso culturale di quei secoli. La nascita delle università è la prova di quello che abbiamo scritto, un fervore intellettuale senza precedenti.
Anche nella città dei Papi venne fondato un ateneo che divenne uno dei più importanti e prestigiosi in Italia e in Europa. Oggi la prima università di Roma, La Sapienza, che nel 2008 rifiutò la visita di Benedetto XVI, sembra aver dimenticato la sua origine e ciò che essa doveva rappresentare, ovvero il rapporto complementare tra fede e ragione. Il 20 aprile 1303 con la bolla  In supremae praeminentia dignitatis Bonifacio VIII inaugurò lo Studium Urbis. Nel corso dei secoli divenne sempre più grande, tanto da necessitare l'ampliamento del corpo docente e quindi della sede storica. Nel seicento Alessandro VII trasferì l'ateneo a Palazzo della Sapienza: da allora il nome ufficiale dell'università sarà Sapienza, come ancora oggi si chiama.
Sempre nel XVII secolo Urbano VIII incaricò l'architetto Francesco Borromini di edificare una chiesa riservata agli studenti e ai docenti: nacque così Sant'Ivo alla Sapienza; questa intitolazione oggi è usata per indicare l'intero complesso, anche dopo il trasferimento dell'università nell'attuale sede mussoliniana.
La chiesa è oggi il gioiello più prezioso del complesso della Sapienza, ammirabile su Corso del Rinascimento. Tanti dubbi ha sollevato la strana struttura dell'edificio del Borromini per le sue proporzioni e per le strane fattezze. Perché l'architetto costruì la lanterna spiraliforme e fiammeggiante? Perché la pianta ha quella anomala forma triangolare? A queste domande sono state proposte varie risposte, citando esoterismi, dottrine segrete e riscontri pagani del Borromini. La soluzione a questi enigmi è semplice e cristiana. La forma triangolare richiama il simbolo della trinità: il triangolo è la figura geometrica che spiega la relazione tra le tre Persone divine, un mistero che Borromini ha voluto rendere nella pietra. La lanterna spiraliforme e con rilievi fiammeggianti ha suscitato non pochi dibattiti sul suo significato. A prima vista pare un falò, enorme, la cui luce si irradia in tutte le direzioni. E' un faro, come quello di Alessandria, che deve attirare i fedeli al culto religioso che si celebra a Sant'Ivo: la torcia che illumina la città con fede e sapienza.
Sant'Ivo è una tappa importante per una visita, anche rapida, di Roma. Oltre all'alto valore artistico, una delle tante pregevoli opere del Borromini, qui si concretizza quel legame salutare tra fede e ragione che l'architetto scolpì sulla porta della chiesa: "l'inizio della Sapienza è il timore di Dio".
Il viaggio continua.

 

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