25 settembre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Santo Stefano, Gesù e Mitra (Parte XI)


di Alfredo Incollingo

E' vero che Gesù è in realtà il dio orientale Mitra? Così vocifera la piazza, o meglio coloro che, per partito preso, negano a tutti i costi l'originalità umana e divina di Cristo. Ci devono per forza essere rimandi che possano spiegare in alternativa la personalità del Messia: troppo difficile e onesto riconoscere chi Egli è veramente.

Non è mia intenzione trattare in maniera organica il problema, essendo una questione già affrontata da storici e studiosi di religione di rilievo. Citare questo nodo cruciale degli studi di religione è d'obbligo se parliamo di Santo Stefano Rotondo, sul Celio, nei pressi dell'Anfiteatro Flavio, chiamato volgarmente Colosseo. E' una chiesa particolare, di pianta circolare, con l'altare al centro dell'edificio e i fedeli disposti di fronte al sacerdote che celebra l'Eucarestia. Solo Sant'Agnese fuori le Mura, sulla via Nomentana, potrebbe rivaleggiare per struttura e nomea con questo luogo di culto.

La sua storia inizia nel V secolo d.c. quando l'Urbe si stava progressivamente convertendo al Vangelo e stava abbandonando i vecchi culti, ormai atrofizzati. Non deve meravigliare se la chiesa venne costruita al di sopra di un altro luogo sacro, un mitreo del II secolo d.c. I romani erano soliti costruire edifici religiosi ex novo su strutture precedenti per rifondare nel sacro quelle aree. Da allora Santo Stefano Rotondo, che ricorda nel nome la pianta circolare, ha subito diverse evoluzioni strutturali e artistici soprattutto nel XVI secolo, in pieno Rinascimento.

Chi era Mitra? Era una divinità indiana che giunse a Roma tramite la Persia e il mondo ellenistico. I romani, onde porre rimedio al caos sacro inaugurato con la conquista del mondo (all'epoca) conosciuto, erano soliti accogliere nel loro pantheon (l'attributo “divino” è inutile, visto che “pantheon” indica di per sé l'insieme degli dei pagani) divinità straniere sia per propiziarsi la fedeltà di quei popoli sia per invocare la protezione di quelle divinità su Roma (e non per un qualsiasi moderno principio di uguaglianza e di laicità, come si crede comunemente). Superstiziosi com'erano i romani, nulla si lasciava al caso, specie in materia religiosa. Il mitraismo si diffuse rapidamente a Roma, conquistando anche molti imperatori che la resero la religione ufficiale dell'impero.

I punti affrontati nel continuo rapporto tra Mitra e Cristo riguardano il giorno di nascita, i culti e i riti per celebrarli. A quanto pare i sostenitori della somiglianza tra il dio e Dio sembrano vedere quasi esclusivamente le possibili similitudini e mai le differenze, senza considerare le numerose lacune che si hanno sul mitraismo. Il noto studioso neotestamentario B. Ehrman ricorda come la maggioranza delle congetture fatte su Mitra e Gesù sono frutto di ipotesi, prive di riscontro, anche perché del culto di Mitra abbiamo pochissime notizie certe. A differenza dei cristiani, i seguaci di Mitra non lasciarono testi scritti soprattutto perché era un culto misterico e iniziatico: la conoscenza religiosa non doveva uscire al di fuori del mitreo.

Cristo, non dimentichiamolo, è morto in Croce per espiare i peccati dei suoi figli. Mitra fece lo stesso? O lo fecero gli altri dei pagani? L'idea della remissione dei peccati con la morte e resurrezione di Dio è un pilastro solido della cristianità, che nessuno può scalfire.
Quando andiamo a Santo Stefano Rotondo per pregare e per visitare la chiesa o il mitreo e gli altri ambienti sotterranei, ricordiamoci che ancora oggi si cerca di denigrare Gesù negando (con disonestà) la Sua originalità e il Suo amore per noi.
Il viaggio continua.

 

0 commenti :

Posta un commento