10 ottobre 2016

Meglio i sessisti che Killary Crooked Clinton


di Alessandro Rico

La prossima volta che vorrete lamentarvi del basso livello della campagna elettorale italiana, pensate al livello infimo di quella americana. Archiviati i problemi concreti, i media statunitensi si concentrano in modo maniacale sul gossip, specialmente se possono cavalcare l’onda del femminismo, del gender, o dell’immigrazionismo. L’estremo approdo del puritanesimo USA non poteva che essere il politicamente corretto, in tutto il suo bigottismo e la sua ipocrisia.
Per aver detto, nel privato di un bagno per uomini, quello che tutti sanno, cioè che un vip può permettersi di trattare le donne come dei giocattoli (evidentemente ci sono donne che per fama e soldi rinunciano alla dignità), Donald Trump si è buscato la morale dai giornalisti-sacerdoti di questo cretinismo contemporaneo, dalla personificazione dell’immoralità (la sua rivale Hillary Clinton), ma soprattutto rischia il colpo di mano del Partito Repubblicano, che trama per sostituirlo in corsa con il candidato alla vicepresidenza Mike Pence.
Naturalmente, dietro la bufera che ha investito Trump si celano ben altri interessi, che il ridicolo pretesto delle sortite “sessiste”. Il tycoon è un personaggio che dà fastidio innanzitutto al suo partito, come ha dimostrato la lacerante competizione delle primarie, perché ha scoperchiato la sconfortante incapacità, da parte dei repubblicani, di esprimere un leader carismatico. Dopo l’estinzione della genia Bush (che già impallidiva al confronto con il predecessore Ronald Reagan), i repubblicani non hanno trovato un politico che potesse competere mediaticamente con Obama. Marco Rubio viene percepito dagli elettori come un grigio membro dell’establishment; Ted Cruz ha una base valoriale solida, ben più conservatrice di quella da cui partiva Trump (che solo di recente si è deciso a sostenere i pro life), ma per parafrasare Nigel Farage, ha il carisma di uno straccio e non è spendibile in una competizione nazionale. Trump, invece, ha impersonato tutto ciò che la classe media dei bianchi di destra voleva vedere: un self-made man, un miliardario che ha investito nell’economia reale, che ha successo con le donne, ha modi da burbero, il cappellino da baseball e che rigetta con sfrontatezza le ideologie alla moda e la censura linguistica applicata dalla “generazione di fichette”, come l’ha definita Clint Eastwood.
Ma Trump dà fastidio anche al grande capitale finanziario e a quelle élites, di cui George Soros, finanziatore della Clinton, è un emblema, che come ha scritto Maurizio Blondet sul suo blog, vogliono eliminare tutte le differenze per ottenere una massa informe, istupidita e docile. Abolire i confini per sopprimere le differenze tra i popoli; abolire le naturali distinzioni sessuali; abolire la famiglia; tutto questo per lasciare soltanto individui atomizzati, da imbonire con il consumo compulsivo di prodotti di massa.
Che ci sia una congiura internazionale contro Trump appare evidente anche accendendo, banalmente, la televisione italiana, in particolar modo il TG1, megafono del governo Renzi, che nel tentativo di smarcarsi dalla Merkel sta svergognatamente corteggiando i Clinton.
Solo un paio di giorni fa, aerei sauditi, alleati degli americani, hanno bombardato un funerale nello Yemen, uccidendo 155 persone (a metà agosto era toccato a un ospedale, 11 morti e 20 feriti); i titoloni di apertura del telegiornale, però, erano dedicati al maschilismo di Trump. Addirittura, Repubblica si è ben guardata dallo svelare chi mai faccia parte della “coalizione” responsabile del raid, tanto che in tutto l’articolo pubblicato sul sito, si trova al massimo la definizione  di “coalizione sunnita a guida saudita”, una sottile allitterazione che occulta al lettore la verità sui rapporti tra Arabia e Stati Uniti – non scordiamoci che Obama aveva provato a porre il veto sulla legge che consentiva, ai parenti delle vittime dell’11 settembre, di intentare causa ai sauditi, per il coinvolgimento di settori dello Stato nell’organizzazione degli attacchi alle Torri Gemelle. Naturalmente, quando i raid sono condotti dalla Russia, i media si prodigano nel descrivere i particolari della tragedia umanitaria, rilanciando senza alcun filtro la propaganda dei ribelli anti-Assad (come nel caso della bufala del bimbo ferito alla testa, seduto su un sedile arancione, dopo il bombardamento di Aleppo).
Insomma, dopo Libia, Egitto, Tunisia e Siria, l’opinione pubblica internazionale non sembra aver imparato la lezione. Nessuno ha compreso quanto sarebbe pericoloso avere alla Casa Bianca la signora Killary, la destabilizzatrice del Medio Oriente, la miccia del terrorismo islamico, la spalla dei tagliagole, la bugiarda che organizza la politica estera dalla casella di posta elettronica personale (e che cerca di nascondere a Obama delle informazioni sensibili, allo scopo di manipolarlo), l’abortista, la femminista dell’ultima ora che si candida con il cognome del marito, il quale l’ha cornificata per decenni e si è servito di una stagista per fare ricreazione dentro lo Studio Ovale. Ci sono stati presidenti americani che hanno sganciato bombe atomiche, altri che hanno avviato disastrose campagne militare in Corea, Vietnam e Iraq, ma quello che terrorizza il mondo e che lo rende un impresentabile, a quanto pare, è il “sessismo” di Trump.
Resta da vedere come la pensino davvero gli americani, alla conta dei voti: se il maschio bianco della classe media, religioso, patriota, nemico dell’internazionalismo liberale e del laido libertinismo dei nuovi bacchettoni progressisti, conti davvero molto di meno dei fomentatori di guerre civili di Black Lives Matter, della lobby LGBT, di Planned Parenthood, di Wall Street e della cerchia di Soros. Preghiamo, perché tempi bui ci attendono al varco.

 

3 commenti :

  1. mi lascia perplesso il "patriota" attribuito a Trump, dopo l'attacco ai genitori che hanno perso un figlio in guerra

    RispondiElimina
  2. l'elettorato medio wasp è composto anche da donne... chissà se saranno felici di votare un presidente che le considera merce acquistabile..RUGGERO ROMANI

    RispondiElimina
  3. Beh, non è forse la verità? Ma guardate tutte quelle sciampite che imperversano in tv che si venderebbero per uno schiocco di dita; i Padri pellegrini fuggirono dall'Inghilterra puritana perché si sentivano oppressi e hanno fondato uno stato che più repressivo e oppressivo non si può, fondato con e sulla violenza, sorvolando elegantemente sul genocidio scientifico dei nativi, che esporta violenza in tutto il mondo fin dalla II GM, lasciamo perdere i nostri governanti che valgono anche meno di uno straccio, ma la gaia killary è la bomba ad orologeria messa in mano a Wladimir, non so se mi spiego.....

    RispondiElimina