28 ottobre 2016

Portate i figli al cimitero e non avrete paura di Halloween


di Francesco Filipazzi

La questione Halloween si ripropone, nell'area cattolica, puntualmente, anche quest'anno. Fra chi ostenta la sonora condanna contro la satanica festa consumista, chi lo festeggia all'oratorio e chi se ne frega altamente, viene da chiedersi chi abbia ragione.

L'atteggiamento puritano, quello che contribuisce a rendere i cattolici delle macchiette, è in realtà frutto di una protestantizzazione del linguaggio in corso da alcuni anni. L'avversione ad Halloween è infatti nata in ambienti luterani oltranzisti e recentemente è rinverdita negli ambienti evangelici. Come nota Massimo Introvigne, le usanze che tipicamente vengono legate a questa festa fanno parte del retaggio delle usanze dei cattolici del nord Europa, tipicamente quelle irlandesi e l'avversione verso di esse nasce dall'avversione degli eretici per i "papisti".

Fa parte inoltre del retaggio culturale italiano, tipicamente delle zone del sud, la leggenda per cui nella notte fra la ricorrenza dei morti e quella dei santi, i defunti di ogni famiglia portino dei doni ai parenti ancora in vita. La tradizione popolare quindi non è totalmente estranea rispetto alle rappresentazioni folkloristiche (termine non usato in senso spregiativo) dei cari estinti, tanto che la sera dei Morti in alcuni luoghi diventa una festa di paese, con tanto di braci accese e tavole imbandite.

Va infatti notato che il rapporto dei cattolici con Sora Morte non è tetro ma anzi a tratti goliardico. I morti sono infatti ancora vivi altrove e commemorarli non deve essere per forza un'autoflagellazione, in stile appunto puritano.

Ciò che di Halloween viene contestato è tipicamente la piega macabra che prendono gli eventi, poiché adulti e bambini si mascherano da mostri e demoni per giocare a dolcetto o scherzetto. Anche in questo caso, posto che l'importazione consumistica di questa usanza è solo un grande affare per chi sa cavalcare queste cose, è abbastanza stucchevole pensare che qualche ragazzino vestito da mostro possa evocare il Demonio fra le nostre case. Al momento ci pare che il Nemico non abbia bisogno di costumi per girare liberamente fra noi, evocato com'è quotidianamente nelle cliniche abortiste (ricordiamo che l'aborto è, quello si, un'antica usanza sacrificale a Satana) o nei laboratori di ingegneria genetica.

Il consiglio è, per i genitori che si interrogano su questa data, di non assumere atteggiamenti caricaturali. Se la figlia di sei anni dovesse chiedere di andare a fare dolcetto o scherzetto con gli amichetti, riponete per un attimo torce e forconi e date il giusto peso a ciò che vi si para davanti. Vostra figlia non è una strega!

Personalmente, se dovessi fare un invito, più che a non festeggiare Halloween inviterei a portare i figli al cimitero. Inoltre chiederei ai preti di evitare di festeggiare questa non-festa in oratorio, spiegando invece cosa sono l'1 e il 2 novembre. Noi cattolici dovremmo infatti spiegare ai nostri bambini il vero significato della ricorrenza dei Morti, portandoli a trovare i nonni, gli zii e i parenti scomparsi, per spiegare che in quelle tombe ci sono i nostri antenati e le nostre radici. Questo permetterà loro di sapere chi sono, molto più che il divieto di andare a fare una festicciola con gli amici, curandosi nel caso che rimanga una festicciola e che non sfoci in qualche gioco più pericoloso.

Il pericolo di Halloween si materializza infatti quando alla pagliacciata viene sovrapposto il Sabba. Molti per gioco in questa notte si mettono a emulare rituali che non andrebbero mai celebrati, pensando che sia solo divertimento. In questo caso l'attenzione deve essere altissima, come spiegano gli esorcisti, perché dal divertimento alla tragedia il passo è breve. Che la notte fra il 31 e l'1 abbia infatti una certa valenza per le sette, in virtù dei significati cosmici che le si possono attribuire, è vero e ciò non va preso sottogamba. Che certe "porte" possano essere varcate evocando presenze malvagie e pericolosissime è vero.

E' giusto quindi vigilare, quando i figli crescono e non solo una notte all'anno.

 

1 commento :

  1. Non credo che si debba arrivare alle sedute spiritiche perché questa festa faccia male (e solo male). Faccio solo un piccolo esempio di vita quotidiana. Ieri al supermercato c'era un espositore delle m&m's, che eccezionalmente per halloween vengono vendute arancioni, verdi e marrone. C'era disegnata una grossa m&m's che proiettava dietro di sé un'ombra con le corna da diavolo.
    Ora, i bambini (ma in fondo anche gli adulti) che vedono questa cosa saranno portati a pensare:
    1. che halloween è un'antica tradizione cattolica irlandese, che esprime la visione prettamente cattolica della morte, e che chi le è avverso va dietro all'antipapismo puritano dei protestanti,
    oppure
    2. che il diavolo e le streghe, di cui del resto ormai sono in pochi a dir male, in fondo sono pure dei simpaticoni?

    Questo è il punto.

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