02 ottobre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: i miracoli di San Marcello al Corso (Parte XII)


di Alfredo Incollingo

Via del Corso è probabilmente la via più frequentata, snob e ricca di Roma, eppure riserva molte occasioni di fede nella materiale mondanità. Come tante isole felici, diverse importanti chiese la costellano, costituendo piccoli ripari dal frastuono. Se andate per Via del Corso, recatevi a pregare a San Marcello al Corso, una splendida chiesa barocca del 1519.
La bellezza del luogo e la pace interna sono contorni ideali per il nostro ritiro contemplativo. San Marcello del Corso non è solo Barocco, è anche una chiesa miracolosa. Questo edificio sacro è stato il teatro di alcuni miracoli comprovati, ma anche di fatti al limite dell'umano, sebbene siano più leggenda che realtà.
Ad attirare l'attenzione degli studiosi e dei visitatori è il crocifisso di legno scuro del XV secolo, talmente realistico da impressionare chiunque si accosti ad esso. L'anatomia del Cristo è perfetta e ogni muscolo è stato scolpito secondo le naturali proporzioni. Non a caso la critica ha definito il manufatto sacro il più realistico di Roma (e forse del mondo). Chi è il suo autore? Nessuno lo sa, è un altro mistero di San Marcello al Corso. Da secoli i romani hanno cercato di spiegarne il realismo con tante supposizioni, spesso troppo artificiose e leggendarie: non hanno risparmiato neanche gli aspetti più macabri. Secondo la tradizione popolare lo scultore avrebbe ucciso un vagabondo per utilizzare il suo corpo, sanguinolento e livido, come modello per il suo Cristo martoriato così vero.
Ora, nessuno è certo di questa storia, ma il realismo dell'opera è così stupefacente da far sorgere spontaneamente queste spiegazioni. Pare infatti che non ci sia altre soluzione al mistero: può anche darsi che lo scultore, cosa non rara all'epoca, avesse ampie conoscenze d'anatomia. Non lo sapremo mai (almeno per il momento).
Da questo episodio possiamo trarre anche una morale: l'arte più è realistica e sacra, più essa sarà magnifica e viva. L'arte concettuale e minimalista (e nichilista) di oggi è a confronto un lavoro da dilettanti.
Ritornando a San Marcello e al suo crocifisso, i miracoli si sono susseguiti per anni. La notte del 23 maggio del 1519 la vecchia chiesa paleocristiana fu colpita da un terribile incendio che la rase al suolo (lo stesso anno iniziarono i lavori di ricostruzione). Il giorno dopo, di primo mattino, i romani si recarono tra le ceneri fumanti alla ricerca di oggetti sopravvissuti. Inspiegabilmente il crocifisso fu trovato intatto e nessuna scalfittura aveva danneggiato il corpo del Cristo. Questo episodio testimoniò la straordinarietà del manufatto. Nel 1522 la peste colpì di nuovo Roma. I romani, ricordando il miracolo di qualche anno prima, decisero di portare in processione il crocifisso: dove esso fu portato la peste svanì, salvando la popolazione superstite.
Nel cuore della Roma più caotica e mondana sopravvivono luoghi dedicati a Dio. Una passeggiata lungo Via del Corso può trasformarsi anche in un momento di alto valore religioso. Quindi, mettendo da parte l'ansia degli acquisti, usate il vostro tempo nel mondo giusto: pregate!
Il viaggio continua.

 

0 commenti :

Posta un commento