15 ottobre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il Sacro Cuore di Gesù e le anime del Purgatorio (Parte XIV)


di Alfredo Incollingo

Non andremo a visitare in questo breve episodio del nostro viaggio una chiesa paleocristiana o una barocca. Tralasciamo le mete tradizionali e il passato di Roma per parlare di fatti più vicini a noi nel tempo. Oggi vi propongo la visita di una chiesa di recente costruzione, si fa per dire, perché venne edificata tra il 1893 e il 1917: è la chiesa “neogotica” del Sacro Cuore di Gesù, nel quartiere chic di Prati. La sua storia è molto particolare e vale la pena recarci lì per scoprirla.
Il nostro racconto inizia nel 1893 quando un missionario del Sacro Cuore di Gesù, il francese Victor Jouet, giunse a Roma con l'intento di promuovere la devozione al Sacro Cuore e alla Madonna; erano questi i capisaldi del suo ordine fondato in questi anni da J.J. Chevalier. Inaugurò l'Associazione del Sacro Cuore delle anime del Purgatorio per tale scopo e stabilì le sedi in due oratori, uno di questi si trovava sul Lungotevere, a Prati: qui verrà costruita la nuova chiesa in stile neogotico, che era una moda architettonica ampiamente diffusa nella Francia dell'epoca.
A noi però non interessa una disquisizione d'arte, che potrà impegnare solo gli esperti del settore. Questa chiesa anacronistica nel contesto romano è particolare perché ospita al suo interno il Museo delle anime del Purgatorio, sito nella sua sagrestia. Raccoglie le prove inconfutabili dell'esistenza del Purgatorio e ciò che ammirerete sarà veramente impressionante. Cominciamo però dal principio, senza svelare fin da subito i particolari.
Nel 1897 un incendio colpì una parte del complesso appena costruito: una cappella fu letteralmente distrutta dalle fiamme. Padre Jouet si recò sul luogo e, dietro l'altare, tra i resti carbonizzati, scorse i tratti neri impressi sulla pietra di un volto umano infelice, triste. Fu la prova tangibile che ciò che Dante Alighieri aveva raccontato era verità: esiste il Purgatorio, questo stato ultramondano in cui si trovano quelle anime che sono costrette a purificarsi prima di accedere al Paradiso. Da quel giorno Jouet viaggiò per l'Europa raccogliendo altre immagini di anime purganti e costituì una grande collezione che è tuttora visitabile.
Anni e anni di ricerca, anche dei successori del missionario, dimostrarono l'autenticità dei reperti lì collezionati: furono vagliati e conservati quelli che incontrovertibilmente erano prove dell'esistenza del Purgatorio. Padre Jouet si convinse che quel luogo era il punto d'incontro tra i vivi e i morti perché lì i primi cercavano di chiedere aiuto ai fedeli affinché pregassero per loro, per diminuire gli anni di castigo. Vale la pena recarsi al Sacro Cuore di Gesù a Prati per vivere un momento intenso di fede e per convincere chi non crede a ripensare a tutte le sue credenze.
Il viaggio continua.

 

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