30 ottobre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: San Pietro in carcere (Parte XVI)


di Alfredo Incollingo

L'apostolo Pietro predicò a Roma durante l'impero di Nerone per poi subire il martirio nel 67 d.c.. Dopo aver predicato in Palestina e in Medio Oriente l'apostolo si spostò nell'Urbe continuando il suo apostolato. In città venne accolto e nascosto da diverse famiglie patrizie: risiedette a lungo nella villa di Prudente e le sue figlie, Santa Prudenziana e Santa Prassede. Queste subirono diversi anni dopo il martirio per il loro servizio nella comunità cristiana romana.
L'imperatore scatenò una feroce persecuzione contro i cristiani accusati di aver provocato il terribile incendio del 64 d.c. che aveva causato danni ingenti alla città. Probabilmente per allontanare i sospetti da sé e per ottenere maggior consenso popolare aveva accuso i cristiani di aver tramato contro lo Stato e l'ordine civile, sfruttando i già ben noti pregiudizi verso i primi fedeli di Cristo.
San Pietro subì l'arresto e con San Paolo fu imprigionato nel Carcere Mamertino, che ancora oggi si trova alle pendici del Campidoglio, su Via dei Fori Imperiali.
Nel corso dei secoli la prigione divenne un luogo di pellegrinaggio e nel IV secolo San Silvestro papa trasformò la cella del santo in una cappella e al di sopra di essa venne edificata una chiesa che fu intitolata “San Pietro in Carcere” per volere di papa Paolo III. Nel 1540 la Congregazione dei Falegnami ottenne in affitto l'intero complesso e tra il 1597 e il 1663 furono effettuati lavori di restauro. Quando terminarono, la chiesa venne dedicata a San Giuseppe dei Falegnami e ancora oggi conserva questo titolo.
Una serie di fatti miracolosi si succedettero durante la detenzione del santo nel Carcere Mamertino. Appena venne condotto in catene nella sua cella, San Pietro cadde sbattendo la testa e lasciando un'evidente impronta sulla parete. L'orma del suo capo dal 1720 è protetta da una grata per proteggerla dall'usura. I due carcerieri, i futuri santi Processo e Martiniano, turbati dall'evento compresero la santità di Pietro e decisero di farsi battezzare. Fu così che l'apostolo, facendo un segno della croce verso la Rupe Terpea, fece scaturire dalla roccia una sorgente d'acqua limpida che utilizzò per battezzare i due soldati romani .
La storia che seguì è ben nota ai fedeli. L'apostolo fu fatto evadere dai due soldati divenuti cristiani e, secondo una ben conosciuta tradizione popolare, tentò la fuga da Roma attraverso la via Appia.
Un percorso ideale alla scoperto dei luoghi santi di Roma potrebbe portare il pellegrino a visitare le reliquie petrine che testimoniano la sua predicazione e il suo martirio. San Giuseppe dei Falegnami è quindi una tappa fondamentale in questo cammino.
Il viaggio continua.

 

0 commenti :

Posta un commento