08 novembre 2016

Beato Giovanni Duns Scoto, il francescano della Vergine Immacolata


di Alfredo Incollingo

Cosa faremmo senza la Vergine Maria? E' lei che viene in aiuto nei momenti di difficoltà e in lei, madre amorevole, troviamo la forza necessaria per affrontare le nostre esistenze. E' la Madre di tutti noi e per suo tramite Dio si è incarnato e si è fatto uomo: Maria ha concepito Gesù in pieno stato di Grazia, ovvero priva dalla nascita del peccato originale. Queste lapidarie verità sono per noi scontate, ma non lo erano nel pieno medioevo. E' vero che si era sviluppato un culto mariano che già la glorificata, ma era un movimento popolare spesso trascurato dalla teologia e dal mondo accademico. Era sì “Theotokos”, ovvero Madre di Dio, ma non si riconosceva il suo concepimento priva di peccato: per un medievale sarebbe stata un'eresia o quanto meno un errore clamoroso ritenere Maria “Immacolata”. La verità cristiana è stata esplicitata nei secoli e la sua progressiva emersione non è stata facile e rapida, ma molto spesso si è avuto a che fare con forti resistenze intellettuali.
Il merito di aver sviluppato, dimostrato e perpetuato il concetto dell'Immacolata Concezione di Maria va al monaco francescano Giovanni Duns Scoto, che seppe con la sua perizia teologia abbattere le ultime resistenze contro qualsiasi discorso intorno la verginità e la purezza della Vergine. Al di là dei suoi meriti nel campo della metafisica e della teologia, Duns Scoto era un devoto fedele di Maria, un “pensatore mariano” tra i più influenti e importanti della storia del Chiesa. Durante una catechesi del 5 giugno 1996 San Giovanni Paolo II definì il beato Scoto (venne beatificato da Wojtyla nel 1993) il “Dottore dell'Immacolata”, perché per primo aprì la strada alla piena comprensione della personalità santa di Maria.
Dovette affrontare le opposizioni della teologia accademica che, rifacendosi a San Tommaso, San Bernardo o Sant'Agostino, criticavano l'idea che Maria fosse stata concepita priva di peccato. I teologi facevano osservare, basandosi sulle Scritture, che Maria era stata liberata dal peccato dopo il concepimento di Cristo o subito dopo la nascita, perché Egli è il Redentore che monda l'umanità dalla colpa adamita con il Battesimo o con la Sua incarnazione, in questo caso specifico. Maria aveva una sola natura, quella umana, che è di per sé corrotta dal peccato originale. Nella visione agostiniana dominante del peccato originale inoltre la corruzione originaria si trasmetteva a tutti gli uomini nell'atto del concepimento. Neanche la Vergine poteva sfuggirgli! Queste semplici osservazioni parevano negare qualsiasi possibilità di affermare con fondatezza la purezza mariana.
Duns Scoto non abbandonò l'agone teologico e argomentò con decisione contro le critiche degli accademici. Come Sant'Anselmo, anche lui affermava la natura prettamente morale e immateriale del peccato: non è una sostanza quanto piuttosto una mancanza della volontà che si allontana da Dio. Di conseguenza con la materia e quindi con la carne non ha nessun legame, ribaltando del tutto la tesi agostiniana del peccato originale: “essendo la volontà qualcosa di puramente immateriale e perciò distinta dalla carne, allora non può essere infetta dalla carne”.
L'altra argomentazione scotiana poggia invece sulla bontà divina che dispensa la redenzione a tutti gli uomini che la meritano: il bene tuttavia può agire anche per altre vie, come nel caso di Maria. Il francescano affermava che Dio stesso ha intenzionalmente preservato la Vergine dal peccato originale, perché destinata a concepire il Figlio: “Dio poté, nel primo istante di quell'anima, darle la stessa grazia che dà a un altro nel momento della circoncisione o del Battesimo. Così, in quel primo istante, essa non ebbe il peccato originale, così come con gli altri avviene con il Battesimo.”
Le riflessioni scotiane sulla Vergine Maria trovarono una forte opposizione nelle università, le quali temevano di contraddire gli insegnamenti mariani del grande San Tommaso d'Aquino. I francescani furono i pochi in seicento anni a difendere e a divulgare le tesi di Duns Scoto, fino all'8 dicembre 1854, quando papa Pio IX proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione.
Beato Giovanni Duns Scoto è probabilmente un protagonista della storia della Chiesa, la cui possente voce ha risuonato (e risuona tuttora) nei secoli. Non possiamo quindi non ricordare la sua fede del beato nella Vergine, da lui fortemente amata, come è anche per noi del resto.
Anche Maria dall'Alto ci guarda e viene spesso in nostro soccorso, avvertendoci dei castighi di Dio per i nostri peccati e esortandoci a convertirci per ottenere la Sua misericordia. Maria, come un genitore, dispensa carezze e bontà, ma sa anche parlare con giudizio e severità quando c'è da ammonire i suoi figli. Duns Scoto probabilmente aveva intuito tutto ciò e si spese per rivelare ai cristiani la santità e la gloria di Maria.
 

1 commento :

  1. Pur non essendo cattolico, ho discusso e riflettuto molte volte sulla questione del peccato originale con preti e non solo. Orbene, il battesimo, secondo la teologia cristiana (non solo cattolica) elimina il peccato originale ma NON le conseguenze di esso, dato che tutti noi siamo nati da persone che non erano, a loro volta, nate "senza macchia".
    Quali sono le conseguenze del peccato originale:
    - la morte, che viene "istituita" DOPO il peccato, al momento della cacciata dall'eden; prima del peccato Adamo ed Eva (loro, ovviamente nati "senza macchia") erano evidentemente immortali, tanto è vero che mangiavano dall'albero della vita;
    - la malattia, la vecchiaia e la sofferenza in generale, prima del peccato i progenitori NON erano soggetti a "spine e triboli", ma erano, come si evince dalla Genesi, sani e felici;
    - il parto doloroso: se dopo il peccato vien detto "tu partorirai con dolore" è segno che PRIMA, Eva non avrebbe partorito con dolore. Bisogna infatti considerare che sesso e procreazione erano stati concessi ai progenitori ("crescete e moltiplicatevi") prima del peccato.
    E' dato di comune esperienza che il battesimo NON toglie tali conseguenze del peccato orig.
    Quindi Maria, se fosse nata senza peccato orig. non sarebbe morta (tanto è vero che viene "assunta" in cielo) e non avrebbe dovuto subire gli altri inconvenienti sopra descritti.
    A parte il fatto che nessuno nota che Maria non si ammali mai e non invecchi (ma questo non vorrebbe dir niente, perchè sappiamo quanto i vangeli siano lacunosi), ma una cosa del genere (la nascita seza ombra di peccato), a mio avviso, avrebbe dovuto trovare conferma esplicita in un passo biblico, tanto più che ci sono passi ecpliciti di segno contrario ("Siccome per mezzo d'un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché TUTTI hanno peccato"- Romani 5:12 - "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" - Romani 3:23). Infatti per Cristo è fatta chiaramente eccezione (cfr Ebrei 4:15; 2Corinti 5:21).
    Perciò senza un esplicito passo scritturale e con una tradizione parecchio divisa in merito, non può bastare un sottile ragionamento come quello di Duns Scoto ad affermare un eccezione così importante.
    "Piena di grazia" non è sufficiente da solo, anche perchè quell'espressione è variamente tradotta.
    Giovanni da Livorno

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