23 novembre 2016

Campari & de Maistre - Il libro


di Alessio Calò e Francesco Maria Filipazzi

"Custos, quid de nocte?" Sentinella, a che punto è la notte? La frase, tratta dal libro del profeta Isaia, appare oggi attuale per descrivere un'attesa che viene vissuta quotidianamente dai fedeli in Cristo. Ormai certo che la modernità stia per dissolversi, come appunto la notte poco prima del mattino, il popolo di Dio, decimato e stanco, sembra ormai in una condizione di attesa. Quando finirà questa lunga notte dello Spirito?

Come sapete bene, dalla sua nascita questo blog ha cercato di offrire quotidianamente una serie di contributi critici alla modernità, senza perdere quella vena ironica e irriverente che caratterizza il sano cattolicesimo. Campari & de Maistre appunto.
Dopo cinque anni di attività la redazione ha pensato di proporre al pubblico una serie di riflessioni, organizzate in un libro, riguardanti la Fede e l'attualità, per fare un bilancio di questi tempi oscuri che ci tocca vivere: il nostro vuole essere un messaggio di natura generazionale, una sfida da proporre a chi, nostro coetaneo, si ritrova davanti un mondo da ricostruire. Da dove partire e verso dove andare?
Il libro è così organizzato: dopo aver rinfrescato alcuni concetti di base riguardanti la sana filosofia (Alessandro Elia e Francesco Righini, Amicizia San Benedetto Brixia) e la sacra Liturgia (Marco Sgroi), il libro procede gettando il guanto di sfida alla modernità e al suo peggior frutto, la solitudine disperata dell'uomo sradicato (Francesco Filipazzi, Riccardo Zenobi, Giuliano Guzzo e Giulia Tanel), per poi allargare lo sguardo verso la società contemporanea attraverso un'analisi approfondita della situazione economica (Giovanni Campari) e geopolitica europea (Paolo Maria Filipazzi) ed internazionale (Fabrizio Cositore e Fabio Petrucci) e delle sfide che l'attendono (Alessandro Rico); si chiude alla fine con una nota di speranza per un ritorno alla pratica delle devozioni (Roberto de Albentiis) e ad un nuovo monachesimo familiare (Matteo Donadoni), supplicando continuamente l'intercessione della schiera dei Santi, ed in particolare della loro Regina, che ci hanno dimostrato come solo nell'imitazione di Cristo si possa rinnovare l'uomo e con lui ricostruire un mondo devastato (Federico Catani).
Ci chiedevamo dunque: da dove partire e verso dove andare? A Dio per Maria è la nostra risposta.

Per chi fosse interessato all'acquisto o ad una presentazione del volume, edito dalla casa editrice Historica (che ringraziamo per l'ampia libertà concessaci) e in uscita l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione, ci può contattare all'indirizzo campariedemaistre@gmail.com.
Il ricavato derivante dai diritti d'autore sarà donato ai monaci di Norcia, colpiti duramente dal recente terremoto.
 

1 commento :

  1. Sperando che non boccierete questo post, vorrei dire che, veramente, ho sempre riscontrato nel mondo cattolico più "ruspante" (che ho conosciuto bene da adolescente, in particolare nell'ambito francescano) quella "vena ironica e irriverente che caratterizza il sano cattolicesimo", ma, parimenti, ho notato che, quasi mai, tale ironia diventa "autoironia". In poche parole, i cattolici osservanti sono sì ironici e pungenti, ma quasi sempre verso gli "altri": il don Cammillo di Guareschi (immortalato da fernandel con la briosa voce di carlo romano) era un esempio mirabile di tale modus operandi, a tal punto che il Cristo (con la formidabile voce di ruggero ruggeri) lo rimproverava, fra le altre cose, per la sua "unilateralità" di giudizio.
    In conclusione, può veramente dirsi che il vecchio adagio "scherza coi fanti ma lascia stare i santi" sia stato, e sia, rispettato dai cattolici ferventi (a quelli non praticanti e "all'acqua di rose", invece, mi sembra che non gliene freghi nulla).
    Giovanni da Livorno

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