09 novembre 2016

E ti svegli una mattina…


di Paolo Maria Filipazzi

Ti versi il caffè nella tua cucina, mentre la televisione, accesa su non sai bene quale canale, emette quel suo ronzio di sottofondo del quale anche tu, con tutta la tua antimodernità, sei purtroppo un po’ drogato. Su non sai bene quale canale sta andando in onda non sai bene quale trasmissione in cui non sai bene quale odiosissima giornalista radical- chic (ovviamente non potrebbe non esserlo, chi la farebbe lavorare?) sta, come sempre accade, farneticando. Appena apri meglio gli occhi, fra uno sbadiglio e l’altro, ti accorgi che sembra notevolmente stressata, anzi, sembra a malapena contenersi dal fare una figura barbina analoga a quella che fece Beppe Severgnini la sera dopo la Brexit…

Oltre al solito “razzismo” (ripetuto decine di volte) la tizia sta sfoderando tutto il lessico tipico dell’isteria di sinistra: ad un certo punto salta fuori “segregazionismo”. Poi, ecco che sfodera addiritura “sudismo”! Non paga, ribadisce: il mondo è spaccato tra chi vuole la “cooperazione internazionale” e chi, invece, segue “un’ideologia sudista”! (!?)

Ebbene si, baby, sta succedendo davvero: Donald Trump ha vinto ed ora, complice una giornata a casa dal lavoro, puoi goderti il piacere dell’isteria collettiva della marmaglia giornalistica. Giovanna Botteri sull’orlo del suicidio, Maria Luisa Rossi Hawkings che forse dovrà farsi assistere da un bravo psicologo per superare il trauma, l’intera redazione di Rai News 24 smarrita. Solo Mentana, da uomo di mondo, sembra sottilmente divertito anche se non può dirlo ma, mentre affetta stupore per la “sopresa”, dagli occhi traspare la voglia di sghignazzare…

Passano le ore: i mercati finanziari in deliquio, Hollande che non sa più cosa fare, Schultz che starà forse cercando qualcosa di appuntito per darsi all’autolesionismo in privato, la Merkel che ha già iniziato a dimagrire. Renzi, caruccio, non si è nemmeno accorto, intelligente com’è, della portata di quanto è successo e, dobbiamo riconoscerglielo, la sua insipienza in questo frangente si rivela un vantaggio, dato che è quello che da un’impressione meno sconvolta di sè.

Domani cosa succederà? Non lo sai. Magari Trump sarà una cocente delusione o forse no.
Una sola cosa è certa: oggi le forze del mondo tremano di paura, di fronte al volere dei popoli.
Godiamocela.
 

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