07 novembre 2016

I santi domenicani e il primato della Verità


di Roberto De Albentiis

Il mese di novembre, che si apre con la solennità di Tutti i Santi, vede la celebrazione, per ciascuna Diocesi e ciascuna famiglia religiosa, della rispettiva Festa dei propri Tutti i Santi; il 7 novembre è fissata, tra le tante, la celebrazione della festa di Tutti i Santi Domenicani: istituita nel 1674, questa festa vuole celebrare la gloria di tutti i santi e i beati, noti e non noti, canonizzati e non canonizzati, appartenenti alla grande famiglia domenicana.
Il santo Patriarca Domenico, di cui Dante celebrò la grandezza nel Paradiso, ebbe una grande visione della gloria celeste dei suoi figli, presenti e futuri; anche noi, oggi, vogliamo unirci idealmente a quella visione e a questa gloria!
Quando l’Ordine Domenicano nacque, nel XIII secolo, la Cristianità era minacciata dalla grave eresia catara: di origine orientale, con evidenti influenze gnostiche e manichee, questa eresia minacciava tanto il vivere civile quanto soprattutto la Chiesa; aiutata dallo stadio di ignoranza e corruzione in cui viveva buona parte del clero dell’epoca, questo pensiero maligno, che portava a disprezzare perfino i bambini e le donne incinte, visti come incubazioni di divinità maligne, e che spingeva i suoi fedeli più assidui al suicidio rituale, prosperava, e la Chiesa pareva impotente davanti al suo dilagare, quand’ecco che Dio ispirò l’opera di due dei più grandi santi della Sua Chiesa: Francesco d’Assisi e, appunto, Domenico di Guzman.
Ispirati dall’alto e uniti da comunanza di amicizia di intenti, questi due grandi Patriarchi fondarono due Ordini di Frati, Sorelle e Fratelli Laici che aiutarono la Chiesa a contrastare efficacemente l’eresia e a rigenerarsi, e che modellarono per i secoli a venire l’intera società cristiana; in particolare, San Domenico aveva capito che uno dei gravi problemi del clero era la sua ignoranza, e per questo motivo dedicava grandi energie alla sua formazione e alla predicazione delle missioni popolari.
Il primo convertito di San Domenico fu un oste cataro, cui il Patriarca ricordò che la sua giusta critica al lassismo dei costumi era niente se non unito all’ortodossia della fede; e proprio il primato della Verità, cui tutti i religiosi domenicani si dedicano, fece fiorire la grande famiglia religiosa fondata dal santo spagnolo: domenicano fu San Tommaso d’Aquino, inarrivabile fonte di scienza teologica; domenicano fu il grande missionario nelle Americhe San Ludovico Bertran e domenicano fu l’umile fratello San Martino de Porres; domenicana fu la grande umile sapiente Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa e Dottore della Chiesa. Domenicano fu il grande Papa del Rosario e della Messa e della vittoria di Lepanto, San Pio V, e domenicani furono due grandi teologi del secolo scorso, Reginald Garrigou-Lagrange e Roger Calmel, che reagirono contro la diffusione dell’eresia (neo)modernista, oggi giunta a livelli di diffusione inimmaginabili.
Il mondo di oggi, così bisognoso della Verità, oggi quasi non ha più pastori e indicatori della Verità, ma tante idee, tante opinioni, tanti venti di dottrina, per citare l’allora cardinal Ratzinger, lo opprimono; tanti discorsi, vani, sciocchi, inutili si fanno, ma non si vuol sentire la Verità; come in ambito francescano si poteva dire che “l’Amore non è amato”, così in ambito domenicano si può dire, ieri e soprattutto oggi, che “la Verità non è ascoltata”, e la stessa Chiesa pare essersi scordata di essere, come dice l’Apostolo, “colonna e fondamento della Verità”.
Possano Tutti i Santi Domenicani aiutarci a scegliere e preferire sempre la Verità, anche se essa, come diceva un grande santo medico del secolo scorso, Giuseppe Moscati, che ha una delle sue feste proprio a novembre, dovesse costarci la difficoltà e la persecuzione; non scordiamoci, come diceva Sant’Agostino, che Dio è Verità, Verità che precede e fonda la Carità, Verità che rende vera, efficace ed effettiva la Misericordia.
 

2 commenti :

  1. Sigg.ri miei, una precisazione: a me risulta in effetti che il catarismo fosse una dottrina gnostica e di orgine orientale e che i suoi seguaci vedessero la materia come il male (cosa che poi, in se, sarebbe anche bibilicamente argomentabile sulla base dell'Ecclesiaste e di certi passi di Paolo sul potere del Maligno), ma mi risulta anche che non fossero per niente un pericolo per la pace civile, tanto è vero che convivevano tranquillamente con i cattolici in molti luoghi (Beziers, Carcassonne ad es.) e i potenti dell'occitania (i conti di Tolosa e Foix ad es.) li tolleravano senza problemi, cosa che non sarebbe avvenuta se fossero stati politicamente e socialmente pericolosi.
    Inotre le dicerie di violenze organizzate dei catari contro i cattolici, ci provengono tutte da una pubblicistica "molto schierata" e non dai migliori storici in materia (Roquebert, Brenon, Duvernoy, Volpe). Certo, quando cominciarono le persecuzioni ci furono delle violenze, anche da parte dei catari, ma esse rientrerebbero in un ottica di legittima difesa.......
    Il suicidio rituale (endura) riguardava solo coloro che erano già in fin di vita e ricevevano il cosidetto consolamentumm (il "battesimo" cataro),e, infine, tale forma di suicidio era volontaria.
    La rigida ascesi riguardava solo i c.d. "perfetti", cioè coloro che ricevevano il consolamentum in vita, non in punto di morte (praticamente il "clero" cataro), e i perfetti dovevano muoversi e predicare: quindi non praticavano l'endura.
    La maggioranza dei fedeli catari (detti "boni homines") non riceveva il consolamentum, se non in punto di morte, come detto, e perciò continuava a vivere nel mondo e a procreare.
    La procreazione era svalutata, ma non impedita (ce n'è tanta di gente, anche oggi, che non ritiene un bene il mettere al mondo i figli......).
    Erano un pericolo per la chiesa cattolica, questo si.
    Infatti la predicazione che precedette la crociata si rivelò un fallimento, spesso, anzi, i c.d. "perfetti" uscivano a testa alta dai dibattiti con i predicatori cattolici: pare che un "vescovo" cataro, un certo Guilbert de Castres, resistette brillantemente allo stesso Domenico de Guzman!
    Spero di essere stato utile.
    Giovanni da Livorno

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    1. errata corrige: "ma mi risulta anche che I CATARI non fossero per niente un pericolo per la pace civile.............."

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