02 novembre 2016

Il senso cristiano della storia di fronte a Lutero, il rivoluzionario (I parte)


di Daniele Barale

Qualsiasi cosa accadrà dopo Lund, noi del popolo dovremo essere uomini, essere vivi, essere realisti ed essere cristiani. Si tratta di quattro affermazioni di buon cuore e di volontà salda. Utili per non smarrirsi in questo tempo di confusione. Il modo migliore per riuscirvi è quello di fare tesoro della propria tradizione. Noi cattolici siamo chiamati a custodire le nostre radici, attraverso la conoscenza dei secoli passati che la Fede cattolica ha 'attraversato', partendo da Cristo, passando per gli apostoli i santi e giungendo fino ai nostri nonni e ai nostri genitori, che poi l'hanno consegnata a noi. Se risponderemo a questa chiamata, otterremo una sapienza tale da essere una luce nelle tenebre, che ci aiuterà a distinguere il male dal bene, per affrontarlo. E grazie alla Fede in Cristo in Maria e in tutti i Santi, il Signore non farà mancare la Sua Grazia santificante. Aiuterà noi e il Papa a non smarrire la strada giusta.

Il Prosper Guéranger afferma ne Il senso cristiano della storia: “Spetta allo storico cristiano additare ai credenti l'interpretazione corretta, e, nel fare ciò, dovrà scrivere senza concedere nulla ai filosofi, senza venire a patti con i nemici della fede ma dovrà esprimersi con quella intransigenza e quella forza che gli derivano dal fatto di narrare la verità. Gli insegnamenti dell'uomo-Dio rivelano con sovrana chiarezza il criterio di interpretazione che deve usare per giudicare gli avvenimenti, la loro moralità e la loro portata. Il criterio è unico, che si tratti di un uomo o di un popolo. Tutto ciò che esprime, conserva o diffonde l'elemento soprannaturale, è socialmente utile e vantaggioso; tutto ciò che l'ostacola, lo indebolisce e lo annienta, è socialmente funesto. Ciò che rende la visione ancora più solida e serena è la certezza che gli dà la Chiesa, la quale ininterrottamente gli rischiara il cammino come un faro e illumina di divino i suoi giudizi”.

Siccome sono anche studioso di storia, oltre che giornalista, desidero non tirarmi indietro e accettare l'invito del Guéranger, perché è una sfida affascinante. Con una certa cura, cercherò di descrivervi i problemi che le azioni rivoluzionarie di Lutero hanno causato alla Chiesa, rompendo l'unità cristiana in Europa.

Inizio. Martin Lutero (1483-1546) era un frate agostiniano – e Agostino era il suo nome in religione – profondamente e devotamente pio, addirittura scrupoloso nell'osservanza delle regole della comunità religiosa, alla quale apparteneva. Brillante, emotivo, chiuso in se stesso, facilmente portato all'indignazione. Di origini contadine, amava i poveri e si rammaricava di vederli oppressi. Non era avaro e questa caratteristica lo renderà favorito agli occhi di quei governanti civili desiderosi di incamerare i beni ecclesiastici. Non a caso, furono tra coloro che lo seguirono quando presentò il 31 ottobre 1517 le 95 critiche alle Indulgenze. Dopo questa data, Lutero divenne il campione popolare della Germania, che sfidava “la tirannia finanziaria di Roma”, e iniziò a propagandare nuove e pericolose affermazioni dottrinali.

Com'è possibile che un'intera nazione sia stata trascinata dalla polemica di un solo uomo. Sicuramente, l'eloquenza franca, cordiale, bizzarra e, va detto, volgare, dava a Lutero molta popolarità, come l'aiuto che questi riceveva da uomini potenti; e tra i suoi “alleati” bisogna aggiungere anche i chierici ignoranti e i teologi “ribelli”. Però, questi sono semplici epifenomeni, non spiegano tutto. Occorre indagare più in profondità, guardando ai secoli precedenti la stesura delle 95 tesi. In Germania più che altrove vi erano le condizioni favorevoli ad una rivolta. Da quasi tre secoli i tedeschi, laboriosi, frugali ed amanti della libertà, soffrivano di quello che può essere definito il complesso della “persecuzione papale”. Essi credevano di essere derubati del proprio denaro, guadagnato a fatica, allo scopo di finanziare i piani politici o addirittura le stravaganze della corte papale italiana. Già durante il tredicesimo secolo messi papali, inviati a raccogliere fondi per una crociata, erano stati scacciati da Magdeburgo.

Nel secolo seguente l'imperatore tedesco Ludovico il Bavaro (1314-47) aveva osato sfidare i papi per il corso di una generazione, ma, quel che è più grave, aveva sottoscritto la propaganda antipapale del Defensor pacis di Marsilio da Padova. Che definiva il papato come una istituzione puramente umana che aveva usurpato la divina autorità: sia in ordine alle funzioni spirituali sia come corte mondana dedita agli affari temporali, il papato non aveva determinato che «civili discordie e dissensi». Certo, gli insegnamenti di Marsilio, non buoni e pericolosi, vennero rifiutati dalla maggioranza dei suoi contemporanei perfino in Germania, ma è pur vero che non furono dimenticati, bensì ripresi dai nuovi ribelli. Nel corso del XV secolo i governanti civili germanici parteciparono ad un movimento che si proponeva di adottare in parte il programma di Marsilio

Esasperati dal protrarsi del grande Scisma di Occidente (1378-1417), durante il quale rivali italiani e francesi reclamavano il papato, i teologi tedeschi Langestein e Gelnhausen proposero di 'rimodellare' la Chiesa di Cristo su base aristocratica o quasi democratica, a seconda del punto di vista. Il Papa, invece di essere colui che per investitura divina incontestabilmente tiene le chiavi del Regno del Cielo, avrebbe avuto il compito di una specie di primo ministro responsabile di fronte ad un parlamento cristiano, chiamato concilio generale, ovvero un presidente che agisce “per e con il consenso “ di un senato (ndr: non ricordano i tentativi pericolosi odierni di cambiare la Chiesa e la figura del Pontefice?).

Ora un piano del genere potrà essere considerato vantaggioso o meno nel campo politico, ma in ogni caso non poteva venire applicato alla Chiesa, che quattordici secoli di storia indicavano non come una istituzione umana bensì come una società fondata da Dio stesso: la fede cristiana è chiara, e non si sbaglia, Gesù Cristo ha conferito il primato a S. Pietro ed ai suoi successori; non può essere discusso e neppure modificato nei suoi termini. Anche se la proposta di quei teologi fu respinta, non si riuscì a fermarla del tutto. Si diffuse con l'andare del tempo, trovando nei tedeschi, appunto, il sostegno. Al Concilio di Costanza (1414-1418) ritennero di essere stati oppressi dalle altre nazionalità. E un secolo prima di Lutero, nel 1417, diedero vita ad una prima veemente protesta; seguirono poi in anni successivi, nel 1437-47, ne 1460, nel 1478-79, nel 1510-12, ricatti al papato in materia di concessioni finanziarie con la minaccia della convocazione di un concilio generale o nazionale. In tutti questi casi, da come si può evincere, affiorarono gretti motivi di nazionalismo e di egoismo in misura maggiore di quel che si possa credere. Questo egoismo si unì a quello di altre nazioni. Non risposero agli appelli disperati dei Papi, avvantaggiando così i Turchi, che stavano divenendo sempre più una minaccia. Purtroppo i Balcani caddero nelle mani degli invasori, come i due terzi dell'Ungheria.


 

5 commenti :

  1. Non è l'unica volta che la Germania si è trovata affascinata ed abbindolata da un uomo solo che teneva comizi infuocati.......entrambe le volte tutta l'Europa ne fece le spese e pagò conti salatissimi, volendo essere pedanti, il libello antigiudaico scritto dal santo e beato da ieri, fu il manifesto politico dei nazionalsocialisti ça va sans dire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, potrei obiettare molte cose, sia sul piano storico (Marsilio da Padova, la "tirannia finanziaria" ecc.) e sul piano religioso/biblico (primato di pietro, conciliarismo, 14 secoli di una religione ecc.), ma mi rendo conto che in blog così focosamente e convintamente "schierato", la mia sarebbe una battaglia sterile che si ridurrebbe, quasi subito, ad uno scambio di battute irritate e irritanti.
      Mi limiterò (al fine di dimostrare che l'antisemitismo non è stata un'obbrobriosa esclusiva di Lutero e dei suoi) a citare certe espressioni antigiudaiche, di parte cattolica, che, mi sembra, non siano poi tanto inferiori a quelle del "monaco" tedesco:

      “Assassini del Signore, assassini dei profeti, nemici di Dio, uomini che odiano Dio, avversari della Grazia, avvocati del diavolo, razza di vipere, discendenti dei farisei,sinagoga di Satana, peccatori, uomini perversi, lapidatori, nemici di ogni probità” (cfr. GFEGORIO DI NISSA:
      Oratio in Christi resurrectionem).

      “La sinagoga non solo è un bordello ed un teatro; è anche un covo di ladri e una tana di bestie selvatiche… quando Dio rigetta un popolo, che speranza di salvezza gli rimane? Quando Dio rigetta un luogo, quel luogo diventa una dimora di demoni… I Giudei vivono per il loro ventre.
      Concupiscono le cose di questo mondo. La loro condizione non è migliore di quella dei maiali odelle capre a causa dei loro costumi sfrenati e della loro eccessiva ghiottoneria. Sanno fare una cosasola: riempirsi il ventre ed ubriacarsi”
      (GIOVANNI CRISOSTOMO: Omelie contro i Giudei 1.3.1, 1.4.1)

      “Se fosse lecito odiare degli uomini e detestare un popolo, il popolo ebreo sarebbe per me l'oggetto di un odio speciale, perché fino ad oggi nelle loro sinagoghe di Satana perseguitano il Signore nostro Gesù Cristo.”
      “… serpenti la cui immagine è Giuda e la cui preghiera è un raglio d'asino"
      (s. GIROLAMO)

      "Ci è recentemente giunta notizia che i Giudei della Nostra Città Santa e in alcune città, terre e località di Santa Romana Chiesa sono giunti a tal punto di insolenza da pretendere non solo di coabitare in mezzo ai Cristiani mescolandosi a loro e in prossimità delle loro Chiese senza distinzione nell’abito, ma anche di affittare case nelle più nobili strade piazze della città, terre e luoghi in cui vivono e di acquistare e possedere beni immobili e avere nutrici, serve e altra servitù Cristiana
      a mercede e di compiere tante altre azioni a ignominia del nome Cristiano."
      (Paolo IV: Bolla "Cum Nimis absurdum").
      Morale: mal comune, mezzo gaudio.
      Giovanni da Livorno

      Elimina
  2. Ma i cattolici non hanno istituito i campi di concentramento per l'annientamento degli ebrei, mi pare una differenza non trascurabile......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma nemmeno i protestanti dell'epoca di Lutero! I campi di annientamento li ha istituiti una Germania che era protestante E cattolica; coloro che compirono l'annientamento in questione erano protestanti o cattolici, o più esattamente nessuno dei 2.
      Ci fu, infatti, un capo nazista (Von Schirach, mi pare) il quale disse" Io non sono nè cattolico, nè protestante: sono nazionalsocialista.
      Ricordiamoci poi che nel perio teodosiano (e anche prima) ci furono, come testimoniano molti storici (Ammniano Marcellino, Eusebio di Cesarea) molte violenze contro gli ebrei, da parte dei cristiani; ed è solo un esempio.

      Elimina
    2. Errata corrige (ore 9:15): mi sono accorto di aver commesso un errore nel post precedente. Ho indicato Eusebio di Cesarea, che non ha nulla a che vedere col periodo teodosiano e Ammiano marcellino che si occupa più che altro della persecuzione dei cristiani ai danni dei pagani (che fu una cosa notevole). Per le persecuzioni cristiane ai danni degli ebrei nel tardo impero vedasi: la lettera di s.Ambrogio a Teodosio (epistulae variae n. 40) e, più in generale, il bel libro di G. De Bonfils "Roma e gli ebrei".
      Scusate, ma questa precisazione era doverosa.
      giovanni da Livorno

      Elimina