08 novembre 2016

La speranza per The Donald si chiama Jesusland

di Michele Pisano
È Jesusland l’unica speranza di Donald Trump per ottenere la presidenza degli Stati Uniti d’America. Tutto ruota attorno a quella mappa disegnata nel 2004 e che riassume le tendenze di voto degli americani Stato per Stato. Ciò che appare è una suddivisione territoriale con gli Stati Uniti del Canada e Jesusland. I primi sono colorati di blu, i secondi di rosso, e indicano gli uni gli Stati con una maggioranza progressista e liberal, gli altri quelli invece conservatori e con un voto religioso che incide sul processo elettorale.

Prima di commentare la mappa, è necessario ricordare che non vince il candidato che prende più voti popolari, bensì quello che conquisterà 270 delegati. Ogni Stato, infatti, assegna un determinato numero di delegati al candidato che prende un voto in più dell’altro in quel determinato territorio. In quasi tutti i casi, esclusi due Stati, il metodo è “winner-takes-all”, il vincitore prende tutti i delegati.
Per questo motivo Donald Trump sta compiendo un incredibile tour negli Stati in bilico, che tra l’altro sono proprio quelli in cui il voto religioso ha inciso particolarmente. Sta di fatto che i repubblicani questa volta non hanno scaldato il cuore di cattolici ed evangelici, e che probabilmente opteranno per il GOP all’ultimo momento e non compattamente. Per Trump l’unica speranza di vittoria passa proprio da qui: dal voto operaio e da quello religioso, sperando inoltre in una forte astensione da parte di comunità afroamericana e latinos, piuttosto tiepidi nei confronti della Clinton.

Dando un’occhiata alla mappa Jesusland, depurata dal Canada, e all’elaborazione di RealClearPolitics, possiamo notare che i tre Stati che si affacciano sul Pacifico sono saldamente in mano a Hillary, così come Minnesota, Wisconsis e Illinois. Stesso discorso per lo Stato di New York, Vermont e Stati confinanti. Per Hillary ci sono pochi altri sicuri. Donald invece potrebbe vincere solo ed esclusivamente se riuscisse a recuperare gli Stati in bilico, che altro non sono quelli disegnati nella mappa Jesusland e molti dei quali non è stato in grado di conquistare. È riuscito a mettere in cassaforte lo Utah, dove un candidato conservatore indipendente, Evan McCullin, era riuscito, a inizio campagna elettorale, a risultare primo nei sondaggi grazie al voto dei mormoni, delusi da Donald Trump. Poi il repubblicano ha risalito la china, assicurandosi ipoteticamente anche Texas, Tennessee e South Carolina.
Insomma, il voto passa dai pro-life, dalla Chiesa cattolica e dalla destra evangelica, a cui The Donald ha parlato poco direttamente e in pubblico, ma che sicuramente avranno difficoltà a optare per la candidata democratica. Insieme al voto operaio, ormai in cassaforte, le sue ultime ore dovrebbero essere impegnate per riordinare un voto religioso in libera uscita. La sua ultima speranza è convincere gli Stati di Gesù.

 

1 commento :

  1. Basti vedere chi sostiene Hillary Clinton.
    Seguite il link: https://thecandelabraofitaly.blogspot.it/2016/11/la-speranza-per-trump-e-una-reazione.html.
    Un saluto.

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