23 novembre 2016

San Colombano, un santo europeo



di Alfredo Incollingo

Dalla verde Irlanda San Colombano giunse in Europa a compiere la sua missione: dare una coscienza al continente. Era certo di quello che stava compiendo, era sicuro che il Signore lo avesse chiamato per permettere alla cristianità di capirsi: lo scrisse in una lettera nel 600 a papa Gregorio Magno: l'Europa era la casa di tante genti differenti, ma pur sempre accomunate dalla stessa fede in Gesù.
Questa verità fu compresa da un uomo proveniente dai margini dell'Europa, l'Irlanda, ma ignorata dai dotti e dagli uomini di potere della terraferma. Quando San Colombano sbarcò in Bretagna, nella Francia settentrionale, si mise in cammino con i suoi dodici compagni per dare forma all'informe, predicando e fondando monasteri dovunque si fermasse. Come San Benedetto prima di lui, così l'irlandese costruì una vasta rete di conventi che irradiarono il cristianesimo in tutta l'ecumene. Erano però monaci particolari: asceti, mistici, vestivano un saio bianco, come gli antichi druidi, erano autonomi e fuggivano qualsiasi tentazione. I monaci benedettini erano più “morigerati”, ma esprimevano lo stesso desiderio di solitudine, dando importanza al lavoro nel combattere l'ozio tentatore. La famiglia monastica di San Colombano non fu mai compresa a dovere e gli attriti con il clero locale e con le autorità civili causarono non pochi problemi all'ordine. Fu per ottenere l'approvazione papale che il santo si recò in Italia, ma non giunse mai a Roma: si fermò a Bobbio dove fondò il monastero che gli fu in seguito intitolato.
L'avventura religiosa di San Colombano, iniziata in Irlanda e terminata in Italia, è una parte della fitta trama storica di un continente che cerca di capirsi e che lo fa solo grazie a uomini come il nostro santo irlandese. Questo processo di autocoscienza si compie nella peregrinazione, esplorando anche le regioni più accidentate, scoprendo come la fede sia viva anche nell'uomo più barbaro.

Colombano era un irlandese del VI secolo e viveva su un'isola ancora poco conosciuta e ammantata di mistero. Il cristianesimo era lì giunto con San Patrizio un secolo prima e da allora non aveva smesso di crescere. Tuttavia l'isolamento e l'antica tradizione celtica gli avevano conferito alcune particolarità: a differenza del continente qui la fede aveva un taglio più mistico e ascetico, poco conforme e popolato da monaci molto simili agli antichi druidi. Colombano maturò la sua vocazione in questo ambiente: decise di lasciare i suoi agi, il suo clan e la sua famiglia per fuggire dalla mondanità. Si isolò nei boschi irlandesi dove conobbe e frequentò gli anacoreti locali, uomini che si erano totalmente dati a Dio. Rimanendo insoddisfatto della vita sedentaria che gli veniva imposta, girovagò per l'isola, alla ricerca di un luogo adatto ai suoi bisogni ascetici, ma nessun monastero faceva per lui. Quando si stabilì nell'abbazia di Bengor, riuscì a soddisfare per poco tempo le sue necessità spirituali e decise alla fine di partire per l'Europa con dodici confratelli, arsi dalla stessa sete di Dio. Sbarcò in Francia e iniziò a evangelizzare e a fondare piccole comunità di monaci dal bianco saio. Divenne un caso nel regno franco e la popolazione già lo acclamava come santo: dovunque andasse era preceduto dalla sua fama e i confratelli aumentavano giorno dopo giorno. Arrivò quindi il momento di dettare una regola e così fece aggiungendo alle norme per la disciplina un penitenziario, un manuale per la Confessione, che costituisce un primo esempio del genere in Europa. I monaci di San Colombano erano “sui generis” e i potenti difficilmente capivano quello stile non conforme e quella disciplina così ferrea. Gli anormali erano i ricchi e il popolo ignorante, che non comprendevano la fede di quegli uomini e il loro desiderio di adempiere al Vangelo. San Colombano, come afferma Benedetto XVI nell'udienza generale dell'11 giugno 2008, riferì a San Gregorio Magno l'importanza della Chiesa di Roma nel continente e mai ebbe dubbi in merito. Il clero locale causò molti fastidi ai suoi confratelli e decise di andare a Roma per ottenere l'approvazione dell'ordine da papa Bonifacio IV: in questo modo nessuno avrebbe potuto infastidire la sua comunità. Portò con se alcuni discepoli, i fedeli Attala, Gallo e diversi altri, e lungo il viaggio alcuni di loro, stremati dalla fatica, preferirono fermarsi e predicare in loco. Gallo si fermò nella località svizzera che oggi ha il suo nome fondando l'omonimo monastero; San Colombano invece decise di stabilirsi a Bobbio, in Emilia Romagna. Prese possesso di una vecchia chiesa che rimise in piedi e che costituì il primo nucleo dell'abbazia che oggi celebra il suo santo nome.

San Colombano ha permesso ad un continente di ritrovare l'unità necessaria per andare avanti, prendendo coscienza della propria comunione di fede. Oggi l'Europa blasfema dovrebbe riscoprire le parole del suo santo sulla propria universalità e su Cristo per poter finalmente trovare pace. Papa Benedetto XVI ce lo ha indicato come punto di riferimento nella riscoperta del concetto di Europa e, se lo dice lui, c'è da fidarsi!
 

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