22 novembre 2016

Santa Cecilia, la candida voce di Dio


di Alfredo Incollingo

Sant'Oddone di Cluny non è l'unico santo musicista di Dio: c'è anche la martire Cecilia, che è la patrona della musica. Anche i gruppi musicali satanisti dovranno prima poi convertirsi e preghiamo la santa affinché ciò avvenga! La loro musica infernale mal si addice a questa arte divina che ha saputo lodare il Signore per secoli. I martiri, si racconta, affrontavano i loro carnefici cantando la loro fedeltà a Dio e anche Santa Cecilia fece lo stesso, meravigliando probabilmente i suoi assassini. Chissà, costoro saranno rimasti delusi nel vedere la gioia piuttosto che la paura sui volti dei cristiani condannati alle bestie. Uno smacco alle carriere dei circensi! La sua dolce voce purtroppo non le salvò la vita.
Cecilia era di nobili origini e fu data in sposa a Valeriano, altrettanto nobile. La giovane amava il canto ed era nota per le sue doti tant'è che il marito si meravigliava della sua candida voce e si stupiva ancor di più della sua fede. Cecilia era cristiana e prima di Costantino equivaleva ad essere una criminale: confessò al marito durante la prima notte di nozze il suo voto di castità, che fu sempre preservato dallo sposo. La devozione di Cecilia convinse presto Valeriano a convertirsi, ormai certo della verità cristiana. All'epoca, nel II secolo d.c., era vietato seppellire i cristiani e chi fosse stato scoperto a trasgredire la legge sarebbe stato condannato alla pena di morte. Valeriano e il fratello Tirbuzio di nascosto eludevano questa norma seppellendo i corpi dei confratelli defunti: furono arrestati e decapitati prontamente, dopo crudeli torture: i due infatti non rinnegarono mai Dio di fronte ai giudici che chiedevano di abiurare la loro fede. La giovane Cecilia affranta dal dolore, cantava la sua sofferenza sulle tombe del cognato e del marito, ma anche lei venne arrestata subito dopo e giudicata colpevole. Venne condannata a morire per soffocamento ma la giovane resisteva al boia cantando la gloria di Dio. La pena quindi fu convertita e venne ordinato che fosse decapitata; il carnefice vibrò tre colpi sul collo senza staccarle la testa: la giovane non morì nell'immediato ma fu lasciata sul posto in un bagno di sangue. Il suo corpo martoriato venne trovato con una significativa testimonianza: le sue mani mostravano la sua professione di fede nel Dio Unitrino (come si può vedere dalla statua che la ritrae nella Basilica romana a lei dedicata).
La tradizione romana ha conservato la memoria di questo tragico martirio, ma anche la sua voce angelica, il suo ricordo, ha attraversato i secoli e oggi è riconosciuta patrona della musica.

 

0 commenti :

Posta un commento