27 novembre 2016

Una proposta per l’Avvento


di Roberto De Albentiis

Questa Domenica, la più vicina alla festa di Sant’Andrea Apostolo, il 30 novembre, segna per la Chiesa Latina l’inizio del periodo dell’Avvento e del nuovo anno liturgico; con ciò, nella Chiesa Cattolica la Chiesa Latina è l’ultima ad iniziare la stagione avventizia, già iniziata presso gli Ambrosiani, con la Domenica successiva alla festa di San Martino di Tours (l’11 novembre), e i Greci, gli Armeni e i Copti, con il giorno successivo alla festa di San Filippo Apostolo nel loro calendario (rispettivamente il 14, il 17 e il 18 novembre).
Che sia iniziato l’Avvento ce ne accorgiamo certamente dalle Letture, che hanno un carattere eminentemente escatologico, ma ormai, sempre più, anche dalla comparsa, peraltro sempre più ravvicinata, di sconti e luminarie, che hanno perso l’originario significato di celebrare la venuta di Cristo, Luce del mondo, e sono diventati mera illuminazione di corsi e centri commerciali; nel mondo sempre più globalizzato si è peraltro diffuso sempre più il Giorno del Ringraziamento (e la scemenza iper-consumista che lo segue, il Black Friday), che se ha un ovvio senso storico e identitario negli Stati Uniti, non ne ha alcuno nei Paesi europei. E del resto, se lo stesso Giorno del Ringraziamento ha perso la sua connotazione religiosa (Ringraziamento verso Chi? E che dire poi del fatto che noi conosciamo un unico Venerdì Nero, che fu quello che si consumò sul Golgotha 2000 anni fa!), tanto più l’Avvento, periodo di attesa, sì, ma di Chi o cosa, e il Natale, giorno di gioia e festa per la nascita di non si sa bene Chi.
E allora ecco, per la Chiesa, una proposta provocatoria: se la Pasqua in qualche modo è sfuggita, certamente di più, alla deriva consumistica che ha travolto il Natale, grazie alla Quaresima, perché non trasformare l’Avvento in un nuovo periodo quaresimale? Dopotutto, non si dovrebbe nemmeno parlare di trasformazione ex novo, ma di un recupero dell’antico: fino allo Scisma del 1054, Oriente e Occidente, pur con un numero variante di Domeniche, mantenevano in Avvento un carattere penitenziale affine alla Quaresima, cosa, questa, confermata dai grandi liturgisti del passato come Dom Gueranger, lo Schuster, Dom Lefebvre; ancora oggi, presso gli Orientali, tanto cattolici quando ortodossi, l’Avvento è conosciuto come Quaresima Invernale, essendosi mantenuto intatto l’antico costume, costume che, in Occidente, durerà pur mitigato almeno fino a uno/due secoli fa.
La Chiesa di oggi parla tanto di “recupero dell’antico” e di “ritorno alle origini”, ed ecco che qui si recupererebbe un costume proprio dei “primi cristiani” (che, mitizzati dai modernisti di turno, erano invece molto duri e intransigenti, non certo dei mollaccioni buonisti!); parla tanto di ecumenismo, e qui si potrebbe operare un avvicinamento sensibile ai fratelli separati d’Oriente (e del resto era questa l’intenzione primaria di San Giovanni XXIII e pure Benedetto XVI, un riavvicinamento all’Oriente, non certo al mondo protestante sempre più secolarizzato); parla tanto di ascolto della base, e qui è un semplice fedele che parla.
La Chiesa moderna parla soprattutto di Misericordia, e tanto in Avvento quanto in Quaresima i Profeti, fino al Battista, parlano di Misericordia: che è abbandono dei propri peccati e richiesta di perdono, perché proprio a causa dei nostri peccati il nome di Dio è bestemmiato, come è nelle Scritture, e proprio per salvarci dal peccato, e non per lasciarci in esso, è venuto al mondo Gesù, a nascere in povertà e a morire tra i dolori.
A tutti, allora, buon Avvento, buona preparazione, buona attesa dell’Atteso, e, in anticipo, buon Natale di Nostro Signore Gesù Cristo! E ricordiamoci che le luci le esponiamo perché attendiamo, nel buio e nel freddo del mondo e della nostra vita, una Luce che ci riscalda, e quella luce è Gesù, e i regali li facciamo perché Gesù, ricco che era, ha lasciato tutto e si è incarnato per noi, facendoci un enorme, incommensurabile e impagabile regalo… Corrispondiamo, allora, a questo regalo, mutando abito e vita, e accogliendoLo il più degnamente possibile nella culla del nostro cuore e della nostra vita!

 

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