20 novembre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: l'odio dei Savoia-Carignano per la Chiesa (Parte XVII)

di Alfredo Incollingo
 
Quando Roma divenne la capitale del nuovo Regno d'Italia, i nuovi Re inaugurarono una serie di cantieri per adeguare la città al suo nuovo ruolo di prestigio (se così lo si può definire). Furono aperte ampie strade, furono costruiti nuovi palazzi del potere e nuove chiese, non cattoliche, ma anglicane. I piemontesi vollero fin da subito sancire il nuovo corso della politica religiosa del regno aprendo una chiesa protestante nel cuore della Roma cattolica. Il governo sabaudo aveva intrapreso una politica di ampio respiro religioso dissacrando l'Urbe! Fu uno schiaffo che i Savoia-Carignano diedero al papa e a tutta la Chiesa Cattolica, comprensiva dei fedeli, anche quelli più umili. Nelle intenzioni dei nuovi sovrani si doveva far capire al popolo e al cattolicesimo che ormai tutti potevano liberamente celebrare il loro culto e che ormai il papato era ridotto a succursale dell'Italia unita o quanto meno a una presenza molto ingombrante.

Tra il 1873 e il 1880 venne edificata su Via Nazionale la chiesa anglicana di San Paolo dentro le mura, rimarcando la presenza di una chiesa “paolina” protestante (forse per controbilanciare la ben più sacra basilica paolina fuori le porte della città) all'interno delle mura, uno spazio cittadino riservato al solo culto cattolico. La Roma post-unitaria era ormai abituata alle ingiurie del fronte liberale e patriottico. Per la città sfilò un corteo che portò la statua bronzea di Giordano Bruno in processione fino a Campo de Fiori, dove fu sistemata nel luogo dove fu arso nel 1600 (neanche durante il fascismo si riuscì ad eliminarla, poiché l'allora ministro dell'istruzione Giovanni Gentile, molto influente sul Duce, era un grande ammiratore del filosofo eretico).

Della chiesa non provoca turbamento solo il nome o il culto che vi si celebra: al suo interno vi è un ciclo di dipinti che rappresenta i grandi “patrioti” della storia umana, da Abramo Lincoln a Giuseppe Garibaldi, vestiti e rappresentati come santi. Si può facilmente comprendere i significati e i rimandi di questi dipinti, molto dissacratori, e forse anche in linea con il protestantesimo angloamericano che mischia facilmente politica e religione, arrivando a celebrare lo Stato e i suoi rappresentanti come messaggeri divini.

E' consigliato recarsi a San Paolo dentro le mura non per pregare o assecondare l'ecumenismo, ma per saggiare di persona l'odio che i Savoia-Carignano, i protestanti e i nichilisti hanno per la Chiesa Cattolica e capire che l'ecumenismo è un fallimento totale. Il viaggio continua.  

1 commento :

  1. Beh, "odio" è un "parolone"............certo i savoia tolsero il trono a pio IX, ma gli misero un materasso sul luogo ove veniva a cadere: gli concessero l'inviolabilità dei palazzi vaticani, gli onori sovrani, il permesso di tenere guardie armate e soprattuto un buon indennizzo. Tutto ciò non sarà stato molto., ma è sempre meglio di niente.
    Inoltre la chiesa continuò ad poter influire nella vita politica del paese (Leone XIII riuscù a bloccare la proposta Zanardelli per il divorzio), fino ai patti lateranensi, i quali sono, di per sè, la prova che la chiesa non aveva mai cessato di essere una forza politica inportante. La fine dello stato pontificio non fu la fine della chiesa come entità politica.
    D'altra parte non è che avere uno stato sia una "prescrizione scritturale" (per 5 secoli, circa, la chiesa non l'ha avuto, eppure ha prosperato sia nei periodi di persecuzione sia nelle lunghe pause di tolleranza fra una persecuzione e l'altra, e, soprattutto dopo la fine delle perseczioni medesime).
    Di giordano bruno mi sembra di cattico gusto da parte dei cattolici, mettersi a questionare............
    Riguardo alla chiesa anglicana, bisogna considerare che ormai la libertà religiosa era un dato acquisito negli stati moderni, e quindi, ammettere la presenza di edificio di culto acattolici anche in Roma era una "conseguenza logica", anche perchè non credo che alla classe dirigente piemontese interessasse poi molto il protestantesimo.
    Comportarsi diversamente nell'epoca del vapore, del telegrafo e della libertà di stampa sarebbe stata una cosa fuori del tempo. Del resto la libertà religiosa è un concetto ormai ammnesso dalla maggioranza dei cattolici.
    Sull'ecunenismo non metto lingua perchè non è questione che mi riguardi e poi perchè anch'io penso che sia stato un fallimento.
    Giovanni da Livorno

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