27 novembre 2016

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il Colosseo cristiano (Parte XVIII)


di Alfredo Incollingo

C'è una profezia che ha per protagonista il monumento più caratteristico di Roma, il Colosseo, risalente al VII secolo e attribuita a San Beda il Venerabile: quando l'arena crollerà, sarà la fine di Roma. Questa celebre frase del santo inglese rispecchia la sensazione di meraviglia che coglieva il visitatore straniero che si recava nell'Urbe. Tra le vestigia grandiose del passato imperiale emergeva il Colosseo con la sua mole imponente e con i suoi trascorsi tragici. I medievali conoscevano il triste destino dei primi cristiani che furono condannati alle bestie per la felicità dell'imperatore e del popolo. Un luogo così tetro e in decadenza, abitato da spiriti e vagabondi, incuteva stupore e terrore. Dal VI secolo aveva cessato di funzionare e, nonostante gli incendi, i saccheggi e i terremoti ancora resisteva al tempo e si percepiva come l'ultimo simbolo in piedi (rispetto agli altri monumenti in totale decadenza) di un'epoca grandiosa della città. Beda comprese che il suo crollo avrebbe significato la perdita del ricordo di una civiltà così grande, che continuava ad affascinare i medievali.
Il fascino non riusciva a surclassare la drammaticità di quel luogo che ancora incuteva timore per la crudeltà degli spettacoli e stimolava la devozione popolare nel commemorare i martiri: era ancora un monumento pagano e sacrilego agli albori dell'età moderna. Nel 1750, quando con Benedetto XIV si chiuse la stagione di rinnovamento urbano della città, il Colosseo venne finalmente esorcizzato e cristianizzato. Non solo: il papa si preoccupò di preservare quello splendido edificio, vietando la spoliazione di pietre e marmi e l'utilizzo dei suoi spazi ad uso abitativo (come avvenne per secoli). Avviò lavori di restauro e rimise a nuovo l'anfiteatro per l'immensa folla di fedeli che quell'anno raggiunse a Roma per l'indulgenza giubilare. In memoria dei santi martiri che li trovarono la morte Benedetto XIV diede inizio alla tradizionale Via Crucis che si svolgeva al suo interno fino al 1870 quando il nuovo governo la spostò la processione all'esterno. Tutti i simboli cristiani furono eliminati per poi essere ripristinati solo nel 1929, dopo la firma dei Patti Lateranensi.
Il viaggio continua.

 

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