05 dicembre 2016

Dopo la Misericordia, l'Ira

Giudizio Universale. Giotto. Cappella degli Scrovegni
di Amicia San Benedetto Brixia

Finalmente si è concluso l’Anno della Misericordia ed è tempo di bilanci. Il bilancio che voglio fare oggi non è relativo all’incidenza della proposta pontificia, alla risposta dei pellegrini, all’effetto Francesco o ad altri tanto gettonati parametri. Il mio bilancio parte da un’esperienza: un anno dedicato a meditare il Diario di santa Faustina Kowalska.

Ne ho tratto un’impressione meravigliosa, relativamente al dono della Misericordia divina, però compreso nel suo debito contesto. Ne ho tratto al contempo una discreta amarezza, constatando quanto sia stata povera e fuorviante la predicazione di moltissimi pastori, in confronto alla lezione privatamente rivelata dalla santa polacca. Stupisce in particolare lo svilimento della Misericordia, sottratta al suo contesto reale, scissa dal suo inevitabile riferimento alla miseria, al peccato, alla seduzione diabolica, al castigo, al giudizio e all’ira. Ho deciso dunque di raccogliere una piccola antologia di brani, in cui il rapporto complementare tra Misericordia e Giudizio è ben affermato. Non li ho selezionati tramite un’operazione di ricerca meccanica, ma appuntandomeli man mano tra una meditazione e l’altra, per cui forse non sono i più significativi od esaustivi, ma sono esemplari ed emblematici. Scelgo di corredarli di brevissimi commenti, lasciando a voi di trarre le debite conseguenze.

O mio Dio, sono consapevole della mia missione nella santa Chiesa. Il mio impegno continuo è quello di impetrare la Misericordia per il mondo. Mi unisco strettamente a Gesù e mi offro come vittima che implora per il mondo. Iddio non mi negherà nulla, quando L'invocherò con la voce di Suo Figlio. il mio sacrificio è niente per se stesso, ma quando l'unisco al sacrificio di Gesù Cristo, diviene onnipotente ed ha la forza di placare lo sdegno di Dio. Iddio ci ama nel Figlio Suo. La dolorosa Passione del Figlio di Dio è una continua invocazione che attenua la collera di Dio. (Quad. I, 29.IX.1935)

Cosa succederebbe in un mondo in cui non ci siano più anime dedite a placare la collera divina?

Ad un tratto vidi la Madonna che mi disse: « Oh, quanto è cara a Dio l'anima che segue fedelmente l'ispirazione della Sua grazia! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto. Oh, quel giorno sarà tremendo! E’ stato stabilito il giorno della giustizia (cfr. At 17,31), il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli. Parla alle anime di questa grande Misericordia, fino a quando dura il tempo della pietà. Se tu ora taci, in quel giorno tremendo dovrai rispondere di un gran numero di anime. Non aver paura di nulla; sii fedele fino alla fine. Io ti accompagno con la mia tenerezza». (Quad. II, 22.III.1936)

Che senso avrebbe tacere l’incombere dell’Ira? Quanto è rischioso tacere del rapporto tra l’ultima grande elargizione di Misericordia e l’alternativa tremenda del Giudizio?

«I più grandi peccatori pongano la loro speranza nella Mia Misericordia. Essi prima degli altri hanno diritto alla fiducia nell'abisso della Mia Misericordia. Figlia Mia, scrivi sulla Mia Misericordia per le anime sofferenti. Mi procurano una grande gioia le anime che si appellano alla Mia Misericordia. A queste anime concedo grazie più di quante ne chiedono. Anche se qualcuno è stato il più grande peccatore, non lo posso punire Se esso si appella alla Mia pietà, ma lo giustifico nella Mia insondabile ed impenetrabile Misericordia. Scrivi: prima che io venga come Giudice giusto, spalanco la porta della Mia Misericordia. Chi non vuole passare attraverso la porta della Misericordia, deve passare attraverso la porta della Mia giustizia». (Quad. III, 6.VI.37)

Ecco un aut-aut che è peccato tacere: se il volto divino è Misericordia, anzi proprio perché lo è, chi Lo rifiuta sceglie da sé di confrontarsi con il Giudizio.

Il Signore mi rispose: «Per punire ho tutta l'eternità ed ora prolungo loro il tempo della Misericordia, ma guai a loro, se non riconosceranno il tempo della Mia venuta. Figlia Mia, segretaria della Mia Misericordia, non solo ti obbligo a scrivere sulla Mia Misericordia e a diffonderla, ma impetra loro la grazia, affinché anche loro adorino la Mia Misericordia». (Quad. III, 27.VI.1937)

Iddio punisce, non solo con una malattia o un cataclisma, bensì con un’eternità di sofferenze, ma non è questo il suo obiettivo, sua mira è che ci convertiamo.

Oggi ho udito queste parole: «Figlia Mia, compiacimento del Mio Cuore, con delizia guardo alla tua anima, invio molte grazie unicamente per riguardo a te, trattengo anche molti castighi unicamente per riguardo a te. Mi trattieni e non posso esigere giustizia, Mi leghi le mani col tuo amore». (Quad. III, 9.VII.1937)

Iddio punisce e castiga, ma a dirla tuttalo fa con estrema rarità.

O Cristo, dammi le anime! Manda su di me tutto quello che vuoi, ma in cambio dammi le anime. Desidero la salvezza delle anime; desidero che le anime conoscano la Tua Misericordia. Non ho nulla per me, perché ho distribuito tutto alle anime, così che nel giorno del giudizio starò davanti a Te con niente, perché ho distribuito ogni cosa alle anime; e perciò non avrai di che giudicarmi e in quel giorno ci incontreremo: l'Amore con la Misericordia… (Quad. V, 30.XI.37.)

La risposta all’Ira divina non è scandalizzarsi, resistere a Dio, ingannare le anime con la favola della redenzione garantita a prescindere, ma è offrire se stessi per gli altri e in tale offerta vale di più, agli occhi di Dio, il dono di chi occupa posti più alti nella Chiesa: questa è l’unica strategia della Misericordia. 

Gesù per la terza volta parla all'anima, ma l'anima è sorda e cieca, incomincia a consolidarsi nell'ostinazione e nella disperazione. Allora incominciano in certo qual modo a sforzarsi le viscere della Misericordia di Dio e, senza alcuna cooperazione da parte dell'anima, Iddio le dà l'ultima grazia. Se la disprezza, Iddio la lascia ormai nello stato in cui essa stessa vuole stare per l'eternità. Questa grazia scaturisce dal Cuore misericordioso di Gesù e colpisce l'anima con la sua luce e l'anima incomincia a comprendere lo sforzo di Dio, ma la conversione dipende da lei. Essa sa che quella grazia è l'ultima per lei e se mostra un piccolo cenno di buona volontà - anche il più piccolo - la Misericordia di Dio farà il resto. (Quad. V, DIALOGO FRA DIO MISERICORDIOSO E L’ANIMA DISPERATA).

Grande è la potenza della Misericordia, ma seria e terribile la possibilità di schermirsene.
O mio Gesù, vita della mia anima, vita mia, mio Salvatore, mio dolcissimo Sposo, e nello stesso tempo mio Giudice, Tu sai che nell'ultima ora non farò affidamento su nessun mio merito, ma unicamente sulla Tua Misericordia. (Quad. V, 30.1.1938)

Non serve negare il volto Giudice di Dio, serve conoscere come comportarsi al Suo tribunale: appellarsi alla sua Misericordia. 

Quando entrai un momento in cappella, Gesù mi disse: «Figlia Mia, aiutaMi a salvare un peccatore in agonia; recita per lui la coroncina che ti ho insegnato».Quando cominciai a recitare la coroncina, vidi quel moribondo fra atroci tormenti e lotte. Era difeso dall'angelo custode, il quale però era come impotente di fronte alla grande miseria di quell'anima. Una moltitudine di demoni stava in attesa di quell'anima, ma mentre recitavo la coroncina vidi Gesù nell'aspetto in cui è dipinto nell'immagine. (Quad. V, 3.II.1938)

L’ira e il castigo hanno la forma dell’impotenza: la libertà e l’ostinazione umana rendono impossibile l’aiuto divino e pongono l’uomo in balia delle leggi cosmiche, delle tare psichiche, delle brame diaboliche. 

Oggi ho udito queste parole: «Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso. Faccio uso dei castighi solo quando essi stessi Mi costringono a questo; la Mia mano afferra malvolentieri la spada della giustizia. Prima del giorno della giustizia mando il giorno della Misericordia ». Ho risposto: « O mio Gesù, parla Tu stesso alle anime, poiché le mie parole non hanno importanza». (Quad. V, 3.II.1938)

Dio castiga, malvolentieri, ma lo fa. Fa parte di quel gruppo di “cattivi”, che preferiscono subire malelingue, anziché sottrarsi al proprio compito, ancorché gravoso, ma inevitabile. Mi viene da commentare: Dio oggi non scenderebbe in terra come Inquisitore, ma come Cardinale (cfr. La vicenda dei “dubia”). 

Allora il Signore mi guardò benevolmente e mi consolò con queste parole: «Non piangere, c'è anche un gran numero di anime che Mi amano molto, ma il Mio Cuore desidera essere amato da tutti e poiché il Mio amore è grande, per questo li minaccio e li punisco...». (Quad. VI)

L’ira nella storia ha funzione propedeutica: se noi la neghiamo e impediamo al popolo di riconoscerla, stiamo forse impedendo e neutralizzando un intervento divino? A danno di chi andrà tale istanza? 

Una volta udii queste parole: «Se tu non Mi legassi le mani, manderei molti castighi sulla terra. Figlia Mia, il tuo sguardo disarma la Mia ira. Anche se le tue labbra tacciono, gridi a Me così potentemente che tutto il cielo ne è scosso. Non posso sfuggire alla tua supplica, poiché tu non M'insegui lontano, ma nel tuo proprio cuore». (Quad. VI, 26.V.1938)

Alla luce dei precedenti commenti, tutti rivolti alla serietà e ineluttabilità della collera divina, commuove questo testimonio, in cui si rivela la grandiosità della Misericordia a tutti offerta. 

«Scrivi: sono tre volte santo ed ho orrore del più piccolo peccato. Non posso amare un'anima macchiata dal peccato, ma quando si pente, la Mia generosità non ha limiti verso di lei. La Mia Misericordia l'abbraccia e la perdona. Con la Mia Misericordia inseguo i peccatori su tutte le loro strade ed il Mio Cuore gioisce quando essi ritornano da Me. Dimentico le amarezze con le quali hanno abbeverato il Mio Cuore e sono lieto per il loro ritorno. Dì ai peccatori che nessuno sfuggirà alle Mie mani. Se fuggono davanti al Mio Cuore misericordioso, cadranno nelle mani della Mia giustizia. Dì ai peccatori che li attendo sempre, sto in ascolto del battito del loro cuore per sapere quando batterà per Me. Scrivi che parlo loro con i rimorsi di coscienza, con gli insuccessi e le sofferenze, con le tempeste ed i fulmini; parlo con la voce della Chiesa, e, se rendono vane tutte le Mie grazie, comincio ad adirarMi contro di essi, abbandonandoli a se stessi e do loro quello che desiderano». (Quad. VI, 26.V.1938)

La Misericordia: noi ci offriamo a Dio, che ci desidera. L’ira: Dio ci dona quanto noi desideriamo. 
 

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