10 dicembre 2016

Fede e ragione, scienza e religione


Pubblichiamo l'abstract di uno dei capitoli contenuti nel nostro libro in uscita, "Pensieri controrivoluzionari".

di Riccardo Zenobi

Il rapporto tra fede e ragione viene considerato da molti “problematico”, ma ciò solo perché si fraintendono i termini in gioco, spesso prendendo per buone delle visioni caricaturali di quale sia il contenuto della Fede, le quali sorgono da una altrettanto semplicistica rappresentazione delle dinamiche interne alle discipline scientifiche – che sono spesso confuse con le sole razionali. Se volete approfondire la questione del rapporto tra Fede e ragione, e cercate delle motivazioni per rigettare lo scientismo di chi sostiene che “solo le domande scientifiche hanno valore”, troverete in questo capitolo argomenti per controbattere ai più noti luoghi comuni degli attivisti atei; infatti, dopo aver introdotto e definito i termini in gioco, viene analizzata la pretesa di ritenere le scienze sperimentali le sole discipline razionali, mostrando come tale supposizione scientista sia infondata. Si passa poi a trattare l’argomento principe dell’ateismo, ossia l’evoluzionismo, il quale viene utilizzato come ariete contro il testo biblico, quest’ultimo ovviamente travisato dall’ottica di lettura di un ateo del XX/XXI secolo. Il tutto, per citare la recensione fatta da Marco Tosatti, “con buona pace degli ateisti contemporanei, che sostengono che Dio è un problema da bigotti”.

 

1 commento :

  1. la scienza aiuta la fede o viceversa é la scienza che aiuta la fede.Credo ut intelligam dice il credente:solo con la fede la ragione capisce che la fede é necessaria.In ambito teologico per capire il problema Dio.Ma se si riferisce al rapporto fra fede e ragione che inevitabilmente include la scienza che é un prodotto in ultima analisi dell'uso della ragione quindi del rapporto fra il naturale e il soprannaturale credo anch'io che sia un esercizio problematico.Difficile per il non credente ricorrere alla fede per capire.Vedo piuttosto in questo caso la possibilità di arrivare alla fede al termine di un percorso in cui si riconosce il limite delle possibilità della ragione umana umane di comprendere.Non so quanti scienziati sono arrivati alla fede per questa strada viceversa quanti vi riconoscono la necessità del rapporto scienza/fede partendo già da una posizione di credenti.Credo che la posizione dello scienziato 'agnostico sufficientemente scettico per diffidare da qualsiasi dogma(sia religioso che del positivista per il quale la scienza spiegherà tutto)abbia il vantaggio di avere la mente più libera non influenzato(anche inconsciamente)da un qualsiasi dogma,critico anche per quanto riguarda le questioni etiche sempre più coinvolte nel dibattito scienza/fede.Sappiamo che la scienza procede per la sua strada che é quella delle ipotesi da verificare o da falsificare(imparando dall'errore).Sembra un poco un navigare a vista anche con un atteggiamento un po da apprendista stregone verso l'ignoto,potrebbe incorrere nell'errore fatale,l'effetto collaterale indesiderato ed essere la tomba dell'umanità come d'altro canto arrivare alla teoria del tutto per quanto riguarda l'universo.Per quanto riguarda i traguardi raggiungibili dalla scienza dobbiamo credo tutti riconoscere non se ne possano fare. Altrettanto azzardato affermare che riuscirà o che non riuscirà ad escludere l'esistenza Dio

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