08 dicembre 2016

La Dolce e Vergine Maria: la Salvezza nell'Immacolata Concezione!



di Alfredo Incollingo

L'8 dicembre 1854 papa Pio IX proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus. Si racconta che un fascio di luce solare penetrò il cielo plumbeo e avvolse completamente il pontefice che si affacciava su Piazza San Pietro dal balcone centrale della basilica. Pio IX pianse di gioia perché sapeva che quel fenomeno naturale non era casuale: in quel modo la Vergine e Immacolata Maria lo benediva con la sua luce divina. Quel cielo plumbeo preannunciava i tempi difficili che la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto sopportare, ma quel fascio luminoso rammentava agli uomini e al papa che Lei non ci avrebbe mai abbandonati alla disperazione. Così fu e a Lourdes (1858) apparve a Bernadette affidandole il suo messaggio di pace e di misericordia e chiedendo in cambio la conversione dell'umanità. Gli uomini recepirono il messaggio mariano e invocarono Maria nei momenti più bui della storia umana, come in Russia e nel Messico.
Maria era nata da Sant'Anna e San Gioacchino senza peccato perché era stata predestinata a concepire il Figlio di Dio. Duns Scoto lo aveva capito, dopo secoli di dibattito esegetico e teologico per comprendere questa verità di fede, sempre sostenuta dal popolo fedele. L'8 dicembre non è una ricorrenza casuale, ma ha per il cattolico un alto valore sacrale: non si potrebbe mai comprendere la nascita di Gesù il 25 dicembre senza contemplare la purezza della Vergine Maria.
Dio aveva scelto di incarnarsi per salvare i Suoi figli, assumendo la natura umana, ovvero il concepimento uterino: il Signore non poteva generare il Figlio nel peccato originale e quindi a Lei fu riservato di partecipare alla purezza divina. L'Incarnazione nel seno della Vergine Maria ha riscattato la donna e l'umanità tutta dalla colpa di Eva e dei nostri progenitori: badiamo bene non solo dal peccato originale, ma anche dalla cattiva nomea che il genere femminile ha nella tradizione ebraica. La donna è impura, durante il ciclo mestruale, per esempio; con Cristo e con Maria la donna è riabilitata e diviene partecipe della Salvezza. La donna, come l'uomo, ha la missione di educare i figli alla fede cristiana, come Maria e Giuseppe allevarono il Figlio di Dio. La maternità, da fattore marginale, divenne il fulcro della comunità cristiana: la famiglia, che provvede a questo compito, è il pilastro naturale di una società sana e forte. La donna partecipa in questo modo alla Salvezza, come moglie, madre o consacrata a Dio: non è inferiore, ma gode della stessa dignità dell'uomo e a lei è affidato il compito di educare la prole e di gestire la famiglia; questo vuol dire che ha una responsabilità maggiore nella formazione delle future generazioni. Mentre San Giuseppe provvedeva materialmente al sostentamento della Sacra Famiglia, Maria accudiva un figlio tanto speciale. Chi vuole conoscere la maternità non può non contemplare un dipinto della Madonna con il Bambino o recitare un Rosario: solo così sarà possibile rendersi partecipi delle sue virtù e della sue qualità. Misericordia, amore, carità e fede sono i doni che la Madonna ci regala ammirandola: un cammino di perfezione morale non può non condurre e partire da Maria.
Siamo grati a Lei per aver concepito Gesù e per averlo cresciuto; Gli è rimasta accanto fino alla Crocifissione, mostrandosi come madre e donna fedele, tenace e compassionevole. L'8 dicembre, in preparazione del Santo Natale, andiamo in chiesa e lasciamo stare per un attimo i nostri impegni. Recitiamo un Rosario o qualche Ave Maria: rendiamo grazie a Maria che, senza saperlo spesso, ci assiste dal Cielo, perché Lei è Madre nostra!

 

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