28 dicembre 2016

Motus in fine velocior? Un riepilogo


di Marco Mancini

1) Dopo l'Esortazione Apostolica di Papa Francesco "Amoris Laetitia", seguita ai due Sinodi vaticani sulla famiglia, quattro Cardinali (i tedeschi Brandmüller e Meisner, l'americano Burke e l'italiano Caffarra) rivolgono al Papa, prima in forma riservata e poi - dato il suo prolungato silenzio - pubblicamente, 5 quesiti in forma di "Dubia", chiedendogli di chiarire alcune ambiguità contenute nel documento, le quali toccano questioni attinenti i fondamenti della morale cattolica e i Sacramenti della Chiesa (basti pensare al tema dell'Eucarestia ai c.d. divorziati risposati).

2) Il Papa continua a tacere e poco prima di Natale, in un'intervista, il card. Burke immagina un termine temporale (fissato dopo l'Epifania, senza ulteriori dettagli) trascorso infruttuosamente il quale si prenderà in considerazione l'idea di una correzione formale del Papa, una roba di cui non si ha traccia da diversi secoli.

3) Qualche giorno dopo, il card. Brandmüller getta apparentemente acqua sul fuoco, sottolineando in un'intervista allo "Spiegel" come questa correzione fraterna del Pontefice dovrebbe avvenire in forma riservata, ma al tempo stesso rincara la dose affermando che chi sostiene l'accesso alla Comunione per i divorziati risposati è eretico e conduce allo scisma.

4) Negli stessi giorni delle interviste, il Papa - per interposta Segreteria di Stato - nomina una Commissione di 5 membri per indagare sulla rimozione del Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, operata dal Gran Maestro con l'implicito assenso proprio del card. Burke, nominato tempo fa da Bergoglio - ut amoveatur - Patrono dell'Ordine. Pare che, tra l'altro, l'ex Gran Cancelliere fosse coinvolto in una campagna di diffusione di contraccettivi in Africa, ritenuta inaccettabile da parte dei vertici dell'Ordine (e anche dal card. Burke), ma evidentemente il Nostro gode di amicizie influenti nel circolo bergogliano.

5) In data 23 dicembre l'Ordine di Malta risponde pubblicamente con uno schiaffo inaudito alla Segreteria di Stato e quindi al Papa, rivendicando la sovranità nei propri atti di amministrazione interna - come soggetto di diritto internazionale - e riconoscendosi sottoposta a Roma, proprio attraverso il card. Burke, solo dal punto di vista della "direzione spirituale".

6) Nel frattempo, negli ultimi mesi si fanno più fitti i contatti tra Roma e la Fraternità Sacerdotale San Pio X (lefebvriani), finalizzati a un accordo canonico che riporti la Fraternità sotto l'ombrello di Roma. Per Papa Bergoglio la FSSPX è probabilmente una delle tante "periferie esistenziali" da ricondurre all'ovile, mentre dal punto di vista di mons. Fellay si tratta di cogliere l'occasione per tornare in una Chiesa che è ormai una guzzantiana Casa della Libertà ("dove facciamo un po' il cazzo che ci pare"), senza le condizioni dottrinali poste in precedenza da Ratzinger e con la prospettiva di trovare praterie libere per diffondere il positivo "virus" della Tradizione.

7) Il Distretto italiano, guidato da don Pierpaolo Petrucci, sembra però restio all'accordo, che viene considerato una trappola, soprattutto in un momento in cui qualcosa sembra cominciare a muoversi (vedi i "Dubia") anche nella "Chiesa conciliare". Mons. Fellay, a quanto sembra, non ci sta pensando due volte e - un po' in stile bergogliano - sta commissariando il Distretto italiano, il che sembra effettivamente preludere a un accordo con Roma.

In tutta questa confusione riecheggia una drammatica domanda di Nostro Signore: "Ma il Figlio dell'Uomo, quando tornerà, troverà la fede sulla terra?"

 

2 commenti :

  1. Sono rimasto molto stupito dalla notizia, secondo la quale il Distretto italiano della Fraternità San Pio X sarebbe stato commissariato da Mons. Fellay. Potrei chiederLe di essere più esplicito?
    Grazie,
    Baronio+

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  2. Apprendo da poco, e con molto dispiacere, della rimozione di don Piepaolo.
    Avendo con la fraternità iniziato un fruttuoso cammino di fede mi domando quali ne siano le reali motivazioni e quale possa essere, di conseguenza la direzione presa da questa virata.
    I "ragazzacci" duri e puri della FSSPX , loro si, davvero politicamente scorretti, fanno un immenso lavoro per il bene spirituale della comunità.
    La rimozione di don Pierpaolo non lascia ben sperare sulla continuità in coerenza con questa linea.
    Forse don Aldo Rossi può supplire a questo vuot;
    ne ha la forza, il carisma , e forse, perchè no, anche l'ambizione.
    Ma troppo giovane.
    Certo è che chi arriva "si piega" in qualche modo a questo nuovo corso.
    Speriamo in Dio.

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