15 dicembre 2016

Paolo l’insonne: ritratto del «conte rosso» Gentiloni


di Giorgio Enrico Cavallo

Molti – e sono tra di loro – si sono domandati come abbia potuto un soggetto politicamente insignificante come il conte Paolo Gentiloni Silverj diventare presidente del Consiglio. Un uomo dallo sguardo diversamente sveglio, dal sorriso diversamente allegro e dalla loquela diversamente coinvolgente. Insomma, roba da far andare in brodo di giuggiole Maurizio Crozza.
E dai e dai, la domanda arriva inevitabile: ma perché proprio Gentiloni? Nel Pd avevano un fior fiore di sinistri politicanti ai quali affidare la poltrona del fu Renzi: perché proprio l’insonne Gentiloni? Avrà forse avuto un curriculum di alto livello; ma, dando una rapida lettura a Wikipedia, salta fuori che il “conte rosso” ha svolto due soli incarichi di governo: quello di ministro alle comunicazioni del governo Prodi II e quello di ministro degli Esteri con il suo guitto predecessore. Nessuna delle sue riforme della televisione entrò mai in vigore e, per quanto concerne la sua esperienza alla Farnesina, basti ricordare alcune perle da lui disseminate con generosità da quando è succeduto all’altrettanto incolore Federica Mogherini.
C’è innanzi tutto la questione di Greta e Vanessa, le due sessantottine in ritardo generazionale, volate in Siria ufficialmente come cooperanti e di fatto liberate con il pagamento di un ingente riscatto che nemmeno l’austero Gentiloni ha mai negato, pur affermando che i 12 milioni di dollari erano troppi. E va beh, saranno stati 11 milioni e mezzo, che mai sarà. C’è poi stato il gelo diplomatico con l’Egitto in seguito alla morte di Regeni. Mentre infuriava la polemica con Il Cairo, Gentiloni si è inventato la nuova figura dell’enigmatico “profugo climatico”, per il quale “serve riconoscimento giuridico”. Già. Sono aperti dibattiti per capire se le sdraio e la crema solare siano requisiti necessari per il loro riconoscimento. E che dire della sua brillante operazione diplomatica nel martoriato Medio Oriente e in Africa? L’Italia è rimasta a guardare, priva di iniziative di rilievo, in un contesto in cui il ministero degli Esteri doveva essere determinante per il futuro del paese. E invece niente, il ruolo dell’Italia è stato semmai quello di servire gli alleati atlantici in ogni desiderio: speranzoso che le elezioni americane fossero vinte da Hillary Clinton, Gentiloni si è apertamente dimostrato un suo sostenitore, tra l’altro asservendo l’Italia ai folli deliri bellicisti dell’amministrazione Obama acconsentendo l’invio di 140 militari in difesa della Lettonia. Sì, della Lettonia. Un paese seriamente minacciato. Da chi? Da Putin. Gentiloni e Pinotti hanno accolto la richiesta di Jens Stoltenberg, segretario dell’Alleanza Atlantica, da bravi e mansueti servitori che non riescono a capire che la politica di scontro con Mosca è semplicemente masochistica.
Insomma, a bocce ferme: un uomo che ovunque è stato messo si è distinto per aver lasciato di sé un ricordo grigio e annebbiato è perfetto per il ricoprire il ruolo del dopo-Renzi. Roba da far rimpiangere lo scalpitante Matteo Nazionale, che dietro le quinte prepara il terreno per il suo ritorno. Tanto, al governo c’è Gentiloni, la sua ombra silenziosa ed ubbidiente, che lascerà palazzo Chigi quando Renzi glielo ordinerà. O quando glielo ordinerà l’Europa. Perché il sospetto è che questo silente personaggio sia l’uomo ideale anche per applicare misure fortemente impopolari – le brutte acque nelle quali navigano le banche italiane non lasciano presagire nulla di buono – volute dai padroni del vapore di Berlino e Bruxelles. Insomma, il governo Gentiloni è perfetto sia per non oscurare il protagonismo incontrollato di Renzi sia per accontentare il protagonismo degli eurocrati. Non ci credete? Ci pensa lui, il torpido Gentiloni, a rispondere al vostro dubbio: circola un suo tweet nel quale afferma: «esatto, dobbiamo cedere sovranità a un’Europa unita e democratica». A buon intenditor, poche parole.

 

1 commento :

  1. 500 sfumature di conte grigio, vanno bene per l'Europa in bilico, il 2017 è anno cruciale per i 2 colossi F e D, ci sono le elezioni, in America ci sarà Trump e non è detto che vincano sempre gli stessi..........Renzi sarà il nostro incubo per molti anni a venire, vista l'età.........bisogna sperare cambi il puparo, sempre a causa dell'età..... speruma in bén.

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